20/11/2017 21:55
UNA LETTERA DA MEDITARE. ALTRO CHE BUONGIORNO SANTERAMO!

UNA LETTERA DA MEDITARE. ALTRO CHE BUONGIORNO SANTERAMO!

Saveria Turi di Santeramo racconta la sua storia di zia – madre. A lei la nostra sincera solidarietà.

 

La gentilissima Saveria Turi, che ho l’onore di conoscere e che saluto molto cordialmente, ha scritto una lettera con la quale racconta la sua storia di zia – madre e con la quale rivolge un solenne rimprovero al Sindaco D’Ambrosio. La lettera è lunga ma vale la pena di leggerla e meditarla, scritta dopo “anni di indifferenza da parte delle ultime amministrazioni comunali: nello specifico quelle di Vito Lillo e quest’ultima di Michele D’Ambrosio, diventati sindaci grazie alla fiducia riposta da noi cittadini, ma siamo stati traditi e derubati”. Ecco il testo: “Nel corso dei miei ultimi 10 anni ho fatto una scelta di vita, quella di occuparmi di ragazzi e bambini con disagi familiari. Nel mio caso tutto è iniziato nel 2006/07, nove anni fa quando ho perso mia sorella più piccola a causa di un tumore. Lei era ragazza madre di tre bambini (padre totalmente assente), due dei ragazzi avevano 14 e 15 anni, la più piccola aveva solo 2 anni. Santeramo era amministrata da Sante Zeverino; il dirigente dei servizi sociali era Nicola De Benedictis e l’assessore ai servizi sociali era Michele D’Ambrosio. Fui contattata dal dirigente dei servizi sociali Nicola De Benedictis, venuto a conoscenza della grave situazione, e sapendo che in precedenza ero stata affidataria dei minori; mi chiese se ero disposta a riprenderli con me o a lasciare che i due più grandi andassero in casa famiglia, mentre la più piccola sarebbe andata in adozione; non dovevo sentirmi obbligata perché non ero sposata ed ero ancora in tempo per crearmi una famiglia mia. La mia coscienza non mi avrebbe mai permesso di lasciarli andare via. Io che mi ero sempre occupata di loro, che dicevo e tutt’ora dico che l’unica cosa che non ho fatto per loro è averli tenuti in grembo. Non avrei mai potuto vivere senza di loro, mi sarei chiesta fino alla morte dove fossero, con chi, quali sarebbe stati i loro sentimenti, i loro pensieri nel chiedersi perché nessuno della famiglia li avesse voluti. Ho sempre avuto un tenore di vita medio alto e all’epoca avevo chiuso l’attività commerciale che avevo in un altro paese, per poter assistere e dedicarmi a mia sorella. Nel colloquio che ebbi con il dirigente De Benedictis, espressi la mia unica perplessità, cioè come fronteggiare il futuro di questi ragazzini, considerando che non possedevo più un lavoro. Ero informata sugli aiuti che venivano stanziati per gli affidatari, ma sapevo anche che non erano cifre alte ed io non avendo più un reddito sarei andata incontro a grosse difficoltà economiche. Sapevo che il mio tenore di vita non sarebbe più stato lo stesso, ma la cosa non mi importava, certo che non avrei mai immaginato di arrivare a mendicare un litro di latte o mezzo kg di pane. La gentilissima Saveria poi così prosegue: “Il dirigente mi tranquillizzò, dicendomi che sotto questo aspetto sarei stata coperta dal comune, perché esistono dei regolamenti interni e leggi che lo permettono e che tutelano gli affidatari e i minori. Tranquillizzata e fiduciosa sotto questo aspetto, avviammo le pratiche di affido; avrei percepito Euro 450.00 (150.00Euro per minore) per l’affido e Euro 500.00 come sostentamento ordinario. In più si pensava che avrei potuto lavoricchiare e quindi io e i bambini saremmo andati avanti dignitosamente. Tutto ciò che si era pensato, purtroppo, non è stato possibile perché i due adolescenti erano in piena crisi di crescita e di rabbia per aver perso la loro mamma, mentre la piccolina aveva bisogno di solide basi e quindi non potevo avere la possibilità di mancare mezza giornata da casa. Il mio compito era ricreare stabilità in casa, regole e buone abitudini, dovevo riorganizzare la nostra nuova vita, non potevo andare a lavorare. Mentre riorganizzavo con i ragazzi la nostra vita è subentrata l’amministrazione di Vito Lillo. Ai sevizi sociali, in stato di abbandono, venne l’ottima idea di mettere una forestiera che aveva due streghe come assistenti sociali, presenti tutt’oggi, e ben note all’intera cittadinanza. Ci voleva l’assessore Filomena Matera a completare la situazione di disagio in cui già riversavano i servizi