25/11/2017 10:43
DINANZI AD UNA “PORCHERIA”, CI SI ASTIENE SOLTANTO?

DINANZI AD UNA “PORCHERIA”, CI SI ASTIENE SOLTANTO?

Energiche dichiarazione degli Assessori Leo e Cacciapaglia sul Palazzo Marchesale all’Arci Stand by.

Riprendo la telefonata fattami questo pomeriggio dall’amico Gigino Labarile sotto il versante, però, delle dichiarazioni rilasciate dagli Assessori Giuseppe Leo e Maria Nunzia Cacciapaglia, rispettivamente delegati in Giunta dal già citato Gigino e da Piero Girardi, in ordine alla concessione in comodato oneroso di buona parte del Palazzo Marchesale all’Arci Stand by.

L’Assessore Leo ha dichiarato ad un social che si era già occupato dell’argomento:

“Mi preme precisare, in qualità di assessore, di essermi astenuto dal voto sulla proposta n°16 del 28 gennaio 2016 con la seguente motivazione: “Pur condividendo la bontà del progetto in questione e approvandone tutti gli aspetti di valorizzazione di un patrimonio comunale per il tramite di una gestione giovanile che promuova forme di co-working, rinnovo le mie forti perplessità sulla competenza della giunta, ad affidare in comodato a titolo oneroso e senza verifica di congruità, per una durata di cinque anni i locali di proprietà comunale dell’immobile denominato “Palazzo Marchesale”».

Sullo stesso social, l’Assessora Maria Nunzia Cacciapaglia ha dichiarato:

“La sottoscritta, in qualità di assessore si è astenuta dal voto sulla proposta n.16 del 28 gennaio 2016 per seguenti motivi: “pur approvando la bontà del progetto perché teso ad inserire ed a favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ho manifestato i miei forti dubbi in merito alla redazione della convenzione che non può essere delegata alla segretaria, poiché ha ad oggetto la concessione di godimento di un bene pubblico (locali di proprietà comunali siti nel Palazzo Marchesale) per una durata di cinque anni, Per tali motivi ho chiesto che venisse verbalizzata la mia astensione dal voto”.

Che poverini!!! Mi viene da piangere non per la loro astensione ma perché anche questa volta hanno dovuto subire la legge del padrone. Chissà quante altre volte, senza astenersi e senza noi nulla sapere, hanno dovuto ingoiare i rospi. Se sono intellettualmente onesti, lo possono affermare.

E allora chiedo: dinanzi a “forti perplessità” e a “forti dubbi”, quindi dinanzi ad una “porcheria” di labariliana definizione, ci si astiene?

Ci si astiene soltanto perché il SEL si trasferisce nel Palazzo Marchesale?

Ci si astiene perché sono tornati i Marchesi a Santeramo, quindi gli austeri feudatari che vessavano la vil plebe?

Ma, mi chiedo: affinché si dimetta, un assessore cosa deve subire oltre all’oltraggio della propria dignità?

Anche questa volta, cari lettori, ci troviamo di fronte a gente che a livello amministrativo non vale nulla. Scartine. Peccato per la loro credibilità. Peccato per la cittadinanza.

 

 

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