Lettera aperta al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, all’Assessore competente e ai Consiglieri comunali di Santeramo in Colle

Definizione agevolata delle entrate tributarie, extratributarie e patrimoniali del Comune di Santeramo in Colle. Per una rottamazione comunale giusta, chiara e davvero accessibile a tutti

Agli Organi politico-istituzionali della Città di Santeramo in Colle rivolgiamo una richiesta chiara: completare senza ulteriori rinvii il percorso già tracciato dal Consiglio Comunale sulla definizione agevolata delle entrate comunali.

Il tema non è tecnico né marginale: riguarda l’equità di trattamento tra contribuenti, la credibilità delle decisioni assunte dall’Aula consiliare e la capacità dell’Amministrazione di dare risposte concrete a famiglie e imprese.

  • Il Consiglio Comunale, con la Delibera n. 8 del 15 aprile 2026, ha indicato una direzione precisa: predisporre un Regolamento comunale per la definizione agevolata delle entrate tributarie, extratributarie e patrimoniali, andando oltre la sola rottamazione dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e comprendendo espressamente anche i cosiddetti “avvisi di accertamento esecutivi”.
  • L’adesione alla rottamazione-quinquies per i carichi ADER è un passaggio utile, ma non può diventare il punto di arrivo. Restano fuori molte posizioni gestite direttamente dal Comune o legate ad accertamenti esecutivi non ancora affidati alla riscossione esterna.
  • Il nodo politico è evidente: cittadini in condizioni analoghe non possono essere trattati diversamente solo perché il loro debito segue canali amministrativi differenti.

Non è una questione formale. Quando il Consiglio Comunale interviene su materie che incidono direttamente sui rapporti tra cittadini ed Ente, la chiarezza dell’atto e la corretta distinzione delle competenze non sono dettagli redazionali: sono garanzie di legalità, equità e buona amministrazione. Un atto ambiguo genera applicazioni incerte, possibili disparità e un indebolimento della funzione consiliare.

Il nodo è chiaro e decisivo: la proposta potrebbe indurre a confondere due percorsi distinti, con fonti, presupposti e modalità di attuazione differenti.

  • Definizione Agevolata interna (Legge n. 199/2025): riguarda le entrate comunali gestite direttamente dall’Ente o tramite concessionari privati. Per espressa previsione normativa, richiede l’adozione di un apposito Regolamento comunale, necessario a disciplinare rateazioni, scadenze, modalità di adesione e presentazione delle istanze. Dichiarare la “non necessità di alcun regolamento” significa quindi porsi in contrasto con l’impianto della Legge n. 199/2025.
  • Rottamazione-quinquies statale (art. 10-quinquies, D.L. n. 38/2026): riguarda invece esclusivamente i carichi affidati all’Agente della Riscossione nazionale. In questo caso il regolamento comunale non è necessario perché termini, criteri, calcoli e abbattimenti sono definiti direttamente dalla legge statale.

La criticità nasce proprio da questa sovrapposizione. Il D.L. n. 38/2026 non elimina né assorbe l’obbligo regolamentare previsto dalla Legge n. 199/2025 per la riscossione interna. Confondere i due piani significa costruire un atto debole: poco chiaro per i cittadini, difficile da applicare per gli uffici e potenzialmente esposto a contestazioni.

Perché serve ancora il Regolamento comunale

  • La rottamazione-quinquies ex art. 10-quinquies del D.L. n. 38/2026 riguarda soltanto i carichi già affidati ad ADER. Il Regolamento comunale, invece, è lo strumento necessario per intervenire anche sulle entrate gestite direttamente dal Comune e sugli avvisi di accertamento esecutivi non ancora affidati alla riscossione coattiva dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, evitando disparità e incertezze.
  • È indispensabile chiarire bene questo aspetto, perché il richiamo alla Delibera n. 8/2026 nella proposta oggi oggetto di deliberazione da parte del Consiglio Comunale potrebbe indurre molti cittadini-contribuenti a ritenere, erroneamente, che la rottamazione ex art. 10-quinquies del D.L. n. 38/2026 comprenda anche gli atti non ancora affidati alla riscossione coattiva dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
  • Al contrario, proprio quel Regolamento è lo strumento necessario per rendere la misura più giusta, più completa e coerente con l’interesse pubblico.

La nostra richiesta

Il punto politico è uno: il Regolamento comunale non è superato, ma resta indispensabile.

Per queste ragioni chiediamo al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, all’Assessore competente, ai Consiglieri comunali e al Dirigente del Settore Servizi Finanziari di dare piena e tempestiva attuazione alla Delibera di Consiglio Comunale n. 8 del 15 aprile 2026, rispettandone il contenuto originario e senza ridurne la portata politica, amministrativa e sostanziale.

Serve una proposta di Regolamento comunale chiara, equilibrata e coerente con l’indirizzo già approvato, capace di:

  1. includere le posizioni gestite direttamente dal Comune, gli avvisi di accertamento esecutivi e i carichi eventualmente affidati ad ADER;
  2. estendere la misura, ove possibile, anche agli avvisi notificati oltre il 31 dicembre 2023, almeno fino al 31 dicembre 2025 o, se praticabile, fino a marzo 2026;
  3. ridurre sanzioni e interessi, in coerenza con lo spirito della definizione agevolata e nel rispetto degli equilibri di bilancio;
  4. garantire un’informazione semplice, trasparente e accessibile, con istruzioni chiare, canali digitali e sportelli dedicati.

Un’occasione di equità e responsabilità

Non si tratta di alimentare una polemica, ma di pretendere coerenza istituzionale. Una definizione agevolata più ampia può favorire il rientro dei contribuenti, ridurre il contenzioso, migliorare la riscossione e rafforzare il rapporto tra Amministrazione e comunità.

  • Chiediamo quindi di non archiviare l’indirizzo espresso dal Consiglio Comunale dietro la sola rottamazione dei carichi ADER.
  • Chiediamo di dare seguito pieno alla Delibera n. 8/2026, approvando un Regolamento comunale che garantisca pari opportunità ai contribuenti nelle medesime condizioni.
  • Chiediamo, infine, che ogni scelta venga assunta alla luce del sole e spiegata con chiarezza, senza ambiguità e senza interpretazioni riduttive.
  • Equità di trattamento. Chiediamo che tutti i cittadini nelle medesime condizioni siano trattati in modo uniforme, includendo tutte le posizioni rimaste scoperte, indipendentemente dall’iter giuridico-amministrativo seguito dalla relativa pratica.

Non è una battaglia di parte. È una questione di equità, responsabilità e buona amministrazione. Consentire ai contribuenti di rientrare nei propri obblighi non significa premiare chi non paga: significa rendere la riscossione più efficace, ridurre il contenzioso e restituire credibilità all’azione pubblica.

Santeramo non ha bisogno di mezze misure, ma di decisioni limpide e conseguenti. Gli Organi politico-istituzionali della città hanno ora la responsabilità di trasformare un indirizzo già approvato in un atto concreto. Per questo insistiamo: il Regolamento comunale va portato in Consiglio e approvato.

La buona amministrazione si misura anche dalla capacità di riconoscere una criticità, correggere il percorso e assumere decisioni solide, eque e comprensibili.

A QUESTO LINK POTETE VEDERE L’INTERVISTA REALIZZATA DA TRC

 Santeramo in Colle, 17/06/2026

 Michele Digregorio, già Sindaco di Santeramo

Movimento politico “i Liberali per Santeramo”

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