19/06/2018 22:30
LE LACRIME DI COCCODRILLO DELL’ING. PERNIOLA

LE LACRIME DI COCCODRILLO DELL’ING. PERNIOLA

L’ex Assessore Lorenzo Perniola ha affidato ad alcuni organi di informazione una lunga requisitoria nella quale si è sfiziato a fare nomi e cognomi dei suoi killers.

 

L’Ing. Lorenzo Perniola, defenestrato dalla Giunta Comunale per far posto all’Ing. Giuseppe Leo nella carica di Assessore all’Urbanistica, ha affidato ad alcuni organi di informazione una lunga requisitoria nella quale si è sfiziato a fare nomi e cognomi dei suoi killers.

Dopo aver affermato di aver svolto con coscienza e spirito di servizio il suo incarico fino all’ultimo istante e dopo aver ringraziato cittadini e dipendenti comunali dispiaciutisi per il calcio nel sedere ricevuto, l’ex Assessore ha scritto che la sua estromissione sancisce il fallimento del PD e del segretario Giuseppe Porfido del quale ha chiesto le dimissioni. Poi passa in rassegna tre consiglieri comunali. «Labarile – scrive l’ex assessore – esce dal PD perché avrebbe voluto imporre, fin dall’inizio e senza contraddittorio, il nome dell’assessore: quindi boccia il PUG con argomentazioni scandalosamente puerili e, senza che nessuno abbia nulla da obiettare (per paura di “andare a casa”), ottiene proprio l’assessorato richiesto, sui cui temi ha palesato il suo approccio scorretto e privo di contenuti. Cecca, prosegue l’Ing. Perniola, che parla di un partito strutturato ed unito, non s’è mai visto ai direttivi ed in maggioranza. Il suo pensiero così ermetico e cangiante è una continua sorpresa, quando è dato conoscerlo. Mai, e ripeto: mai, si è prestato al confronto su un tema qualsiasi. Figuratevi sul PUG”. Infine è la volta dell’ex Sel e Pd. «Il camaleontico Conversa – sottolinea l’ex assessore – rimane il vero enigma: un uomo con cui sembrava possibile un rapporto diretto e sincero, ma che d’un tratto ha preso anche lui una deriva per me incomprensibile nel metodo e nel merito, salvo poi ritrovare un equilibrio tutto suo, ovviamente con altra forma e colore». Non è mancata una stoccatina ai cosiddetti giovani del PD (ndr, Marcello Putignano) che “hanno perso l’ultima vera occasione per diventare adulti”.

Se nel merito sono cose che abbiamo detto da tanto tempo, nel metodo quelle dell’Ing. Perniola sono lacrime di coccodrillo, pur esprimendogli il nostro dispiacere per la sua dignità calpestata. Perché non ci ha pensato prima? Perché non ha riflettuto sul dimissionamento di Casone e della Dimartino? Poi è toccato a lui e può toccare a chiunque in qualsiasi momento. Tra le sue giustificate esternazioni, l’Ing. Perniola la lasciato la tessera del PD. Un appunto da parte nostra lo merita: ha omesso di dire come mai ha permesso in qualità di verdeggiante Presidente di Legambiente il taglio di buona parte della quarantennale pineta della Casa di Riposo per un’opera pubblica che poteva essere progettata nello spazio della dirimpettaia scuola Don Bosco. Cosa ha fatto per evitare questo scempio che grida vendetta all’Ambiente? Ha taciuto, convenientemente. E’ sempre in tempo per rispondere.

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