18/05/2026 04:32

LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE “FAI DA TE” DEL SINDACO DI SANTERAMO VINCENZO CASONE

Microfono con tanto di logo del comune di Santeramo in Colle, stazione di montaggio, personale tecnico assunto e pubblicazione sulla propria pagina Facebook a beneficio dei simpatizzanti dell’autore del servizio: il novello giornalista, senza che ne abbia i titoli, è il sindaco Vincenzo Casone che, in compagnia del costretto ospite di turno (in alcuni casi sono più di uno) si esalta nel fare apparire grandi le cose di normalissima amministrazione com’è la potatura degli alberi al cimitero ma di ometterne molte altre che di normale amministrazione non sono, come la pulizia della città. Che dire poi delle dirette su Facebook di eventi, se vogliamo anche importanti, seguite da un numero di utenti che si possono contare sulle dita di una mano. Identico destino tocca ai costosi e inutili consigli comunali in streaming. Questa non è la comunicazione istituzionale. La comunicazione istituzionale si realizza al meglio utilizzando i mezzi tradizionali e, soprattutto, autorizzati dagli Enti preposti ed è realizzata, con senso di responsabilità e accertata professionalità, dal giornalista iscritto all’Ordine. A parte questo importante dettaglio, è normale chiedersi: quale significato può avere un videomessaggio in cui ci si autoproclama, a cadenza quasi quotidiana, mettendo così in cattiva luce anche gli altri partecipanti, costretti a essere intervistati dall’improvvisato giornalista? Esistono le professioni, i mestieri, gli incarichi, non si può fare tutto nella vita. Il sindaco deve fare il sindaco così come il giornalista deve fare il giornalista e la stessa cosa vale anche per il medico, il fabbro, l’avvocato e tutti i mestieri del mondo. Può succedere di trovarsi a svolgere un’attività mentre si è innamorati di un’altra, ma questo si chiama “hobby” che però non deve implicare la vita dei cittadini, i quali hanno il diritto di sapere senza condizionamenti e senza autoproclami a senso unico. E poi se proprio il sindaco Casone ha simpatie e aspirazioni per fare altro, oltre a svolgere il suo delicato e impegnativo ruolo di amministratore, poteva scegliere di improvvisarsi giardiniere, almeno, forse, avrebbe appreso che gli alberi si piantano a novembre e non a fine marzo, diversamente saranno destinati ad avvizzire dopo qualche settimana. Peccato spendere soldi, tanti soldi, per arricchire di scheletri la zona industriale dove, appunto, in primavera avviata, si stanno piantando alberi.
Non sarebbe meglio modificare questo modo di amministrare, per il bene della comunità e anche in virtù degli impegni assunti durante la campagna elettorale? Impegni che saranno evidenziati in una imminente trasmissione televisiva su TRC. Ci sono poi avvisaglie di malcontento generale tra i suoi collaboratori; la squadra non esiste, esiste sola la figura del sindaco sostenuto (?) da una coalizione che meglio si farebbe a chiamarla diversamente. Ai consiglieri comunali e agli assessori è stato persino vietato di partecipare a confronti televisivi su temi generali di vita quotidiana. Spero tanto per loro che non debbano chiedere il permesso al sindaco di come trascorrere la notte. Nessun padre padrone ha mai realizzato nulla di brillante.
L’informazione deve essere compiuta con l’intento inequivocabile, indifferibile e inderogabile di raggiungere tutti i cittadini di tutte le età. Per essere certi che ciò avvenga, l’unico mezzo garante di questa prerogativa è la televisione, da sempre. Giocare con Facebook, illudendosi di aver compiuto il sacrosanto dovere dell’informazione istituzionale, è come affermare che il Colosseo non si trova a Roma, ma in altra città.
Da aggiungere, poi, che chi vive la propria esistenza con la dipendenza dai like non deve ricoprire ruoli istituzionali! Non ci interessa l’eccesso di irresponsabilità di chi utilizza i “social”, problemi suoi, considerato che le insidie della rete non guardano in faccia nessuno, sarebbe invece utile fare in modo da contenere l’uso dei social e non alimentarla. È notizia di questi giorni che in America un “Social” è stato condannato al pagamento di una sanzione di parecchi milioni di dollari, per aver creato dipendenza. Condanne simili sono all’ordine del giorno.
Se un imbianchino fosse malauguratamente sopraffatto dagli aspetti negativi e a volte patologici che accadono utilizzando i social, male che vada dovrà ridipingere o fare qualche ritocco alla parete… E se questo accadesse a un sindaco, a un amministratore, a un giudice o comunque a una figura dalla quale dipende la vita o la qualità della vita di tante altre persone, cosa succederebbe?
Fare un mea culpa da parte del sindaco Casone è la strada migliore per ridisegnare i contorni del suo mandato, senza andare oltre. Si può sbagliare, ma si può correggere, a beneficio di tutti. Gli impegni e le responsabilità di un sindaco sono tanti e tante e tali da non lasciare il tempo per autoproclamarsi su piattaforme che devono servire a immortalare una cena tra amici o una vacanza con la famiglia. Se questa sua esigenza rappresenta una questione di vita o di morte la rincorra pure, ma non prima di aver assolto all’obbligo di comunicare tutto sul suo mandato a mezzo dei più autorevoli, capillari e affidabili mezzi di informazione. E soprattutto dia spazio e autonomia ai propri validi assessori: se li ha scelti, significa che ha fiducia di loro, non penso l’abbia fatto solo per qualche alzata di mano! Rifletta, signor sindaco, il mio è un invito costruttivo nel rispetto del suo ruolo istituzionale e della nostra lunga amicizia. Le auguro buon lavoro nella speranza di assistere a un rinnovato e sereno modo di amministrare, dando a Cesare quel che è di Cesare, e di farlo insieme alla nostra vilipesa cittadinanza che, per la sua Storia e la sua Cultura, non merita di essere servita con i suoi metodi.

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2 comments

  1. Vi ringrazio per l’efficacia con la quale avete cristallizzato la situazione. Ormai l’attività amministrativa è concentrata sulla sola apparenza e il riscontro misurato in like, spesso indotti e organizzati a tavolino. Le inaugurazioni di attività private vengono “vendute” come meriti propri e così anche tutti i successi sportivi e musicali di ogni singolo cittadino. Dei provvedimenti emessi, delle decisioni assunte, nella comunicazione istituzionale non c’è traccia, se non apparente. C’è un solista e tante comparse, come emerge chiaramente anche in Consiglio Comunale, e una gestione fallimentare sotto tutto i fronti: sporcizia diffusa, assenza di programmazione per il rilancio economico e lavorativo, assenza di programmazione urbanistica e tanto altro. Vorrei sapere cosa ne pensano i Santermani, però, fatta eccezione per quelli con il pollice sempre alzato. Grazie.

    • Vito Sciacovelli

      Io sono stato bloccato su fasbuk dal nostro “primo cittadino” semplicemente perché la verità fa’ male. Al momento sono in attesa che mi risponda sulla gestione insistente dei servizi sociali, a vantaggio dei comuni di Altamura e Gravina, che grazie ai piani di zona garantiscono l’assistenza alle persone bisognose.

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