20/08/2018 22:34
OSSERVAZIONI SUL PUG DELL’ING. ANGELO NUZZI

OSSERVAZIONI SUL PUG DELL’ING. ANGELO NUZZI

La lettera che pubblichiamo è stata inviata al Sindaco, Assessore al ramo, Consiglieri Comunali, forze politiche e organi di stampa.

A seguito dell’adozione del PUG con DCC del 10.06.2016, ai sensi dell’art. 11 comma 5 della L.R.  n. 20/2001 il sottoscritto presentava al Protocollo del Comune di Santeramo un primo gruppo di otto osservazioni in data 20.09.2016 e un secondo gruppo di altre otto osservazioni in data 22.09.2016. La prima di dette osservazioni riguardava e riguarda il mancato adeguamento del PUG al PPTR, si riporta, per semplificazione, il suo secondo capoverso:

Le Norme Tecniche del PPTR all’art. 97 (Termini e procedimento per l’adeguamento dei piani territoriali urbanistici generali e territoriali comunali e provinciali e loro varianti) riportano tutta la procedura del procedimento di adeguamento al PPTR. La delibera di adozione da parte del consiglio comunale deve espletare tutte le procedure di cui ai commi 1-6 dell’art. 11 della L.R. 20/2001, considerato che l’adeguamento al PPTR impone vincoli, nonché determina varianti agli stessi strumenti urbanistici.”

Non veniva riportato tutto l’art. 97 con tutti i vari ulteriori preventivi adempimenti per sintesi, per non farla lunga, per evitare di fare inutile polemica. Ho partecipato ad un solo incontro dell’attuale assessore all’Urbanistica con i tecnici. In questo incontro feci notare che nella sintesi della sopradetta mia prima osservazione riportata nelle controdeduzioni dei redattoti del PUG veniva omesso il riferimento all’art. 97, né di conseguenza veniva fatta alcuna controdeduzione. I miei solleciti al riguardo per un’adeguata risposta ad oggi non hanno dato alcun risultato. Per me la procedura dell’art. 97 è chiara, basta leggere. Certamente non in un incontro di servizio di poche persone (Conferenza dei servizi) che potrà essere sanata.

Mi sia consentito ricordare che i commi 1-6 dell’art. 11 della L.R. 20/2001 prevedono tutto l’iter della redazione e adozione del PUG e per estensione ogni adeguamento al PPTR, come da art. 97 delle Norme Tecniche. In pratica è da riprendere tutta la procedura di approvazione del PUG, comprese la pubblicazione e la fase delle osservazioni. Questo l’ho sempre fatto presente e rivengo a farlo di nuovo. Sarei il primo ad essere contento se mi verrà dimostrato di avere preso un abbaglio al riguardo. Però, meglio chiarire alcune cose:

  1. Perché non si è espletato l’incarico professionale di adeguamento del redigendo PUG al PPTR conferito ai tecnici redattori (R.T.P.) con apposita convenzione del 15.12.2014, pur avendo a disposizione quasi due anni? Grave mancanza nell’espletamento dell’incarico da parte dei tecnici incaricati con grave omissione di controllo da parte di tutti?
  2. Ho fatto affidamento nel senso di responsabilità di chi avrebbe dovuto adempiere. Nella prima osservazione, sommessamente, mi sono limitato a richiamare alcuni commi, ma non viene data alcuna risposta, anzi si omette, si riporta parzialmente la mia osservazione. Comportamento molto incomprensibile e ingiustificabile da parte di molti!
  3. Bisogna alzare i toni per avere una risposta completa, adeguata ad una osservazione fatta nell’interesse di tutti? Perché non mi viene detto che l’art. 97 del PPTR non è pertinente, non c’entra niente, non ci azzecca?

Per quanto riguarda le altre mie osservazioni in parte sono state accolte, le più significative non sono state prese in considerazione. Ma questo è ormai irrilevante a seguito di quanto riporto appresso.

Un PUG che non è altro che il vigente PRG mutilato in parti essenziali dello sviluppo, soffocato da vincoli di ogni genere, che non tiene conto dell’Atto di indirizzo

Ma è proprio questo il PUG, il Piano Urbanistico Generale del terzo millennio, che si vuole lasciare alle generazioni future? Per me è no, cento volte no! Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità.

Un piano rivolto essenzialmente al piccolo particolare, al piccolo interesse, anche se legittimo, senza alcune prospettive di vedere un nuovo e diverso sviluppo del Paese.

