PRESIDENTE AL 25 PER CENTO

Emiliano governerà la Puglia rappresentando soltanto il 25 per cento del consenso dell’intero corpo elettorale.

 

Sostanzialmente in linea con il dato regionale, l’affluenza alle urne dei Santermani è stata pari al 53,04%. Quasi la metà degli elettori, quindi, è rimasta a casa. Su questo aspetto è necessario riflettere. Non solo, ma iniziare anche a prendere rimedi prima che l’asticella della partecipazione tocchi per terra. Sarebbe un guaio serio per la Democrazia. Il neo Governatore della nostra Regione è stato eletto con il 47,12%. Anche qui, la nostra Santeramo non si smentita conferendo ad Emiliano il 46,49%. E’ una percentuale di tutto riguardo che consegna l’idea che il successore di Vendola abbia sfiorato la maggioranza assoluta. Ma, purtroppo, così non è. Con un semplicissimo calcolo matematico, viene fuori che il 47 per cento di 53 è pari, più o meno, al 25 per cento. Quindi, nei prossimi cinque anni, salvo imprevisti, Emiliano governerà la Puglia rappresentando soltanto il 25 per cento del consenso dell’intero corpo elettorale. Sarà presidente di tutti, ovviamente, ma soltanto un pugliese su quattro gli ha conferito il mandato di essere il Sindaco di Puglia. L’altro 25% sarà rappresentato dalle forze di opposizione. Ma chi sono gli elettori dell’altro 50%? Ai politologi l’ardua sentenza. E se fossero in stragrande maggioranza giovani e donne? E poi, perché il non voto? Il nostro amato Presidente Mattarella ha detto che le liti dei partiti allontano la gente dalla politica e dalle urne. Come non dargli ragione? Ogni politico si ritiene migliore dell’altro. Tutti insieme, poco più di niente. E’ sufficiente confrontare i ragionamenti politici di ieri con quelli di oggi. Basta inquadrare l’autorevolezza politica, ad esempio, di Enrico Berlinguer e di Aldo Moro con la sguaiatezza verbale di …. Non c’è paragone. I nomi citati suonavano il violino della Politica; quelli di oggi sono simili ai pastori con la chitarra in mano. In alcuni casi, anche peggio. Quelli di ieri parlavano con competenza; quelli di oggi è meglio che smettano di farlo. Allora, per recuperare la credibilità perduta, è importante che la politica ritorni ad essere lo strumento che avvicina la gente e la coinvolga veramente nelle scelte. E chi la rappresenta non deve essere gente previlegiata ma considerarsi “primus inter pares”. Ad esempio, il nostro Emiliano e i cinquanta commensali, per avvicinarsi alla gente e ai suoi problemi, avranno la coerenza di ridursi la paga mensile e di livellarla più o meno a quella della classe operaia? Ci tu pinze tu…

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One comment

  1. giuseppe molinari

    se parli con i piddini l’importante è governare seduti sulla poltrona

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