Negli ultimi tempi, la percezione di sicurezza da parte dei cittadini ha subito un crollo drastico, scalzata da una realtà fatta di microcriminalità diffusa, raid notturni e un allarmante radicamento dello spaccio di stupefacenti che vede spesso protagonisti i più giovani.
Il tessuto urbano e commerciale del comune murgiano si ritrova a fare i conti con un bollettino di episodi criminosi sempre più fitto. Tra i fenomeni che generano maggiore allarme sociale figurano i furti in appartamento. Le abitazioni private non costituiscono più un rifugio sicuro. Si registrano frequenti intrusioni, anche in presenza dei proprietari, spesso messe a segno nelle ore serali o persino nel tardo pomeriggio, lasciando nelle vittime un profondo senso di vulnerabilità e violazione della propria privacy.
Negozi ed esercizi commerciali subiscono regolarmente visite indesiderate. Non di rado, Santeramo è balzata agli onori delle cronache come base logistica o crocevia per bande specializzate in colpi seriali anche fuori comune, confermando l’operatività di manovalanza criminale radicata sul territorio.
Poi c’è la piaga degli stupefacenti che rappresenta forse il cancro più insidioso. Le piazze di spaccio locali alimentano un mercato nero florido che vede il coinvolgimento di giovanissimi e persino di minorenni, impiegati come vedette o corrieri in dinamiche criminali che bruciano precocemente il loro futuro.
Atti vandalici, danneggiamenti al patrimonio pubblico e privato, e risse completano un quadro di degrado urbano che alimenta il senso di abbandono percepito nei vari quartieri. Altro che isola felice!
Ma la politica dov’è?
La cittadinanza invoca a gran voce risposte più incisive, un incremento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, che, per l’amor di Dio, già fanno molto e una presenza costante dello Stato sul territorio. La sfida per Santeramo in Colle non è più soltanto reprimere il reato episodico, ma arginare una deriva sociale che rischia di normalizzare l’illegalità quotidiana.
Il potenziamento del pattugliamento notturno rappresenta la richiesta cardine per spezzare il senso di vulnerabilità che avvolge Santeramo in Colle dopo il calare del sole. Quando le strade si svuotano, l’assenza di un presidio visibile dello Stato diventa il principale alleato di chi pianifica furti in appartamento e scorribande vandaliche.
Intensificare la presenza coordinata tra Carabinieri, Polizia Locale e istituti di vigilanza privata per coprire in modo capillare non solo il centro urbano, ma anche le zone residenziali periferiche e le aree rurali, storicamente più esposte alle incursioni dei ladri.
Un controllo dinamico e imprevedibile durante le ore notturne agisce da principale deterrente contro i furti seriali, rendendo molto più rischioso per i malviventi agire indisturbati e forzare gli ingressi delle abitazioni.
Estendere la vigilanza alle zone periferiche e ai punti di aggregazione, contrastando non solo lo spaccio e la microcriminalità, ma anche i fenomeni di disturbo della quiete pubblica e i comportamenti a rischio legati ai più giovani.
Affiancare alle pattuglie su strada un sistema di telecamere intelligenti con lettura targhe e visione notturna avanzata, utile sia per l’identificazione tempestiva dei veicoli sospetti sia per supportare le attività investigative.
Restituire ai santermani la certezza di vivere in una comunità protetta richiede che l’impegno delle istituzioni locali e delle forze dell’ordine si traduca in una risposta visibile e ininterrotta, h24.
O dobbiamo ancora credere che Santeramo è davvero l’isola felice sbandierata dal sindaco Casone e dalla sua maggioranza?.


