C’è un limite oltre il quale l’incuria smette di essere semplice disattenzione e diventa vero e proprio stato di abbandono.
Quel limite, a Santeramo in Colle, sembra essere stato ampiamente superato. Chiunque attraversi le strade, le piazze e i giardini del nostro paese non può fare a meno di notare uno spettacolo desolante e indecoroso: erbacce incontrollate che marcano i marciapiedi, aiuole ridotte a cumuli di sterpaglie secche e spazi pubblici un tempo di aggregazione oggi lasciati al loro crudele destino. Ma dove stiamo andando a finire?
Tra ipocrisia e autocelebrazioni da parte di chi sembra avere il naso più lungo di quello di pinocchio c’è la rabbia e l’indignazione della comunità. Dopo Piazza Berlinguer di cui vi abbiamo dato notizia solo qualche giorno fa, dopo aver evidenziato le gravi criticità del nuovo parco Mele, c’è un’altra piazza che segue a ruota lo stesso crudele destino, lo avevano evidenziato già molti cittadini. Abbiamo perso anche la Pietà, Piazza Mons. Iolando Nuzzi. Neanche qui c’è più un solo germoglio verde di prato!

Un pezzo di storia, di identità e di decoro urbano che se ne va, nel silenzio inspiegabile di un’amministrazione completamente distratta di fronte alle emergenze quotidiane del territorio.
Un altro polmone verde che non respira più!
Il verde pubblico non è un “optional” o un lusso estetico: è la carta d’identità di un comune, il termometro del benessere dei suoi abitanti. A Santeramo, oggi, questo termometro segna zero. Parchi gioco dove i bambini faticano a correre in sicurezza, erbacce in ogni dove e una sensazione generale di declino che svilisce la bellezza della nostra povera Santeramo.
I cittadini si chiedono, con crescente insistenza, dove siano finiti i piani di manutenzione ordinaria e come sia possibile che una comunità laboriosa e fiera come la nostra debba rassegnarsi a questo scenario.

La gestione Casone al bivio: cos’altro deve succedere?
Al centro delle critiche c’è inevitabilmente il sindaco Casone con tutta la sua maggioranza e la sua giunta. La perdita di un’altra bella Piazza quale quella della Pietà e lo stato di totale abbandono del verde non sono episodi isolati, ma vengono percepiti da tutti come il simbolo di una gestione amministrativa in affanno, incapace di garantire persino l’ordinario.
La domanda che ormai circola con insistenza tra le strade e i vicoli del paese è una sola: cos’altro deve capitare perché il sindaco Casone e la sua maggioranza prenda atto del fallimento di questa linea politica e tragga le dovute conclusioni?
La pazienza dei santeramani ha un limite. Una città non può vivere di sole promesse, di raggiri, di proclami auto celebrativi e puntualmente di giustificazioni burocratiche; ha bisogno di cura, di visione e, soprattutto, di amore e rispetto per i propri simboli e per i propri spazi comuni. Se l’attuale guida cittadina non è in grado di garantire nemmeno il decoro minimo, è lecito chiedersi se non sia il caso che faccia, quanto prima, un passo indietro per il bene di tutta Santeramo.