MEDICINA GENERALE: BENE LA RIAPERTURA DEL DIALOGO. MA IL DIRITTO ALLA SALUTE RIMANE A RISCHIO. VICINANZA A TUTTI COLORO CHE SI MOBILITANO PER SALVARE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.

La riapertura del tavolo tra la Regione e i medici di famiglia e il riavvio del dialogo, voluto fermamente da Michele Emiliano e dall’Assessore Palese, è un’ottima notizia.” – commenta così Filippo Anelli, Presidente Omceo Bari e Fnomceo la notizia dell’incontro tra le rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale e i vertici dell’amministrazione sanitaria pugliese. Un incontro che ha riaperto il confronto, ma non ha messo fine alla mobilitazione dei medici.

“Sul fronte delle cure primarie è tempo di definire un nuovo modello per la medicina del territorio e individuare le risorse per metterlo in atto, garantendo così quell’assistenza sanitaria di prossimità che è uno dei pilastri del nostro sistema e che rischia di venire meno per mancanza di risorse umane, oltre che finanziarie” – dichiara Anelli – “Per garantire il diritto alla salute del cittadino servono riforme che vadano incontro ai nuovi bisogni di salute ma tutelino lo spirito universalistico, equo e solidale del nostro ssn”.

I medici di medicina generale il 1 Aprile scenderanno in piazza a Bari, nella manifestazione organizzata dalla Fimmg Puglia, per manifestare il profondo disagio della professione, la crisi in cui versa il sistema sanitario pubblico delle cure primarie e della medicina territoriale e la preoccupazione che il nostro servizio sanitario nazionale possa spegnersi, cioè in qualche maniera implodere, mettendo in discussione proprio l’universalità delle cure. Motivazioni condivise anche da altri ambiti del sistema sanitario, come dimostra l’iniziativa organizzata sempre a Bari il giorno prima, il 31 marzo, quando a manifestare saranno i medici ed i pensionati della CGIL Puglia.

Anelli ha dichiarato che la Fnomceo sarà presente nel capoluogo pugliese sia all’iniziativa del 31 marzo che a quella del 1 Aprile, condividendone le motivazioni, come ha spiegato in una lettera aperta indirizzata oggi a Pino Gesmundo – Segretario Generale CGIL Puglia, Gianni Forte – Segretario Generale SPI CGIL Puglia, Antonio Mazzarella – Coordinatore della Cgil medici e dirigenti Puglia: “nella qualità di medico oltre che di rappresentante della Professione medica ribadisco la vicinanza e l’apprezzamento riguardo a ogni iniziativa di sensibilizzazione e proposta […] Iniziative che creano un circolo virtuoso finalizzato a innescare quel processo di revisione e riforma del sistema assistenziale italiano in grado di salvare quanto di valido è presente e quanto di innovativo è necessario.”

Una sanità pubblica sempre più in affanno, soprattutto in regioni come la Puglia dove, come denuncia proprio la CGIL, “mancano all’appello 3 mila medici ospedalieri. […] in Puglia sono attivi seimila medici, rispetto ai novemila e 700 dell’Emilia-Romagna, regione con la stessa popolazione. A questi si aggiungono i medici di famiglia, in continua riduzione perché vanno in pensione e non vengono sostituiti. Ce ne sono al momento 200 in meno. E gli infermieri: noi ne abbiamo quindicimila, l’Emilia invece ventisettemila”.

Numeri che confermano divari territoriali in tema di salute che rischiano di peggiorare con l’autonomia differenziata: la spesa pro capite per la sanità in Puglia – secondo CGIL – è di 1.700 euro, sotto la media nazionale di 1.900 euro e molto al di sotto dei 2mila e 200 euro dell’Emilia-Romagna. 

“Teniamoci forte questa sanità che rappresenta il più importante fattore di sviluppo del nostro Paese!” – è l’auspicio che chiude la lettera di Anelli.

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