Pongo ai tecnici redattori le seguenti domande che si cerca di limitare ai punti più importanti dell’atto di indirizzo per la redazione del PUG:

  1. Nella parte intitolata ZONE EDFICATE E DI ESPANSIONE dell’atto di indirizzo nel terzo capoverso è riportato: per innalzare il livello della qualità urbana dell’esistente è prevista una attenta ricognizione di tutte le aree cedute al Comune per standards urbanistici a seguito di lottizzazioni convenzionate. Perché non sono state individuate tutte? In particolare, perché le aree cedute a seguito di Lottizzazione Convenzionata del Comparto 11 vengono riportate diversamente, non correttamente? È prevista la loro riqualificazione con specifica utilizzazione?
  2. Perché, nonostante che all’ultimo capoverso sia stato richiesto di porre particolare attenzione alla valorizzazione delle aree a maggiore vocazione turistica (non limitate soltanto alla zona Iazzitello) con programmazione degli insediamenti turistico-ricettivi, queste addirittura sono state tutte soppresse, nessuna esclusa? Perché è stata utilizzata, previa trasformazione in zona residenziale, soltanto la volumetria edificabile delle aree inficiate del Comparto 12 (quelle che già in parte sono stato oggetto di interventi), che viene trasferita nei comparti 1 e 3? Qual’è il criterio di trasferimento di questa volumetria nei due comparti e qual è il criterio nei vari subcomparti che possono avere tempi diversi di attuazione? Non si pensa per un momento alla grande sperequazione tra i vari proprietari dei suoli? Ma non passa per la testa che si rischia di fare interesse privato a seguito di abuso di potere? Il sottoscritto non vede vincoli particolari che rendano inedificabili i detti suoli, ma se ci dovessero essere a seguito dell’adeguamento al PPTR sarà un problema dei proprietari. Sopprimendo dette aree non ponete il Comune a rischio di ricorsi ed eventuale richieste di danni? Ma dove è andata a finire la richiesta di porre particolare attenzione alle aree con vocazione turistica-alberghiera? Non venite a dirmi su richieste di questo o di quello amministratore o altri. La procedura è chiara, ai tecnici redattori vengono dati ben precisi indirizzi a seguito di delibere amministrative, che vengono rese pubbliche mediante regolare pubblicazione.
  3. Analogamente per le ZONE ARTIGIANALI, INDUSTRIALI E COMMERCIALI. Il polo industriale di Iesce è stato nettamente ridimensionato senza alcuna valida motivazione di interesse pubblico, soprattutto in considerazione che le aree dei comuni viciniori sono esaurite e che ci saranno richieste in futuro. Non dimentichiamo che con le aree dei confinanti comuni si può avere a disposizione un grande polo industriale. Quali sono le ragioni del ridimensionamento delle aree industriali in contrasto con le indicazioni date? Non si doveva inoltre individuare un’area idonea per insediamenti di attività commerciali, quali centri commerciali, medie e grandi strutture di vendita ecc.?
  4. Le zone agricole di Santeramo sono state sottoposte ad ogni tipo di vincolo (zone ZPS, SIC, PUTT/P, PPTR, vincoli idrogeologici ecc. ecc. Per quello poco che rimane del territorio, perché vi siete limitati a individuare solo alcuni punti, dimenticando che nelle zone rurali operano molti agriturismi e che ce ne potrebbero essere altri? Non credete che si poteva approfondire maggiormente il reticolo idrografico?

Il PRG, avviato quasi quaranta anni fa, una ipotesi di sviluppo, per quelli che erano gli anni, ce l’aveva.  Nel PRG erano previste zone turistiche con finalità alberghiere, poli e centri turistici, zone per attività produttive ampie e numerose in posizioni di grande importanza, che sono e possono essere oggetto di molte richieste. Una strada di interesse interregionale e intercomunale era stata prevista, addirittura il tratto riguardante Santeramo era stato progettato e in parte finanziata. Nel PUG non si intravede alcun contesto intercomunale e interregionale. Soltanto tante sfumature di colori, che saranno pure belle da vedere, ma sono presenti tanti vincoli poco facili da leggere e individuare. In tanta povertà di previsione viene inserita il tratto di circonvallazione, che va da Gioia a Bari, a ridosso dell’attuale esaurito cimitero comunale, inserendosi tra e su fabbricati esistenti con un assurdo doppio superamento dei binari. Il vecchio tracciato poteva essere oggetto di un più approfondito studio urbanistico, per potere passare alla fase progettuale di esecuzione. Superare o sottopassare una sola volta i binari di una ferrovia non è mai facile ed è sempre costoso. Appunto! Si è pensato bene di raddoppiare, guarda caso in corrispondenza di un ponte esistente su via Cassano (Il cosiddetto Ponte a cavallo) a distanza di qualche centinaio di metri. Ma il doppio superamento riempie, fa effetto nelle varie tavole. Ma in compenso sono state dimenticate le varie infrastrutture, il problema non lo si è posto per niente.

