19/09/2021 10:38
DICHIARAZIONI DEL SINDACO: SIAMO AL PARADOSSO!

DICHIARAZIONI DEL SINDACO: SIAMO AL PARADOSSO!

L’arrampicata sugli specchi che il sindaco di Santeramo ha provato a fare anche in questa circostanza, è miseramente franata.

In altro sito web ho letto le dichiarazioni del sindaco di Santeramo prof. Fabrizio Baldassarre in risposta alla decisione dei gruppi consiliari di opposizione i quali nella seduta di ieri hanno abbandonato i lavori del Consiglio Comunale per protestare contro la mancata surroga del dimissionario consigliere pentastellato Pasquale Visceglia.

“Oggi – ha affermato il sindaco sulla propria pagina Facebook, sulla quale può scrivere ciò che gli pare e ciò che gli piace, non avendo mai deciso di fare informazione istituzionale – si è scritta una pagina molto triste nella massima assise comunale della nostra città che mi lascia molto perplesso e amareggiato per il poco rispetto che viene espresso verso la nostra città da parte dei consiglieri di minoranza”.

Siamo al paradosso. Nessuna parola di merito sulla mancata surroga del consigliere dimissionario il quale ha abbandonato la scena politica come fanno i muli uscendo dalla stalla ovvero senza alcuna giustificazione sul fatto di spiegare alla cittadinanza se le sue pretese che lo hanno costretto ad abbandonare, sono state di natura personale o politica.

Nel mentre leggevo le dichiarazioni show di Baldassarre, mi è venuto in mente un antico aneddoto popolare: “l’acidde pisce u litte, u cule jeve i mazzete”. Anche a beneficio dei cittadini baresi, significa che quando il bambino bagna le lenzuola, la mamma lo sculaccia.

Così nella seduta di ieri. Il sindaco tace sulle motivazioni politiche della mancata surroga del taciturno consigliere comunale e l’opposizione manca di rispetto.

Valla a capire la politica quando il sindaco ormai ha l’acqua alla gola per i contrasti all’interno della sua maggioranza e l’arrampicata sugli specchi che ha provato a fare anche in questa circostanza, è miseramente franata. Se c’è una cosa per essere “molto perplesso e amareggiato”, invece, è aver azzoppato il Consiglio Comunale che in questi ultimi mesi di vita, salvo sorprese, sarà costretto a camminare su quindici gambe, una in meno rispetto a quelle stabilite dalla legge per il Comune di Santeramo.

Nessuna perplessità e nessuna amarezza da parte del sindaco per le due donne pentastellate che non hanno accettato di ricoprire la carica di consigliere comunale, segno evidente e plateale di sfiducia nei suoi confronti.

2 commenti

  1. A mio avviso, nell’ultimo consiglio D’Ambrosio – Digregorio – Caponio – Larato – Volpe – Nuzzi si sono coperti di ridicolo in uno show davvero indecente e offensivo nei confronti delle istituzioni comunali e del corpo elettorale.
    Analizzate i fatti in maniera asettica. I consiglieri di minoranza non hanno risposto all’appello nominale senza partecipare alla discussione sulla questione delle dimissioni di Visceglia. Dopo tale passaggio, sono entrati ufficialmente in assise e D’Ambrosio ha posto una pregiudiziale circa il numero legale di consiglieri unitamente a Caponio e Digregorio. Il Presidente Natale ha escluso la loro linea interpretativa, quindi, gli stessi hanno preteso una risposta ufficiale da parte del Segretario comunale. Il Segretario ha confermato la legittimità della posizione del Presidente Natale pur riconoscendo l’esistenza di un orientamento dottrinale (non giurisprudenziale) decisamente minoritario favorevole alla tesi dell’opposizione. Anziché accettare il responso dirimente del Segretario comunale, D’Ambrosio ha iniziato a parlare addosso al Presidente Natale, si sono aggiunti Caponio e Digregorio, hanno cercato lo scontro e poi hanno abbandonato la seduta. Questi sono i fatti.
    Personalmente, trovo meschina la scelta di non rispondere all’appello nominale per poi chiedere la pregiudiziale sul numero dei consiglieri necessario per la validità della seduta (la legittimità del Consiglio è stata sempre fuori discussione per stessa ammissione di D’Ambrosio). Inoltre, trovo oltremodo imbarazzante che dei soliti noti al malgoverno da decenni – tra cui addirittura 3 avvocati – non sappiano nemmeno leggere le norme del TUEL.
    Infine, la scelta di abbandonare la seduta la trovo vergognosa e pericolosa perché antidemocratica.
    GUARDATE IL VIDEO E GIUDICATE.

    Per quanto riguarda la CENTRALE A BIOMASSE i nodi devono venire per forza al pettine: saranno o nodi politici o nodi penali, ma non sfuggiranno al pettine.
    I cittadini conosceranno la verità. Ci basta acquisire le carte, poi ci muoveremo sui social. Chi ha lo scheletro nell’armadio lo metterà in bella mostra.
    La musica è finita per i soliti noti, o non lo avete ancora capito?

    Se la sinistra vuole farsi capeggiare da D’Ambrosio Michele faccia pure… finirà dentro una tempesta di neve… me lo ricordo D’Ambrosio Michele davanti al Municipio completamente nel pallone…
    Gentile Franco Labarile, il libro sarà “Tormenta al Municipio” e lo scriveremo noi cittadini…

    VIA I SOLITI NOTI.
    CHI HA DIMOSTRATO DI NON ESSERE CAPACE DEVE FARSI DA PARTE.
    IL COMUNE NON È LA SECONDA CASA DEI SOLITI NOTI.

  2. ” Incendio al Municipio”
    Il rimando bibliografico ad un ‘opera di Tommaso Fiore, a cura di Vittore Fiore presso Lacaita Editore, non è casuale.
    La situazione si fa incandescente e rovente. Forse il vero problema non è tanto la surroga di un Consigliere Comunale dimissionario quanto, invece, chi sarà il prossimo Sindaco di Santeramo. È fuori discussione, ormai, che siamo in campagna elettorale. Le opposizioni , guidate da D’ Ambrosio, chiamano in piazza per domenica il popolo della sinistra per ricompattarsi sul No alla centrale a biomasse. Sarà, questo, il tema su cui si giocherà la prossima campagna elettorale. E non sarà facile per quanti cercheranno una soluzione indolore o ” politica”, cosa non facile dopo che il Sindaco uscente ha varcato la soglia del Palazzo di Giustizia presentando una denuncia sulla questione Centrale, così come svelato nella diretta streaming dei primi di luglio. Questo fatto ha sicuramente aperto un solco profondo e non sarà facile ritornare indietro cercando soltanto una soluzione concordata tra PUG, Regione e maggioranza traballante.
    Un saluto, Franco Labarile

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