30/11/2020 23:47
REGIONALI: SUL FUTURO

REGIONALI: SUL FUTURO

Nel 2022 si voterà per rinnovare il Consiglio Comunale e per eleggere il nuovo Sindaco di Santeramo.

Il prossimo appuntamento elettorale per i Santermani è per la primavera del 2022 quando si tornerà al voto per rinnovare il Consiglio Comunale e per eleggere il nuovo Sindaco. Però siamo in Italia. Come a dire che le elezioni di qualsiasi tipo sono sempre dietro l’angolo. Anzi tutti i giorni, a livello nazionale, non si fa altro che ascoltare la frenesia di chi le tira e le ragioni di chi le frena. A livello comunale è scontato che non si ritornerà al voto prima del 2022. Però siamo tutti sotto al cielo. Mai dire mai. Prima di questa scadenza amministrativa locale, comunque, nel 2021 saremo virtualmente in campagna elettorale per l’importante posta in gioco che potrebbe incidere sulla politica nazionale. Le elezioni amministrative a Roma e in altre importanti città italiane potrebbero essere foriere di sorprese. C’è tempo. Occupiamoci di adesso. Proveremo ad immaginare ora lo scenario comunale del 2022 a Santeramo che il risultato delle elezioni regionali ha in qualche modo tratteggiato. Si tratta di un mera riflessione accademica, un pourparler, tanto per non annoiarsi in una città che, dopo le elezioni regionali, è già tornata politicamente in letargo. A livello comunale cosa si dice oggi non vale già domani. Figurarsi tra un anno e mezzo quanta acqua passerà sotto i ponti.

Nella consapevolezza che le elezioni comunali sono bel altra cosa rispetto alle altre competizioni elettorali, alcune cose l’esito del voto regionale le avrebbe dette. Intanto si è rafforzata l’intesa in chiave amministrativa tra l’ex sindaco Michele D’Ambrosio e il candidato Michele Cardascia; intesa che viene la lontano e che è già proiettata nel futuro. In politica nulla si fa per nulla. L’appoggio dell’ex sindaco al candidato di Puglia Solidale Verde sarà ricambiato all’appuntamento del 2022.

Il voto di Santeramo e della Puglia ha disintegrato la strategia della Lega che mirava a fare il pieno dei consensi fino a immaginare di diventare il primo partito ovunque. In questa circostanza avrebbe legittimamente fatto pesare localmente la scelta del candidato sindaco all’interno di una improbabile coalizione di centro destra. La Lega, invece, è uscita con le ossa rotte. E’ una cosettina, un soprammobile. Nel 2017, quando non contava nulla come oggi, ebbe la presunzione di scendere in competizione con un candidato sindaco precedentemente trombato. Il risultato lo conosciamo tutti. Non solo il suo candidato non fu eletto sindaco ma neanche consigliere comunale. Figurarsi oggi se la Lega avesse vinto le elezioni! Fino al 2022, per provare a ritornare in partita, dovrà rivedere responsabilmente un bel po’ di cose.

L’esito del voto ha sancito la debacle del Movimento Cinque Stelle a Santeramo come un po’ ovunque che non può addolcire con la vittoria del referendum al cui esito hanno contribuito in maniera determinante gli elettori completamente estranei al Movimento. Difficile pensare al bis nel 2017. Le stelle quando cadono non ritornano in cielo. Potrebbe giocare la carta dell’alleanza. Con chi e a quali condizioni nessun profeta le potrebbe oggi indicare. Come potrebbe ritornare, per orgoglio, a giocare la carta dell’assolo, molto rischiosa per le percentuali ad una cifra che ha raccolto il 20 e 21 settembre.

Il PD di Santeramo è malmesso, isolato. Ha un gruppo dirigente invisibile e la sede chiusa. Non ha voce di sua gene in Consiglio Comunale. Nel 2022 risusciterà? Con chi? Con quali forze cercherà di aggregarsi atteso che l’accoppiata di centro sinistra D’Ambrosio – Cardascia difficilmente potrà convenire a nozze con il PD? Ma la politica, nei tempi opportuni, è come l’anguilla che, per evitare la brace, non si ferma mai e raggiunge tutti i punti della cesta che la tiene prigioniera.

Poi c’era e c’è il ginepraio del centro destra (Fratelli d’Italia, Direzione Italia, Forza Italia e satelliti) all’interno del quale nessuna forza politica prevale sull’altra. Sono tutte lì. Per provare a vincere devono coalizzarsi. Miracolo non impossibile se, da subito, inizierà a dialogare nel proprio interno. Lega compresa non ce ne sarebbe nulla per nessuno. Ruggine e spirito di contesa mai sopiti devono lasciare il posto al “fare politica” che tante volte presuppone il fatto di fare non uno ma cento passi indietro.

Poi, come al solito, la formazione di liste civiche non mancherà. “Santeramo in azione” sarà una di esse. Se ipoteticamente si andasse a votare ora, quindi, per come è messa la situazione politica complessiva nel comune di Santeramo, ci troveremmo di fronte ad una decina di candidati sindaci e ad un proliferare di liste con tanti candidati improvvisati e incapaci a fare da porta acqua.

Per il 2022 manca un anno e mezzo. In questo tempo, forse meno, è stato costruito il nuovo ponte di Genova, un’opera mirabile in tutti i sensi rispetto al quale tutta la politica santermana è una inezia, è pulviscolo sulla bilancia.  Nonostante questo paragone, Santeramo nel 2022 avrà mille difficoltà in più per costruire il suo ponte di alleanze e di coalizioni perché il meno dotato che prenderà parte alla competizione si sentirà forte come uno dei pilastri portanti della grandiosa opera genovese.

Chi vivrà, vedrà.

Un commento

  1. Il Sindaco vive di rendita?
    Non inganni il titolo provocatorio. Mi riferisco alla rendita elettorale che consente al nostro amato Fabrizio insieme alla Labarile di continuare a governare il nostro Comune. Oggi, però, quello stesso sindaco è minoranza nel paese. Certo il raffronto con l’ esito delle regionali è forzato ma bisogna tenerne conto. Il vento è cambiato e non solo in Puglia. Penso che il Movimento 5 Stelle abbia esaurito, ricordando Berlinguer, la sua ” forza propulsiva”. É arrivato al capolinea e con Grillo che spara a zero rischia di diventare il vero movimento extraparlamentare del terzo millennio. Via le matite… Via le urne… Via dal Parlamento… W Rousseau… La realtà è ben diversa e i telesindaci alla lunga vengono spazzati via dal vento della Storia.
    Un saluto, Franco Labarile

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