13/08/2022 20:20
VINCENZO CASONE NUOVO SINDACO DI SANTERAMO

VINCENZO CASONE NUOVO SINDACO DI SANTERAMO

Dopo 35 anni e 8 mesi circa succede al suo compianto papà Peppino

Vincenzo Casone, centro sinistra, è il 30° sindaco di Santeramo dalle elezioni amministrative del 20 ottobre 1946. Lo scrutinio è ancora in corso però dai dati sinora raccolti il neo sindaco si attesterebbe su una percentuale di sicurezza. Come sarebbe avvenuto con la sua valida antagonista di centro destra Michele Nocco, Vincenzo Casone rappresenta, forse anche in una dimensione nazionale, uno dei pochi casi nei quali anche suo padre, il compianto Peppino Casone, è stato sindaco di Santeramo per due volte e, precisamente, dal 24 gennaio 1977 all’8 luglio 1980 e dal 27 marzo 1984 al 30 ottobre 1985. La carriera politica del papà di Vincenzo, poi, continuò anche a livello provinciale con la sua elezione a Presidente a seguito delle elezioni provinciali del 12 maggio 1985 e fino al 18 giugno 1987, giorno della sua prematura e improvvisa scomparsa. Quindi, Vincenzo è sindaco di Santeramo dopo 35 anni e 8 mesi circa dopo il suo indimenticabile papà. Sulle ragioni politiche della sua larga vittoria, ce ne occuperemo prossimamente.

Al neo sindaco Vincenzo Casone, sinceri auguri di buon lavoro anche a nome della redazione tutta.

2 commenti

  1. Per questioni anagrafiche, io non ho votato né nel 1977 né nel 1984 e nemmeno nel 1985.
    Gli elettori non sono tutti ultra cinquantenni e non conoscono l’azione politica di mezzo secolo addietro.
    Dovremmo tornare al presente, non viaggiare nella memoria del passato.
    Il figlio di una persona che si è distinta dovrebbe dimostrare il proprio valore uscendo dall’ombra del suo genitore.
    I contenuti dove sono?
    Io penso che al primo turno i suoi preferiti, nella migliore tradizione elettorale santermana, si sono affermati perché si sono presentati con un esercito di aspiranti consiglieri mentre, al ballottaggio, la sua probabile prediletta ha perso perché residente a Bari.
    Il neo sindaco si è impegnato di più in campagna elettorale. Probabilmente, si è fatto assistere da specialisti della comunicazione.
    Entrambi i contendenti hanno comunque manifestato la loro probabile debolezza politica durante l’intera campagna elettorale. Spesso la fermezza e la mitezza sono solo apparenti. Dietro c’è la debolezza di individuazione, analisi e risoluzione politica dei problemi. Chi non cerca lo scontro sui contenuti probabilmente non ha la forza di imporre le proprie idee o non ha proprio idee. Tipico dei figli che vivono all’ombra dei padri.
    Lo scopriremo presto. Spero di sbagliarmi.
    Sono curioso di leggere la sua analisi, probabilmente sarò costretto a contestarla punto per punto.
    Mi raccomando, dedichi almebo un rigo alla percentuale di votanti al ballottaggio.
    Potrà ricavarne molte ovvie considerazioni oggettive.

  2. Degno del nome che porta viso pulito e appoggiato da una coalizione di brava gente

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