09/12/2021 03:09
DIVORZIO EMILIANO-LOPALCO ,PAGLIARO :LA SANITA’MERITA DEDIZIONE ,DOVE TROVERA’ IL TEMPO IL GOVERNATORE ASSESSORE ?

DIVORZIO EMILIANO-LOPALCO ,PAGLIARO :LA SANITA’MERITA DEDIZIONE ,DOVE TROVERA’ IL TEMPO IL GOVERNATORE ASSESSORE ?

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.
“Tanto tuonò che piovve. Il tira e molla (forse più mediatico che effettivo) sulle dimissioni di Pier Lugi Lopalco si è concluso ieri, con l’uscita di scena dell’ormai ex assessore epidemiologo e il ritorno della delega alla sanità nelle mani del governatore Michele Emiliano.
Ora che l’addio è ufficiale, con lo strascico amaro di polemiche che hanno strumentalizzato la malattia di due bambini, il medico prestato alla politica resta in consiglio regionale come soldato semplice, mentre il presidente riprende a pieno titolo il timone della sanità, ceduto per una breve parentesi. Un ritorno al passato che mette sempre più a rischio il futuro della sanità regionale. Già ieri Emiliano ha presieduto una riunione con i dirigenti del Dipartimento Salute per dare impulso alla campagna vaccinale sulla terza dose. La gestione dell’emergenza Covid resta dunque la priorità, ma vigileremo affinché non continui ad essere l’alibi per tenere in stallo tutta la macchina della sanità.
Molti ingranaggi sono fermi, e il pilota automatico affidato agli uffici non può funzionare. Le dichiarazioni roboanti di Emiliano sulla ‘sanità al lavoro per garantire il massimo livello di prestazioni’ e sulla ‘massima attenzione ai temi della salute, da parte mia e di tutta l’amministrazione regionale, oggi come sempre’, si scontrano con la realtà di situazioni critiche e impantanate. Basti pensare alle tante interlocuzioni aperte con l’ex assessore e rimaste in sospeso. Una su tutte: l’attivazione di un centro di ricovero per i casi gravi di disturbi del comportamento alimentare a Lecce. In Puglia non c’è una sola struttura residenziale pubblica, e i nostri ragazzi malati di dca sono costretti ad andare fuori regione, con i familiari al seguito, per trovare aiuto. È da maggio scorso che Lopalco ha assunto l’impegno, in audizione in Commissione Sanità su nostra richiesta, di attivare la struttura nel Dipartimento di Salute Mentale dell’ex ospedale Vito Fazzi, già ristrutturata ad hoc e in attesa degli ultimi adeguamenti. Due mesi dopo, sollecitato con una nostra nuova audizione, ha annunciato la soluzione ponte di un centro di ricovero nell’ospedale di San Cesario da attivare entro settembre. Siamo a novembre, e quell’annuncio è rimasto sulla carta. E questo è solo un esempio di come tutto finisca nelle sabbie mobili della burocrazia e dei rinvii. Come i macchinari fermi per la tac coronarica e la risonanza magnetica cardiaca al Fazzi di Lecce; il mancato potenziamento dei servizi sociosanitari per l’autismo; la questione atavica dell’integrazione scolastica precaria, con contratti da fame per educatori socio pedagogici e oss; gli ospedali che languono per carenza irrisolta di personale; le liste d’attesa infinite per esami diagnostici e visite specialistiche, che costringono gli utenti a rivolgersi ai privati; la situazione drammatica dei centri diurni per anziani e disabili soprattutto in Salento, con il servizio di trasporto sospeso e molte strutture alla canna del gas in attesa dell’accreditamento e dei fondi regionali per il funzionamento.
Un quadro drammatico che richiede impegno e dedizione assoluti, per poter dare risposte adeguate al bisogno di salute di tutti i cittadini e dei più fragili in particolare. Dove troverà il tempo, il governatore Emiliano spesso assente e assorbito da questioni politiche nazionali, per guidare la sanità e rispondere in maniera tempestiva alle sollecitazioni dei consiglieri, che si fanno portavoce delle necessità e molto spesso della disperazione della gente? Vada negli ospedali e si renderà conto della situazione ingestibile dei pronto soccorso, dove l’attesa arriva a durare venti ore in condizioni inaccettabili, e si può restare su una barella anche per giorni in attesa di un posto letto. Entri nei reparti con il personale ridotto all’osso, i macchinari che cadono a pezzi e quelli nuovi ancora incellofanati, parli con le persone e ascolti le ragioni di una sfiducia che diventa rabbia”./comunicato

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