24/06/2022 23:46
CON LE PRIMARIE GIOCHI FATTI NEL CENTRO SINISTRA?

CON LE PRIMARIE GIOCHI FATTI NEL CENTRO SINISTRA?

All’esame dello sconfitto Cardascia PD e Azione?

Con una ampia partecipazione popolare, sabato scorso si sono svolte le primarie del centro sinistra per la scelta del candidato sindaco tra Michele Cardascia e Vincenzo Casone. Alle urne si sono recate 2706 persone, pari a circa il 12% della popolazione elettorale santermana che si aggira intorno alle 23 mila unità. L’ha spuntata Vincenzo Casone. In suo favore hanno votato 1459 persone. Cardascia è stato suffragato, invece, da 1228 voti. Sulla carta, quindi, il centro sinistra ha il suo candidato sindaco in contrapposizione a Michela Nocco, candidata del centro destra. Sul versante politico, invece, restano problemi irrisolti che se il candidato Casone non risolverà per tempo, potrebbero ancora prevedere sorprese. Intanto, quando si svolgono le primarie – soprattutto se in campo vi sono solo due candidati – l’esito del voto lascia sempre un amaro in bocca allo sconfitto che è portato ad analizzare l’insufficiente consenso ottenuto per individuare le cause del suo mancato successo. Non c’è nulla di ufficiale in circolazione ma si intuisce che Cardascia potrebbe individuare in due elementi politici la sua debacle alla candidatura a sindaco del centro sinistra. Innanzitutto c’è questo “mistero” del Partito Democratico. Mai come questa volta. Con quale incidenza quantitativa ha sostenuto Cardascia? Dinanzi al portone sempre chiuso della sua sede in Via Roma e alla bacheca a “schermo fisso” con il suo logo segnato da una x, ha campeggiato un manifesto con l’indicazione di voto alle primarie in favore di Michele Cardascia. Sicuramente un buon segno, ma la capacità di portare gente alle primarie come ha ben fatto il suo concorrente Vincenzo Casone, è stata all’altezza della importante competizione? Ha prevalso, forse, la scelta, di tirare i remi in barca dopo la rinuncia a candidare un proprio rappresentante alle primarie? E, poi, resta il problema di fondo: perché il PD ha rinunciato? Sta correndo verso il sostegno elettorale in favore di altro candidato di centro sinistra che ha alle spalle una legislatura disastrosa? Ha fatto pagare a Cardascia il pegno per essere stato alleato nelle amministrative del 2017 con altro schieramento? Il silenzio del PD induce alla oggettiva riflessione, partendo dal presupposto che è forza di maggioranza relativa nello schieramento di centro sinistra. L’altro elemento sicuramente all’esame di Cardascia è il comportamento politico di Azione, mina vagante di questa competizione elettorale. Venerdì scorso ha svolto una “affollatissima” conferenza stampa. In tutto erano una decina. Cosa ha deciso? Cosa ha chiarito? Ha partecipato alle primarie? Si è schierata per uno dei due candidati? Sta pensando di continuare a circumnavigare l’arco dello schieramento politico cittadino per trovare la migliore collazione in vista delle elezioni politiche del 2023? Nessuno fa trapelare nulla? Personalmente posi tre domante al neo segretario Leo in vista della conferenza stampa: l’ho messo in difficoltà? Attende istruzioni su come rispondere? Ha deciso di non rispondere? Silenzio! Da parte mia nessun risentimento. Forse l’errore madornale che Azione sta compiendo è sottovalutare l’intelligenza dei Santermani. Tranquilla, invece, resta la candidata del centro destra Michele Nocco che, indisturbata, si sta godendo lo spettacolo e, legittimamente, continua il lavoro per la sua affermazione alla elezione alla carica di sindaca. Delle altre forze politiche secondarie e ininfluenti alla competizione, Cinque Stelle e Lega in particolare, si sono perse le tracce prima di farci divertire con le loro proposte che prima o poi arriveranno a meno che, come falchi in agguato, non stanno aspettando vistose smagliature negli altrui schieramenti per infilarsi e provare a ritornare in gioco.

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