C’è una saggezza antica, radicata nei cortili di pietra e nei muretti a secco della nostra terra, che spesso coglie la realtà dei fatti molto prima dei manuali di scienza politica.
A Santeramo in Colle, tra una questione urbanistica, le sfide del commercio locale e il polso sempre vivace della comunità, circola una provocazione che fa sorridere ma fa anche molto riflettere: “A Santeramo occorre un sindaco con la fascia e uno senza”.
Ma cosa significa esattamente questa formula apparentemente paradossale? E perché fotografa così bene lo stato d’animo di una cittadina laboriosa e complessa come la nostra?
La fascia tricolore: il peso dell’istituzione
Il sindaco con la fascia è quello che tutti immaginiamo: l’incarnazione formale e istituzionale dell’ente locale. È la figura che siede dietro la fascia tricolore nei momenti solenni, che firma i decreti, che si scontra ogni giorno con i vincoli della burocrazia statale e regionale, con i bilanci da far quadrare e con le emergenze quotidiane.
A Santeramo, indossare quella fascia significa farsi carico delle aspettative di una comunità esigente. Significa gestire la macchina amministrativa, rispondere alle prescrizioni di legge e metterci la faccia — spesso letteralmente — quando i servizi zoppicano o le risorse mancano. È il volto della legalità, della rappresentanza e del governo della cosa pubblica nei suoi aspetti più rigorosi e istituzionali.
Il sindaco senza fascia: l’anima viva del territorio
Eppure, la provocazione suggerisce che la sola istituzione non basti. Ed è qui che entra in gioco il sindaco senza fascia: metafora di quella classe dirigente diffusa, di quel tessuto civico, associativo e imprenditoriale che la città la vive dal basso, senza cerimoniali né scorte.
Il sindaco senza fascia è:
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L’ascoltatore di quartiere, che raccoglie i mugugni e le proposte nei bar, per strada o nelle piazze.
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Il tessuto economico e produttivo, fatto di artigiani, agricoltori e commercianti che tengono in piedi l’economia locale con la forza delle proprie braccia.
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Il mondo del volontariato e della cultura, che supplisce spesso alle carenze strutturali offrendo aggregazione, eventi e senso di appartenenza, quello non a libro papa.
- O magari un semplice cittadino o un ex sindaco, che riesce meglio a cogliere le opportunità, quelle che sono importanti per i cittadini.
Questa figura “senza titolo” possiede una qualità rara: la vicinanza epidermica ai problemi reali.
La verità racchiusa in queste righe è che Santeramo ha bisogno di unire queste due dimensioni. Un amministratore locale, per essere davvero efficace, non può limitarsi a indossare la fascia come un’armatura protettiva contro le critiche della cittadinanza; deve saperla togliere ogni giorno per camminare in mezzo alla gente, sporcarsi le mani e ascoltare la voce reale del paese.
Allo stesso tempo, la comunità ha bisogno di riscoprire il valore delle istituzioni, pretendendo competenza e visione, magari offrendo in cambio partecipazione attiva e costruttiva.
Perché amministrare una città complessa e fiera come Santeramo non è un compito da uomo solo al comando. Richiede, fuor di metafora, la capacità di coniugare il rigore della fascia istituzionale con l’ascolto autentico di chi la città la vive, la ama ogni santo giorno.
Il nostro buon sindaco, quello con la fascia, Vincenzo Casone, non può correggere il tiro solo dopo aver letto le indicazioni suggerite da uno senza fascia. Il rag. Michele Digregorio. Mi riferisco alle due uscite di teleCasone, nella prima sminuiva i danni dovuti al nubifragio di lunedì pomeriggio, e quindi dall’annuncio si evinceva che l’emergenza era più che superata. Poi sucuramente si sarà reso conto che la situazione non era affatto rassicurante in quanto oltre agli allagamenti dei garage e agli alberi sradicati ci sono stati ingenti danni all’agricoltura, irreparabili e che richiedono il riconoscimentro dello stato di calamità naturale.
C’è da prendere atto come il suggerimento di Michele Digregorio sia stato immediatamente recepito dal sindaco Casone. Anche in altre situazioni Digregorio aveva espresso il suo pensiero in merito ad altre criticità. Ma allora davvero per amministrare Santeramo serve un sindaco con la fascia e uno senza? Specie quando di errori se ne commettono tanti!