Ma inspiegabilmente, in un progetto generale di programmazione urbanistica, vengono predisposti i progetti di lottizzazione di tutti i comparti (ma questi progetti, questi subcomparti sono vincolanti? non sia mai!). Ma non avrebbero fatto meglio a riservare tanto impegno alla soluzione delle infrastrutture, allo studio approfondito del reticolo stradale comunale ed extraurbano, al reticolo idrogeologico? Così sensibili all’ambiente, perché non sono stati individuati o riportati in mappa i siti a rischio di contaminazione? In presenza di un cimitero comunale che non ha più spazi a disposizione non sarebbe stato opportuno proporre il suo ampliamento per vincolare, tenere sotto controllo le aree relative? Immagino che un po’ di persone incominceranno a toccare ferro, a … Ma non è serio. I nostri antenati seppero progettare uno spazio adeguato, che abbiamo coperto letteralmente con cemento, salvando, per un po’ di pudore che ci rimane ancora, l’area di accesso dall’ingresso monumentale. A questo punto è meglio terminare. Ma gli amministratori attuali, non quelli del secolo precedente, i tecnici locali quelli che operano adesso, le varie categorie interessate e non, tutti i cittadini, è questo il PUG che vogliono consegnare alle generazioni future? Parecchi legittimamente potranno dire che non lo conoscono e allora dico loro: prendetevi il tempo che serve, tanto non cambia assolutamente niente, considerando anche che il Consiglio Comunale dovrebbe prendere atto della procedura di adeguamento del PUG al PPTR.  Non me ne vogliate e porgo a tutti distinti saluti.

Angelo Nuzzi

(Già sindaco)

P.S.                                                                                                                                        

Nella settima e ottava osservazione del secondo gruppo ho pregato, in particolare, di indicare le varie zone omogenee con una lettera maiuscola e un numero arabo, come riportato sempre nelle leggi, nei decreti e provvedimenti vari. Viene fatto chiarimento definitivo con il nuovo “Regolamento edilizio-tipo” concordato a livello nazionale e reso esecutivo con la legge regionale n. 11 del 19.05.2017 e delibere della G.R. del 11.04.2017 e del 04.05.2017.

È’ inutile ricordare il necessario adeguamento a detto Regolamento edilizio- Tipo.

5 commenti

  1. Giovanni Porfido

    Ingegnere non mi fraintesa ma qui a furia di fare domande passano altri 40 anni. Io direi di far approvare una volta per tutte il piano e di dare una svolta al paese.
    Ci guadagneremmo comunque un po’ tutti.

    • Inutile dirti che non sono d’accordo, per il semplice motivo che fare approvare il piano così com’è non serve a nessuno, anzi in questo modo significa fare perdere veramente più di 40 anni. Ma io ho fatto domande su risposte non date in modo completo ad alcune delle mie 16 osservazioni al PUG. Comunque dal 1980 al 2000 sono venti anni. Salvo tre anni persi fino al 2003 per un ricorso proposto dallo stesso Comune contro la Regione in modo che non voglio nemmeno qualificare. Dal 2003 il Comune di Santeramo ha avuto a disposizione un PRG operante pienamente e ricordo a me, agli amministratori, ai politici, e tu lo sei sempre stato, ai cittadini che si vogliono impegnare, che al 2003 risultava anche adeguato PUTT/P a seguito di regolare incarico con relativa spesa ai allo studio Arch.ti A. e R. Telesforo. Se vuoi posso continuare, ma meglio per adesso finire qui. Potrei sollevare polemiche che al momento sarebbero inutili e anche dannose.

    • Non ci guadagnerà nessuno, nemmeno quelli che ingenuamente credono di potere risolvere qualche loro piccolo problema a seguito di qualche modifica apportata. Nell’ambito del rispetto massimo di garanzia dell’interesse generale, se qualcuno ci guadagnerà mi farà piacere. Invece, si vuole comunque adottare il PUG, l’importante è che si approvi. Ho chiesto chiarimenti per le controdeduzioni che sono state date ad alcune mie osservazioni, che sono rivolte esclusivamente nell’interesse di risolvere problemi insiti nell’attuale PUG. Mi sia data al riguardo una risposta completa, se ho preso una cantonata sarò il primo a prenderne atto e ad essere contento per me e per tutti.

  2. Non sei bene informato. Il PRG fu adottato il 1990 a seguito di incarico del 1980, reso esecutivo, o meglio approvato il 2003, se ricordo bene. Pensa un pò quanti anni dall’adozione. Incarico di redazione Piano Urbanistico Generale ( Convenzione con i tecnici) dal 2008, siamo al 2018 con la discussione delle osservazioni fatte dopo la fase di pubblicazione, nonostante che siano state approvate molte nuove leggi di semplificazioni. La più significativa di queste è quella che prevede la partecipazione dei cittadini alla stesura del PUG, ed è quello che ho fatto con la presentazione di sedici osservazioni, alle più importanti di queste ritengo che non sia stata data risposta anzi addirittura la prima non è riportata interamente. La faccia per la parte mia ce l’ho messa, come sono abituato ormai da una vita. Aspetto pazientemente che mi sia data risposta da chi di competenza. Se vuoi, Giovanni, ti posso fornire dati più precisi ed esatti. Ma le mie domande sono sì tecniche, ma sono soprattutto anche politiche. A queste se non verranno date risposte pazienza, ognuno trae le sue personali conclusioni. Ma sul piano tecnico è un mio diritto chiedere adeguate risposte.

  3. Giovanni Porfido

    All’ingegner Angelo Nuzzi che ha fatto tante domande nell’articolo, una domanda la voglio fare anche io:
    Come mai sono quasi 40 anni e non abbiamo ancora il nostro Piano Regolatore Generale?

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