22/08/2017 12:53
SANTERMANO PESTATO NELLA NOTTE DI SANT’ERASMO, PRESI GLI AGGRESSORI
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SANTERMANO PESTATO NELLA NOTTE DI SANT’ERASMO, PRESI GLI AGGRESSORI

Identificati ed arrestati dai carabinieri  i due giovani che, durante la festa patronale del 3 giugno scorso, si sono resi responsabili di estorsione e rapina, nei confronti di un coetaneo.

Il clima gioioso dei festeggiamenti per il Santo Patrono della città è stato turbato da un brutto episodio di cui è stato vittima un giovane santermano che, durante le prime ore della notte del 3 giugno scorso, mentre rincasava dopo aver trascorso la serata in compagnia di amici, è stato avvicinato da due giovani che gli si sono improvvisamente parati davanti intimandogli di consegnare loro il denaro in suo possesso, altrimenti lo avrebbero picchiato.

La vittima, ignara di quanto gli sarebbe poi capitato, ha deciso di sottovalutarli e proseguire a passo spedito, ma i due balordi lo hanno seguito e successimante spintonato e fatto cadere a terra. Mentre uno di loro lo teneva, l’altro gli ha sferrato calci e pugni sul volto nonostante le grida di aiuto della vittima. A questo punto, per garantirsi l’impunità ed impedire che il malcapitato potesse richiedere i soccorsi, gli hanno sottratto il telefono cellulare facendo perdere le loro tracce.

Sanguinante ed in stato di shock per quanto accaduto, con l’aiuto di un passante, il giovane è riuscito a richiedere l’intervento del 118 e nei giorni successivi si è recato alla locale Stazione Carabinieri per denunciare l’accaduto, descrivento con dovizia di particolari i suoi aggressori.

Le indagini, prontamente svolte dai militari di Santeramo in Colle, hanno permesso di indentificare in CONTINISIO Michele, 26enne pregiudicato locale e in PJECI Arjan, 21 albanse incensurato, gli autori della violenta aggressione. Le perquisizioni domiciliari hanno consentito di recuperare il telefono cellulare della vittima.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari che ha coordinato le indagini, ha emesso quindi un ordine di custodia cautelare in carcere e i due giovani sono stati tradotti presso l’istituto penitenziario del capoluogo pugliese.

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