13/04/2021 19:23
COVID, ITALIA – GERMANIA: ALCUNE DIFFERENZE

COVID, ITALIA – GERMANIA: ALCUNE DIFFERENZE

Sogno irrealizzabile: essere Presidente del Consiglio per un paio di mesi.

In Germania, nelle ultime 24 ore ci sono stati poco più di 20200 contagi, con 321 vittime.

In Italia, 17.938 nuovi contagiati e 484 morti.

Situazione quasi identica? No, assolutamente. E’ molto più grave in Italia se sulla bilancia “si pesa” il numero dei decessi.

Eppure si compiono scelte diverse e inversamente proporzionali alla gravità.

La Merkel ha già deciso dal 16 dicembre 2020 al 10 gennaio 2021 il lockdown totale su tutto il territorio nazionale tedesco.

In Italia, briglie sciolte. La giornata domenicale di oggi ha registrato assembramenti in tutta Italia che saranno sempre più giganteschi e opprimenti man mano che ci si avvicina alla festa di Natale e di Capodanno.

La Merkel ha scelto la strada della difesa della vita. Il litigioso Governo italiano, quella della diffusione della morte.

La Merkel ha già vietato i fuochi d’artificio; in Italia, non sarà così.

Con i vari Conte, Speranza, Arcuri, ecc, e con Lopalco in Puglia e similari colleghi in altre Regioni, non si va da nessuna parte se non a sbattere.

La Merkel ha scelto senza guardare in faccia a nessuno, con obiettività e serietà rispetto alla gravità della situazione. In Italia ogni scelta sottintende sempre la finalità di perseguire qualche vantaggio elettorale.

Purtroppo non c’è modo per fermare questa sciagura perché il Governo è collocato dalla parte opposta alla necessità di fermare il contagio. Tanto se la nuova ondata arriva, come purtroppo arriverà, ci saranno nuovi decreti ristori che stanno già impoverendo le casse dello Stato.

Sorridendo per l’irrealizzabile sogno, vorrei essere Presidente del Consiglio per un paio di mesi, sapendo che al termine chiederei asilo politico da quale parte. Farei di tutto e soltanto per evitare che vi fosse un solo decesso perché fino a quando una sola persona perderà la vita per il virus, è doveroso compiere ogni scelta perché ciò non accada. Il dolore, anche di una sola persona deceduta a causa del virus, è sacro e va rispettato nonché vale molto di più mille feste natalizie messe insieme. Senza trascurare la “vita” negli ospedali, nelle terrificanti terapie intensive e nelle famiglie colpite dal virus e dal lutto.

Poveri noi!

 

 

 

 

 

 

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