Comportamento impopolare e la dura realtà dei fatti
C’è una sottile ma pericolosa abilità nella politica del nostro sindaco: quella di sollevare grandi polveroni, dipingere scenari idilliaci e distrarre l’opinione pubblica con annunci a effetto, lasciando però che a pagare il conto siano sempre i poveri cittadini. È la classica strategia del “fumo negli occhi”, un copione che si ripete giorno dopo giorno e trova la sua massima e amara applicazione nelle scelte dell’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Casone.
Mentre la retorica ufficiale si perde nell’autocelebrazione di progetti che non sono affatto farina del suo sacco e di interventi di facciata, la realtà vissuta quotidianamente dalle famiglie e dalle attività produttive è ben diversa. Una realtà fatta di conti che non tornano, di stipendi e pensioni che faticano ad arrivare a fine mese e, dulcis in fundo, di stangate fiscali che colpiscono dritto al cuore l’economia domestica.
L’esempio più lampante di questo divario tra la narrazione del Palazzo e il Paese in ginocchio è arrivato con l’ennesimo aumento della TARI.
In un contesto economico generale già fortemente provato dall’inflazione e dal caro-vita, l’amministrazione Casone non ha trovato di meglio che avallare rincari pesanti sulla tassa dei rifiuti (registrando impennate significative oltre la soglia del 10%). Una decisione che pesa come un macigno su cittadini e commercianti, i quali si ritrovano a fare i conti con un servizio che non brilla certo per efficienza, ma che viene tassato a prezzi da primato.
Si riduce tutto a una presa d’atto burocratica, durante l’ultimo consiglio comunale, sottomessa ai diktat della gestione, senza un reale e compatto barlume di opposizione politica o di ricerca di soluzioni alternative a tutela delle fasce più deboli. A pagare il prezzo della spesa pubblica sono le famiglie, costrette a stringere ulteriormente la cinghia per ripianare i costi di una gestione che scarica le inefficienze direttamente sui contribuenti.
Il copione è rodato. Ogni qualvolta si profila una misura impopolare, la macchina della comunicazione del sindaco si attiva per produrre cortine fumogene.
Si sposta l’attenzione su eventi estivi (quali?), su cantieri sbandierati ai quattro venti o su proclami di rilancio che servono unicamente a coprire il vuoto di una programmazione finanziaria lungimirante. Si parla di tutto, insomma, pur di non ammettere che governare significa fare scelte coraggiose e non mettere, molto più comodamente, le mani nelle tasche di chi lavora e produce.
Un fallimento politico e sociale
Ridurre la politica locale a un esercizio di facciata, fatto di annunci scintillanti e tasse salate, significa tradire il mandato di vicinanza ai cittadini. La comunità non ha bisogno di illusioni ottiche né di retorica vuota: servono coerenza, capacità amministrativa e, soprattutto, il rispetto per il denaro pubblico specie quando speso male.
Il sindaco Casone farebbe bene a smetterla di guardare la realtà attraverso il filtro della propaganda: il fumo si dirada sempre, e ciò che resta, purtroppo per i cittadini, sono solo bollette più pesanti, tasche sempre più vuote e un paese con mille problemi.