07/05/2021 10:16
ECOBALLE UN’UNICA REGIA CRIMINALE

ECOBALLE UN’UNICA REGIA CRIMINALE

Non è stato un episodio isolato quello scoperto a Minervino Murge (Bt) dove in una ex cava di
marmo sono state abbandonate decine di ecoballe composte da rifiuti di varia natura, pericolosi e
non pericolosi: carta, plastica, vetro, contenitori con olio motore esausto, materiale di scarto
industriale.
La notizia e la pubblicazione delle fotografie del danno ambientale a Minervino, in una zona che
in parte ricadrebbe nell‟area protetta del Parco Nazionale dell‟Alta Murgia, non ha solo suscitato
sdegno ma ha messo in luce azioni illecite reiterate in più luoghi.
Con molta probabilità ad agire un solo gruppo criminale con un‟unica regia: tonnellate di rifiuti
compattati provenienti da impianti di trattamento destinati a diventare combustibile derivato
scaricati in luoghi difficili da raggiungere o nei pressi di strade poco frequentate.
La nuova segnalazione, anche questa corredata da fotografie, si riferisce a questo rinvenimento
sulla Strada provinciale n.18 che unisce Venosa al piccolo borgo di Gaudiano in provincia di
Potenza. In Basilicata, al confine con la Puglia, a soli 28 chilometri da Minervino Murge.
Uno scarico altrettanto inquietante che potrebbe essere avvenuto negli stessi giorni di quello
scoperto sul territorio della città murgiana.
La nuova zona franca per i trafficanti sembra dunque essere proprio questa: una terra di nessuno,
dove è possibile agire indisturbati ed innescare vere bombe ecologiche.
Lo smaltimento illecito sembra essere cambiato. Dopo gli incendi di capannoni zeppi di rifiuti o
di impianti per il loro trattamento registrati a centinaia in varie parti d‟Italia, dopo le ecoballe
finite sul fondo del mare o destinate al traffico transfrontaliero, ad essere presa di mira dalla
criminalità organizzata l‟entroterra tra la Puglia e la Basilicata con abbandoni a macchia di
leopardo.
Criminalità che ha approfittato dell‟emergenza Covid 19 che ha costretto l‟Italia a fermarsi. Con
camion muniti di una qualche autorizzazione, chi ha agito ha avuto piena libertà, mentre tutta
l‟attenzione era rivolta agli eventuali trasgressori del lockdown.
La “Terra dei fuochi” che ha segnato la Campania è quindi una tragica realtà diffusa che
alimenta il grande business dei rifiuti e non conosce confini. Poco importa se nel suo agire porta
distruzione, inquinamento e morte. Dopo anni in cui si è tentato di minimizzare quanto accadeva
nelle zone dei territori devastati del casertano e del napoletano – è notizia di qualche giorno fa –
ecco il riconoscimento del nesso tra rifiuti e cancro.
Ambiente e salute sono intimamente collegati tra loro, gli episodi che si stanno registrando in
questi giorni pongono tutto in discussione minando finanche le aspettativa di vita.
Le indagini della magistrature, le centinaia di operazioni condotte dalle forze dell‟ordine in Italia
con numerosi arresti che hanno visto coinvolti non solo gruppi criminali ma anche „ndrangheta,
camorra e mafia sono solo la conferma della necessità della difesa del territorio.
Le segnalazioni degli scarichi abusivi avvenuti a Minervino Murge e nella vicina Basilicata sono
partite dal popolo del Web e non è escluso che potrebbero arrivarne altre.
C. F.
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COSIMO FORINA

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