IL SINDACO IN CERCA DI GRAZIA

Un coro di voci unanime incombe su Santeramo: sindaco D’Ambrosio dimettiti!

dimissioniPer l’incapacità ad amministrare, per lo strapotere dittatoriale, per i pessimi rapporti con i suoi amici di partito, per la inesistente considerazione umana, per l’assenza di rispetto e condivisione oltre che per tutti i danni già causati al paese, un coro di voci in queste ore invita il sindaco D’Ambrosio a dimettersi.

Adesso il sindaco padrone è rimasto davvero solo, non vi è traccia neanche del suo consulente personale, da noi battezzato badante. Per sua fortuna avrà preso le distanze anche lui da un personaggio dal fare dittatoriale. Giochi di palazzo, conferimento di incarichi, deleghe, sostituzioni di assessori, contentini per zittire piagnucolii vari, hanno caratterizzato l’attività amministrativa di questi quasi tre anni. Solo proclami, non un progetto serio, non un risultato raggiunto, un paese intrappolato tra immondizia, strade dissestate, sensi unici inspiegabili e con una tassazione al massimo consentito.

Non so cosa serve ancora al sindaco D’Ambrosio per indurlo a riflettere e decidere di rassegnare le dimissioni chiedendo scusa a tutti i santermani per il disagio arrecato e l’inoperatività di questi tre anni di non amministrazione.

Se il sindaco in tempi brevi non compie un atto di pura clemenza o di pietà nei confronti di Santeramo e dei santermani depositando la fascia da primo cittadino, c’è da augurarsi che siano invece la metà più uno dei consiglieri comunali a mandarlo a casa rassegnando contestualmente le proprie dimissioni, come atto consequenziale alla bocciatura del PUG in consiglio comunale. A dire il vero, per coerenza, ciò sarebbe già dovuto accadere. I numeri ci sono, le condizioni anche, le motivazioni che giustificherebbero questo atto di responsabilità sono innumerevoli.

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