La lista civica Sinistra Riformista per Santeramo in una nota stampa:
“Esprime profonda preoccupazione per la grave crisi che sta attraversando la Natuzzi S.p.A., realtà storica e identitaria del nostro territorio, e per le pesanti ricadute che questa situazione sta già producendo sul piano occupazionale, economico e sociale.
“Le notizie degli ultimi giorni, che parlano di circa 400 esuberi a rischio, del mancato pagamento regolare degli stipendi e dell’incertezza sul futuro di centinaia di famiglie, non possono lasciare indifferente nessuno.
Di fronte a un quadro tanto allarmante, Sinistra Riformista per Santeramo esprime la propria piena solidarietà alle lavoratrici, ai lavoratori della Natuzzi e alle loro famiglie, che da troppo tempo vivono nell’incertezza, con la dignità di chi continua a resistere e a credere nel valore del proprio lavoro.
Chiediamo con forza all’Amministrazione comunale di Santeramo di tenere alta l’attenzione sulla crisi Natuzzi, seguendo con costanza gli sviluppi della situazione e mantenendo vivo il dialogo con tutte le parti coinvolte, affinché il l’Istituzione Comunale non resti indifferente di fronte a un processo che incide profondamente sul cuore produttivo e sociale della nostra comunità.
Rivolgiamo inoltre un appello a tutte le forze politiche locali, di maggioranza e di opposizione, affinché — al di là delle appartenenze — uniscano le proprie voci e facciano pressione sui referenti politici regionali e nazionali, chiedendo interventi urgenti e misure di sostegno strutturali.
L’imminente scadenza elettorale regionale non deve essere un momento di distrazione, ma un’occasione di responsabilità collettiva: chi si candida a rappresentare la Puglia e i suoi territori deve dimostrare di saper difendere il lavoro, la dignità e la coesione sociale.
Come Sinistra Riformista per Santeramo, vogliamo ricordare che non è la prima volta che interveniamo con chiarezza su crisi industriali che minacciano il nostro territorio.
Siamo stati i primi ad accendere i riflettori sulla vertenza dell’ex Ansaldo di Gioia del Colle, evidenziando la necessità di preservare un presidio strategico per l’industria e l’occupazione del Sud.