Quale futuro per l’ex-Convento di Santeramo? È da questa domanda che si muove l’iniziativa di Progetto Santeramo per mezzo del consigliere comunale Nunzio Zeverino Digregorio che, attraverso un accesso agli atti, intende fare chiarezza sulle scelte dell’Amministrazione comunale riguardo alla destinazione e all’utilizzo di uno degli immobili più significativi del patrimonio culturale cittadino.
Una questione che non riguarda soltanto l’organizzazione degli uffici comunali ma investe direttamente il modello di sviluppo turistico-culturale che Santeramo intende perseguire, il rapporto con il proprio patrimonio culturale e le opportunità che potrebbero derivare da una sua valorizzazione più consapevole.
Durante la campagna elettorale, la cultura e il turismo sono stati indicati come importanti leve di crescita sociale ed economica. Oggi, tuttavia, è legittimo chiedersi quali risultati concreti siano stati raggiunti e quale progetto si intenda realizzare per trasformare quelle dichiarazioni in azioni chiare e concrete.
L’ex-Convento dovrebbe essere al centro di una attenta e mirata strategia di valorizzazione, non soltanto di una gestione degli spazi. Per questo, occorre comprendere le ragioni che continuano a giustificare la permanenza degli Uffici Tecnici comunali all’interno dell’immobile mentre alle associazioni del territorio viene prospettata una collocazione nella zona industriale. Una scelta che merita spiegazioni soprattutto se si considera il ruolo determinante e proattivo che gli spazi culturali e associativi possono svolgere nella vita della comunità.
Si tratta di interrogarsi, in altre parole, sull’opportunità dell’utilizzo attuale dei locali e sulla coerenza con una visione che dovrebbe mettere al primo posto la fruibilità pubblica, la valorizzazione e le potenzialità turistiche dell’edificio.
Una riflessione che assume un significato ancora più importante e particolare soprattutto nel corrente anno giubilare, a 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi; infatti, la Chiesa del Santissimo Crocifisso di Santeramo è stata dichiarata chiesa giubilare insieme ad altre sole quattro chiese della nostra diocesi.
È evidente che la chiesa e l’ex-Convento costituiscono realtà distinte, con funzioni e specificità differenti, eppure, proprio la ricorrenza giubilare avrebbe potuto rappresentare una preziosa occasione per promuovere il patrimonio religioso, storico e architettonico della città, favorendo una maggiore conoscenza dei luoghi e rendendo fruibili tutti gli ambienti dell’ex-Convento.
L’ennesima opportunità di promozione culturale e turistica del nostro paese che va persa.
L’accesso agli atti punta, quindi, a chiarire le ragioni dello spostamento dell’Ufficio Tecnico, a conoscere quali valutazioni tecniche, amministrative e culturali abbiano portato a questa decisione ma, anche, a chiarire quale progetto complessivo l’Amministrazione abbia elaborato per il futuro dell’intera struttura.
La valorizzazione di un bene storico non può limitarsi alla sua conservazione materiale né può esaurirsi nella gestione ordinaria degli ambienti. Richiede una visione d’insieme, la capacità di aprire nuove opportunità e di costruire percorsi culturali e turistici per cittadini e visitatori.
Santeramo non può continuare a perdere occasioni mentre cultura e turismo restano parole buone per i programmi
elettorali. Servono scelte chiare, motivazioni trasparenti e un progetto concreto per restituire all’ex-Convento il ruolo
che merita nella vita cittadina.
È questo il senso dell’iniziativa del consigliere Nunzio Zeverino Digregorio: ottenere risposte documentate,
comprendere le ragioni delle decisioni assunte passate e future e sollecitare un confronto pubblico sul futuro di un
patrimonio che appartiene alla comunità.
Perché la vera domanda, oggi, è: vogliamo che l’ex-Convento sia soltanto un edificio nel quale collocare uffici oppure
vogliamo farne una risorsa viva per la cultura, le associazioni e il turismo di Santeramo?
ACCESSO AGLI ATTI RELATIVI ALL’EX-CONVENTO


