SENTENZA A FAVORE LAVORATORI USB NATUZZI

 

La Usb ritiene che “la lotta deve continuare per il rientro in produzione dei lavoratori licenziati”.

“Finalmente è stata depositata in data 25 gennaio 2017 la sentenza riguardante alcuni dei tanti lavoratori che hanno avviato contenziosi giuridici verso Natuzzi Spa, e che ritenevano di essere stati ingiustamente collocati in Cassa integrazione a ore zero negli anni passati”.

Inizia così un comunicato stampa a firma del Coordinamento USB Natuzzi SpA che, così continua:

“Il Giudice del Tribunale di Bari, sezione del lavoro ha accolto le richieste, condannando l’azienda a risarcire una somma corrispondente al differenziale tra la retribuzione che avrebbero percepito se avessero effettuato la rotazione e quanto percepito durante il periodo di Cassa integrazione.

La sentenza dimostra che erano fondate le critiche espresse dall’Unione Sindacale di Base all’Accordo Quadro del 15 novembre 2016, in particolare ai commi e) ed f).

Il detto Accordo infatti subordinava l’assunzione presso la New Co di Ginosa degli stessi lavoratori licenziati da Natuzzi Spa, ad una transazione forzosa dei contenziosi giuridici, entro il 31 dicembre 2016”.

La USB ritiene che “appare evidente che, ponendo tali condizioni ricattatorie, si mirava a costringere i lavoratori a ritirare i contenziosi, prima che sopravvenissero le sentenze. Non a caso il sopra citato Accordo è stato rifiutato dall’ 85% degli interessati. Si spera che questo porti le Istituzioni e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del stesso accordo ad una seria riflessione.

“Adesso, conclude il comunicato, la lotta deve continuare per il rientro in produzione dei lavoratori licenziati. E’ giusto lottare per il posto di lavoro, ma senza rinunciare ai diritti e alla giusta retribuzione. Chi rivendica il lavoro e anche la dignità non è un fannullone ma una persona onesta non disposta a chinare la testa”.

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