04/08/2021 06:01
Don Domingo Ariano, «sacerdos ac presbyter»

Don Domingo Ariano, «sacerdos ac presbyter»

Un figlio del nostro Colle murgiano e un amico della nostra redazione libera diventa prete in uno spirito di letizia radicata, radiosa, radicale

 Nel mese di luglio 2021 la Comunità santermana partorisce un suo nuovo figlio prete: don Domingo Ariano. Giovane di ancora 26 anni, sin da piccolo attivo nella fede e nel dialogo tra il campanile della Chiesa Madre di Santeramo in Colle e la sua piazza culturale, sociale, politica – e la nostra redazione rivendica gioiosamente lo spazio libero e il ruolo svezzante che ha contribuito a dare alla crescita di quel giovanotto liceale che sembrava uno sbarbatello acuto nello sguardo e ardimentoso nella penna e che ora sceglie la strada della maggiore libertà nell’abito talare –, giunge, dopo il periodo di formazione filosofico-teologico presso il Pontificio Seminario Regionale Pugliese «Pio XI» di Molfetta e attraverso varie e complementari esperienze umane, spirituali, pastorali, al passo decisivo dell’Ordinazione Presbiterale.

Don Domingo sarà ordinato presbitero assieme a don Michele Azzolino e a don Francesco Morgese, altri due giovani della Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, venerdì 16 luglio 2021, durante la Celebrazione Eucaristica delle ore 19:00, presso la Parrocchia Santa Maria del Carmine nella Chiesa Maria Madre della Chiesa («Carmine Nuovo») in Altamura, grazie all’imposizione delle mani e alla preghiera consacratoria dell’arcivescovo monsignor Giovanni Ricchiuti. Sarà «sacerdos», anche se già nel Battesimo lo è diventato, come ogni cristiano: terra sacra e ponte di salvezza per gli altri e tra sé stessi e il Signore Dio. Sarà «presbyter», ovvero sacerdote nel senso ministeriale, di servizio ordinato, gerarchico, comunionale, e, anche se l’etimologia di «anziano» cozzerebbe con la sua giovane età, non neghiamo di intravedere già oggi una provvida sapienza nel vivace, solido, poliedrico e versatile don Domingo.

Diversi sono gli eventi propedeutici in preparazione a questo grande evento. Con il metodo di presentare e condividere un tesoro di cose antiche e cose nuove – come l’immagine dello scriba evangelico insegna (Matteo 13,52) – per cui la realtà stessa di vivere un Regno eterno non esime dall’inquietudine di esserne sempre inquietati. Per questo, interrogando don Domingo su come possa definirsi il sacerdote, lui preferisce anzitutto rifarsi a delle parole di un antico manoscritto medioevale: «Forse il contemporaneamente piccolo e grande, nobile di spirito come di sangue reale, semplice e naturale come di ceppo contadino».

Il primo evento sarà di connotazione diocesana: sabato 10 luglio 2021, alle ore 20:30, presso la Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta in Altamura, alla presenza dei tre ordinandi, il professore gesuita padre Andrea Dall’Asta terrà una meditazione-catechesi artistica dal titolo «“Da Cristo prese l’ultimo sigillo”. Dall’imitazione alla conformazione a Cristo» sulla croce astile con il Cristo crocifisso e san Francesco d’Assisi alle spalle quale alter Christus, bene culturale d’argento cesellato custodito nei matronei museali della cattedrale di fondazione federiciana.

Seguiranno, poi, eventi di dimensione più parrocchiale, ma ovviamente rivolti e aperti a chiunque possa incontrare un vivo interesse verso tali proposte.

Presso la Parrocchia Sant’Agostino in Altamura, comunità di attuale impegno ministeriale per don Domingo Ariano, lunedì 12 luglio 2021, alle ore 20:00, ci sarà l’avvio spirituale-catechetico «Sacerdos: ianua Civitatis cælestis» per concentrarsi sul sacerdote quale porta della Città celeste nella vita e nelle opere di Pierre Teilhard de Chardin. Ma chi è il sacerdote, don Domingo? E lui sussurra pensieroso: «Una porta verso la Città celeste, un ponte tra i quartieri umani, l’eco del Regno che inabita il pellegrino».

Dal giorno seguente, invece, presso la Chiesa Madre Parrocchia Sant’Erasmo in Santeramo in Colle, prenderà il via un vero e proprio trittico di eventi (intersecandosi provvidenzialmente con il triduo parrocchiale alla Madonna del Carmine) che cominceranno ogni sera alle ore 20:00.