sociali. Mi fu tolto il sostentamento ordinario. Inutili furono i tentativi dell’assistente sociale che mi seguiva, dell’ex dirigente De Benedictis e di Sante Zeverino, nel far notare che qualora i ragazzi fossero stati collocati in una casa famiglia il comune avrebbe dovuto sborsare tantissimi soldi, e dico tantissimi! Quindi non era e non è il comune a farmi un favore, ma ero e sono io tutt’oggi a fare il favore al comune. Quindi con l’amministrazione Lillo la mia situazione cominciò a peggiorare molto. Ora veniamo al nostro carissimo primo cittadino Michele D’Ambrosio, che mantiene su di sé la carica dei servizi sociali, ma non lo si vede mai negli uffici fatta eccezione per chi di suo interesse! Ed i servizi sociali sono letteralmente allo sbando, dove ci sono le due solite assistenti sociali, menzionate in precedenza, che fanno da padrone mettendo in difficoltà il resto delle colleghe. Il caro Michele D’Ambrosio che grida: “Ora comando io!” Il caro Michele D’Ambrosio che all’inizio quando mi incontrava diceva “noi abbiamo un dovere morale nei suoi confronti!”, frase che ha ripetuto spesso anche in presenza di Sante Zeverino e altri testimoni. Ora chiedo pubblicamente a Michele D’Ambrosio se conosce il senso di tale frase. Comunque sia, per fortuna, gli anni stanno trascorrendo il suo mandato si sta concludendo. Sindaco D’Ambrosio, eri e sei a conoscenza della mia situazione, non hai mosso un solo dito sin dall’inizio per recuperare la dignità mia e dei ragazzi che è stata completamente calpestata; sei a conoscenza che non lavoro e non ho nessun’altra entrata. Altro che “dovere morale”, mi hai, ci hai letteralmente ignorati. Negli ultimi mesi di Luglio e Agosto i servizi sociali erano sprovvisti di assistenti sociali e le uniche presenti erano le solite già menzionate, che non facevano e non fanno l’interesse dei disagiati. La dirigente che avete messo per i servizi sociali, brava persona, non è idonea per quel ruolo. Non permetterti sindaco di dire che non sapevi nulla, perché confermeresti la tua falsità. Mi avete ridotta a Euro 240.00 mensili, e considerando i suoi stipendi sindaco D’Ambrosio, che sono quello da professore, da sindaco, da servizi sociali ed altri introiti, mi chiedo se ci scambiassimo le entrate lei e i suoi figli come fareste? Ritornando al punto dei pochi soldi che mi avete assegnato senza la relazione della mia assistente sociale, non considerando e non interessandovi di nessun percorso di sostegno economico, né di integrazione lavorativa né per me né per i ragazzi. E se credi di potermi rispondere che il mese di agosto ho lavorato, ti rispondo che il minimo stipendio che non ho ancora percepito, non risolverà i problemi che soprattutto la tua amministrazione mi ha causato. Avete un regolamento chiaro, dovevate solo metterci un po’ di buona volontà. Non è chiudendo i ragazzini nelle comunità e tirando fuori migliaia di Euro che risolvete i problemi. Guardate bene all’interno delle famiglie, dando un giusto sostegno economico e psicologico risparmiereste, ed i ragazzi sarebbero più sereni e meno traumatizzati. La tua vicinanza alla religione cattolica dovrebbe essere una spinta verso un comportamento esemplare, generoso e soprattutto umile e rispettoso nei confronti delle persone in difficoltà come me ed i miei ragazzi, e come tante altre famiglie a cui anche la dignità è stata tolta, forse chiedo troppo, evidentemente non hai né la bontà, né la statura morale e politica per adempiere ad un tuo dovere personale ed istituzionale”.

Alla gentilissima Saveria, tutta la nostra sincera solidarietà.

 

3 commenti

  1. MOLTI, E FRA CUI IO, SOSTENGONO CHE UNA DELLE FERITE PIU’ PROFONDE DELLA NOSTRA SOCIETA’ E’ IL BIGOTTISMO RELIGIOSO: E DOPO QUESTA LETTERA , ABBIAMO AVUTO UN’ULTERIORE CONFERMA.
    CERTO CHE SABATO NE PARLEREMO..

  2. Grande solidarietà per questa signora. Comunque qualcuno mi sa dire come mai ai servizi sociali non ci sono più persone che protestano come ai tempi del sindaco Vito Lillo? Ci sono voci in giro che se fossero vere ci sarebbe da sciogliere immediatamente il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Se qualcuno mi vuole rispondere…

  3. Giovanni Porfido

    Sabato mattina parliamo pure di questo fatto molto grave e vediamo di fare una petizione in suo favore

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