25/06/2022 00:15
MARTEDI’ TAVOLA ROTONDA PRESENTAZIONE “EQUA”

MARTEDI’ TAVOLA ROTONDA PRESENTAZIONE “EQUA”

Proposte per il recupero dell’ex mattatoio di Santeramo.

Riceviamo.

Le forze politiche Sinistra Riformista per Santeramo, Azione, Per il Sereno presentano EQUA, la tavola rotonda sulle politiche giovanili che avrà luogo nella biblioteca comunale di Santeramo martedì 10 maggio dalle 18 alle 20. I ragazzi e le loro esigenze al centro dell’agenda politica, questo è lo scopo dell’iniziativa che vedrà protagonisti i giovani della città. Tavoli tematici affronteranno le priorità per Santeramo e stileranno il programma delle politiche giovanili che sarà sottoposto alla coalizione.
La partecipazione è aperta a tutti.

“Una tavola rotonda aperta a tutti i giovani che vogliono far parte del gioco, prendersi responsabilità, proporre idee, far sentire la propria voce. EQUA proporrà una Santeramo dove nessuno resti indietro, dove tutti abbiano le stesse possibilità. È ora di fare rumore.

Abbiamo lanciato la nostra proposta in diretta Facebook.
Rendere l’ex mattatoio di Santeramo un grande centro di raccolta di idee e non solo, perché i nostri giovani possano essere finalmente protagonisti. Il tempo delle chiacchiere, delle promesse fatte e mai mantenute, delle politiche clientelari e delle diseguaglianze è finito.

L’ex mattatoio sarà interamente cogestito dai nostri ragazzi e dall’amministrazione comunale. Sarà luogo delle arti, musica, pittura, delle immagini, cinema, teatro, fotografia. Sarà il luogo per i Cori santermani, per le bande musicali. Non sono, sarà anche sede di orientamento al lavoro con sostegno alle start up e orientamento all’istruzione superiore ed universitaria. Siamo ora curiosi di sapere cosa pensano e cosa propongono i ragazzi per la città” ha dichiarato il candidato sindaco di unione di centro sinistra, Michele D’Ambrosio.

3 commenti

  1. Cioè nel mattatoio si farà quello che era già previsto nel palazzo marchesale e che non è stato realizzato? Perchè nel mattatoio dovrebbe funzionare quello che proprio Voi non avete portato a termine nel palazzo marchesale??? Ma per favore…

    • Con amarezza e indignazione una riflessioni aggiuntiva: Bene Nigrizia, non solo “per favore”, ma soprattutto aggiungendo “per piacere. Si dice ” BASTA “: Con ” tavole rotonde, quadrate, ovali, triangolari. BASTA con progetti, giovani, ragazzi, idee, protagonisti, giochi, riforme, picci, dispetti, promesse, futuro, progresso, economia, civiltà, BASTA con le offese, alle intelligenze alla pazienza, alla fiducia, alla dignità, alla giustizia, alla onestà, alla libertà, alla Cultura. Basta a tutto un “MACELLO” , ora addirittura E QUA’ ( casca l’asino ), con il recupero di un ” MATTATOIO ” ? ( Con cinema, teatro, fotografia, arte, musica, bande ( si spera musicali ), orientamento a istruzione superiore, università, lavoro, sostegno, giovani e protagonismo ( probabile più per i meno giovani ) Ci si ferma e si tace, altrimenti toccherà aggiornare l’Albo dei ” benemeriti ” e delle “benemerenze ” dei “Carnevali ” e delle ” Maschere” di questo ” Paese “. BASTA , fermarsi e ritornare ai propri posti , prima della vergogna, con danni, sprechi, consumi. Quello che è quasi certo che i giovani se sono intelligenti penseranno che tutto ciò, è ancora ancora una volta, l’inizio ( anzi che la fine ) delle chiacchiere, delle clientele, promesse, disuguaglianze, indietreggiamenti Termino che è quasi finito l’inchiostro alla penna , ma la ” poesia è lunga “.

      • Di “PROGETTIFICI” con utilizzo di risorse pubbliche che non hanno lasciato traccia sul territorio ne abbiamo visti troppi. Chi ricorda il progetto Equal? Cosa ha lasciato di positivo sul territorio oltre ai compensi? Ed il palazzo marchesale con i fondi dell area vasta per farne una scuola d’impresa? E il laboratorio urbano per i giovani di Bollenti spiriti di via montefreddo? E il co-working e spazio aperto di palazzo marchesale? Ed..ecc….?!!!! Piu’ che di nuovi progetti, dovremmo valutare dove i soldi pubblici sono stati spesi male, perchè, chi doveva controllare e chi ne risponde. Abbiamo fatto crescere sul territorio una generazione di “esperti di fondi pubblici” che credono che non si debba rispondere alla comunita’ locale del proprio operato. E’ il tempo di analizzare la recente storia, non di aprire nuovi contenitori vuoti

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