Alle ore 20:00 di martedì 13 luglio 2021, l’avvio biblico-artistico «Paramenta instrumentaque», ovvero una preghiera biblico-meditativa sul simbolo della Palma (simbolo sacerdotale scelto dal novello presbitero don Domingo Ariano) e una presentazione benedicente di paramenti e strumenti del sacerdozio ministeriale (che don Domingo indosserà e userà il giorno in cui presiederà la sua Prima Messa, nella stessa Chiesa Madre). Nel chiedergli come mai abbia sintetizzato la sua attenzione sacerdotale sul simbolo della Palma, don Domingo fa riferimento in particolare a due tempi-luoghi della sua crescita umano-spirituale: Santeramo in Colle con il ramo di palma dorata in mano al suo patrono, il martire Erasmo; Molfetta, con i due alberi di palma nel catino absidale della Cappella Maggiore del Seminario Regionale. Ricorda bene, a tal proposito, quando, proprio nel suo bienno di discernimento vocazionale, un missionario padre bianco, rifacendosi a un proverbio africano, indicò nella palma un simbolo di cosa sia e di come si debba vivere da uomo integralmente maturo, ovvero con il proprio cuore nel capo, innalzato in cielo, radicato in terra. E la Palma è un simbolo davvero ricco di significati biblici, cristologici, antropologici: di radiosa giustizia (le radici nella Parola), di incipiente passione (l’accoglienza trionfante del Cristo a Gerusalemme), di potente risurrezione (il verde nell’aridità), di alta testimonianza (le palme dei martiri catacombali e apocalittici), di graziosa integralità (il Cuore nel Capo), di elegante bellezza (la donna del Cantico dei Cantici), di flessibile stabilità (la profondità di un’oasi), di nuziale bacio tra umanità e divinità nel Mistero-Incontro che continua a salvarci (l’elevazione, nello Spirito, del Figlio disceso dal seno-chioma del Padre).

Ed è proprio il valore del Cuore sapiente e sacrificale e del suo sacrario più intimo, la Coscienza, a essere il nucleo potente di un tempo di grazia così originale. Infatti, alle ore 20:00 di mercoledì 14 luglio 2021, l’avvio teologico-agiografico «Sursum corda» insisterà proprio sull’elevazione del Cuore e sulla preminenza della Coscienza nei capolavori esistenziali di san John Henry Newman e dell’arciprete santermano monsignor Giuseppe Rago. Riguardando a questi grandi uomini che ci hanno preceduto e che ancora ci raggiungono, ti chiediamo ancora, carissimo don Domingo, chi sia, in extremis, un sacerdote: «Un servitore per i timidi e i deboli, un vertebrato dinanzi ai superbi, un curvato per i miseri e i poveri».

E poi, proseguendo con il programma, alle ore 20:00 di giovedì 15 luglio 2021, la Vigilia di Preghiera Vocazionale «Palmæ in manibus» nella forma dell’Adorazione Eucaristica e con la possibilità per i fedeli di accostarsi alla Confessione sacramentale. Con le ginocchia adoranti, appunto, per essere davvero servitori degli ultimi e fastidiosi per i malvagi.

Così si giungerà all’atteso giorno del 16 luglio 2021, in cui Santeramo darà alla luce un altro prete nella propria ricca storia di vocazioni alla vita sacerdotale e consacrata.

Le primissime Sante Messe del presbitero novello don Domingo Ariano saranno celebrate anzitutto nella sua comunità parrocchiale di origine e nella sua attuale di servizio pastorale, ovvero: la Prima Presidenza Eucaristica presso la Chiesa Madre Parrocchia Sant’Erasmo in Santeramo in Colle, sabato 17 luglio 2021 alle ore 19:00; la Seconda Presidenza Eucaristica presso la Parrocchia Sant’Agostino in Altamura, domenica 18 luglio 2021 alle ore 11:30.

Infine, riguardo al complementare servizio delle dirette per coloro che saranno impossibilitati a partecipare fisicamente alle suddette celebrazioni: la Celebrazione Eucaristica con la liturgia di Ordinazione Presbiterale sarà trasmessa in diretta grazie a Tele Dehon (via TDT sul canale 18; via streaming su teledehon.it); tutti gli altri eventi in programma saranno trasmessi in diretta grazie alla nostra emittente televisiva TRC (via TDT sul canale 94; via streaming su santeramo.it).

Davvero risultano evidenti le cifre della Bellezza, della Coscienza e della Testimonianza quali vie di accesso all’Alt(r)o nelle parole e nelle azioni di don Domingo. Tanti possono essere gli auspici, le orazioni, i regali da fare a un novello presbitero, ma tra tutti, come redazione, desideriamo e necessitiamo augurare al «nostro» don Domingo di essere un umile e ardimentoso operaio nella formazione delle coscienze dei fedeli e anche dei distanti dal mondo ecclesiale. Se un mondo di valori e di lavori sembra essere decadente, giovani come don Domingo ci fanno sperare che il Buon Dio non manca nel mandarci le giuste leve per umanizzarci e divinizzarci in un mondo che cambia e che va ascoltato e incontrato. Controcorrente. Come già un decennio fa sulle pagine de Il Colle e nell’agorà santermana il giovanissimo Domingo dava prova di essere.

Un commento

  1. Complimenti e vivissimi auguri, a te e alla tua famiglia, adesso posso chiamarti DON DOMINGO.
    Tonino Chiacchiari.

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