RICHIESTA ANTICIPAZIONE DI CASSA PER IL 2017. ALLARME PER IL COMUNE?

Quando la liquidità potrebbe mancare, un buon padre di famiglia chiude tutti i rubinetti della spesa.

“Considerato che per assicurare la liquidità finanziaria necessaria a garantire il pagamento delle retribuzioni al personale dipendente, l’assolvimento delle spese obbligatorie e degli impegni assunti con i creditori, ecc, può rilevarsi necessario ricorrere all’anticipazione di tesoreria…”.

E’ un periodo della parte narrativa che sintetizza tutto il contenuto della deliberazione di Giunta n. 233 del 22 novembre 2016 con la quale l’Amministrazione Comunale batte cassa per il 2017 perché le sue sono vuote e, giustamente, si preoccupa di fare quattrini per non bloccare la macchina dei servizi comunali o per incorrere in decreti ingiuntivi di pagamento da parte di creditori, ecc.

Chi è addestrato nella materia contabile sa bene di che cosa si tratta. Noi che contabili non siamo, comprendiamo che quando una famiglia ha difficoltà finanziarie, significa che è sul precipizio e, che per evitarlo, assume accortezze. Ovviamente, speriamo che così non sia per il nostro Comune. Ma qualche dubbio rimane.

Il limite massimo dell’anticipazione deliberato è di “soli” 3.000.190,98 euro (tre milioni e spicciolini) mentre l’interesse – leggiamo ma non comprendiamo – “misura pari al tasso Euribor (base 365) riferito alla media del mese precedente l’inizio dell’anticipazione, con uno spread maggiorato in punti percentuali per un anno del 4% con liquidazione trimestrale degli interessi in ragione dell’effettiva utilizzazione, come previsto dall’art. 12 della Convenzione per il servizio di Tesoreria”.

A commento due sole osservazioni.

Ritorniamo alla famiglia. Quando non c’è liquidità, un buon padre di famiglia chiude tutti i rubinetti della spesa. Perché l’Amministrazione Comunale non fa lo stesso? Per evitare eventuali contestazioni delle imprese, perché non si accantonano i lavori pubblici in itinere e/o programmati che, con l’adozione di questa delibera, hanno il sapore dell’affare elettorale? Tanto a primavera, questa Amministrazione e il suo sindaco vanno a casa. Perché inguaiare sin da ora la nuova Amministrazione con il serio pericolo di esporla al dissesto finanziario?

Assenti all’adozione della “233”, il Vice Sindaco Cacciapaglia e l’Assessore Leo, rispettivamente referenti dei consiglieri Girardi Pietro e Labarile che continuano a far finta e pena. Anche loro daranno presto conto delle loro pesanti responsabilità politiche. Nell’attesa, un suggerimento che sarà anche questa volta sprecato: i due Assessori sono persone stimate. Perché continuano ad essere telecomandati?

 

 

 

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