Era il 13 maggio scorso quando abbiamo pubblicato, su sollecitazione del consigliere comunale Nunzio Zeverino Digregorio, un articolo sui raccoglitori finti di raccolta differenziata.
Quali sono le differenze tra i due contenitori inseriti nell’immagine?
Semplice il quesito no?
Il contenitore di destra è un contenitore omologato per lo scopo utilizzato e usato in tutti i comuni civili d’Italia. Possono avere una forma leggermente diversa da quella in foto, ma sono perfetti per il loro utilizzo. Accuratamente scelti da ciascuna amministrazione responsabile e capace. Costano intorno ai 350 euro ciascuno.
Il contenitore di sinistra è un contenitore utile unicamente per la finta raccolta differenziata: con tanto di adesivi colorati, con tanto di marchio del comune di Santeramo, quasi fosse un vanto, scritte o coperchi sagomati diversi (es. carta, plastica, indifferenziato), ma all’interno c’è un unico grande sacco in cui tutto viene mescolato. Alla faccia della differenziata!
A Santeramo ne sono stati installati 100, al posto dei precedenti 300 anch’essi monobusta. L’operazione era stata giustificata in quanto occorreva differenziare anche i pochi rifiuti che si raccolgono in questi cestini collocati lungo le vie del paese e nelle piazze. Ci si chiede: che senso abbia avuto la sostituzione e la riduzione da 300 a 100 contenitori se i vari conferimenti sarebbero finiti comunque in un unico calderone?
Sarebbe curioso conoscere quanto sono costati cadauno questi prodigi della scienza? E sopratutto chi è lo scienziato?
E’ giusto pretendere che, a parte la figuraccia di ciascun santermano, (anche per questo spesso ci etichettano avere il fondo schiena nero), i costi sostenuti dalle casse comunali vengano risarciti da chi è l’artefice del progetto? Eventualmente sindaco compreso, visto che è lui il detentore della delega all’ambiente!
Questi sprechi non possono gravare ancora e sempre sulle tasche dei cittadini!
Tra l’altro esiste anche il danno morale ed educativo, che è forse l’aspetto più frustrante. Promettere un servizio ecologico, spingere i cittadini a fare la cosa giusta e poi constatare che è tutto finto, solo fumo negli occhi, mina la fiducia nelle istituzioni e nel senso civico collettivo. Fa sentire i cittadini presi in giro e disincentiva le buone abitudini anche in altri contesti. Poi ci si lamenta della cattiva educazione dei cittadini… Il cattivo esempio, le decisioni sbagliate e le disfunzioni partono sempre dai vertici prima di diffondersi al resto della società. O se vi piace di più, prenderei in prestito una frase in una lingua più espressiva e utilizzata spesso dal nostro caro defunto Alberto: U pesce affetesce semp da chep…
Ci piacerebbe ascoltare un nuovo monologo del sindaco Casone in merito a questa squallida, vergognosa e inaccetabile vicenda.