COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO POLITICO I LIBERALI PER SANTERAMO

Ordinanza sindacale n. 54/2026 sul contrasto alla presenza dei piccioni: condivisibile la tutela dell’igiene, ma ingiusto scaricare gli oneri sui privati cittadini.

Come movimento politico “i Liberali per Santeramo” esprimiamo il nostro pieno sostegno alla misura che vieta la somministrazione di cibo ai volatili, un provvedimento di buonsenso necessario per evitare il prolungarsi di situazioni di degrado e per tutelare l’igiene pubblica nel nostro paese. Tuttavia, non possiamo non evidenziare forti perplessità in merito alle prescrizioni e agli obblighi economici posti direttamente a carico dei proprietari degli immobili.

L’art. 1 della legge n. 157/1992, in combinato disposto con l’art. 826 del codice civile, definisce i beni che fanno parte del patrimonio pubblico. Per effetto della legge speciale sulla fauna selvatica (Legge n. 157/1992), tali beni protetti e indisponibili non possono essere considerati di proprietà o nella disponibilità materiale dei privati proprietari degli immobili su cui stazionano.

A tal proposito, è opportuno ricordare che la giurisprudenza di legittimità (Corte di Cassazione, Sezione III Penale, sentenza n. 2598 del 26 gennaio 2004), ha stabilito che il colombo di città (o piccione torraiolo) deve essere giuridicamente inquadrato come animale selvatico e non domestico; rientra, quindi, nel patrimonio indisponibile dello Stato. Di conseguenza, spetta prioritariamente agli organi di governo e alle amministrazioni territoriali farsi carico degli interventi di gestione, contenimento e bonifica, assumendone i relativi costi.

L’art. 2052 del codice civile regola la responsabilità per i danni causati dagli animali, stabilendo che a risponderne debba essere il <<proprietario o chi se ne serve>>. Poiché i piccioni in stato di libertà naturale sono fauna selvatica e appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato, non sussiste alcun rapporto di proprietà, custodia o detenzione giuridica in capo al privato cittadino proprietario del palazzo o del tetto. Di conseguenza, pretendere di addossare ai privati gli obblighi di gestione e intervento strutturale significa violare i criteri di imputazione della responsabilità e della gestione dei beni pubblici.

Chiediamo pertanto all’amministrazione comunale di rivedere la misura nella parte in cui penalizza ingiustamente i proprietari degli immobili, individuando soluzioni e risorse pubbliche a sostegno degli interventi richiesti, senza gravare ulteriormente sui bilanci delle famiglie santermane.

Michele Digregorio, già Sindaco di Santeramo

I Liberali per Santeramo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.