Doveva essere il fiore all’occhiello della città, un’oasi verde all’avanguardia presentata in pompa magna dall’amministrazione Casone come “uno dei migliori parchi esistenti”. E invece, il taglio del nastro del neonato Parco Mele si è trasformato rapidamente nel teatro di accese polemiche, scontento popolare e, purtroppo, persino di un incidente (solo il primo) che ha richiesto l’intervento dei sanitari.
A poche ore dall’apertura ufficiale, il divario tra la narrazione pubblica e la realtà dei fatti è apparso drammaticamente evidente. Il parco altro non è che un minestrone costato oltre un milione di euro. C’è tutto e niente! Questo è il commento più diffuso dei visitatori. Ma come dicono a Napoli: “Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja”.

Promesse sbiadite: dov’è il prato verde?
La prima nota dolente riguarda il decoro e la manutenzione, già apparentemente al collasso. Il tanto pubblicizzato “manto verde ideale”, che avrebbe dovuto accogliere famiglie e bambini, si è rivelato in gran parte inesistente. Al suo posto:
- Erbacce infestanti che crescono incontrollate lungo i camminamenti.
- Terreno brullo e secco, ben lontano dagli standard di un parco appena inaugurato.
- Assenza totale di servizi igienici, una mancanza gravissima per un’area pubblica che mira a diventare un punto di aggregazione per la comunità.
Area giochi shock: spigoli vivi e un ferito durante la cerimonia del taglio del nastro
L’aspetto più preoccupante, tuttavia, riguarda la sicurezza dei più piccoli. L’area giochi, che dovrebbe essere il luogo protetto per eccellenza, è finita sul banco degli imputati per la presenza di strutture giudicate “pericolosissime”. I genitori segnalano numerosi spigoli vivi, lamiere esposte e lati taglienti nell’area riservata alle “acrobazie con i monopattini”. (Chiamiamola in italiano che rende meglio)!.

La conferma della pericolosità degli impianti è arrivata nel peggiore dei modi proprio durante la cerimonia di inaugurazione: un ragazzo è rimasto ferito ed è dovuto ricorrere alle cure mediche, rimediando ben 4 punti di sutura a causa del contatto con una delle strutture taglienti e ovviamente non a norma.
“È inconcepibile che un parco nuovo di zecca, spacciato per un’eccellenza, presenti rischi così strutturali per l’incolumità dei nostri figli” – commenta un genitore visibilmente contrariato.
Il contrasto con la propaganda
Il fallimento iniziale di Parco Mele brucia ancora di più se confrontato con i toni trionfalistici con cui l’opera era stata annunciata. Definito nei comunicati ufficiali come un progetto moderno e sicuro, oggi si presenta come un cantiere incompleto e, quel che è peggio, insidioso.

I cittadini chiedono ora risposte immediate all’amministrazione comunale: la messa in sicurezza dell’area giochi, la piantumazione del prato promesso e l’installazione dei bagni pubblici non sono optional, ma requisiti minimi per poter definire un’area “parco pubblico”. Nel frattempo, resta l’amaro in bocca per l’ennesima opera inaugurata di fretta a favore di LIKE, ma non ancora a misura di cittadino.
DI SEGUITO L’IMMAGINE DI UN PRATO (UNO DEI TANTI IN PUGLIA, IN ITALIA E NEL MONDO) DEGNO DEL SUO NOME, REALIZZATO CON I GIUSTI CRITERI.
