12/05/2026 05:00

La Casa di Riposo “Simone-Calabrese” non chiude: si adegua ai bisogni attuali dei cittadini!

La Cooperativa Sociale Onlus “Con Noi” nasce nel 1985 con l’obiettivo di sostenere le persone più fragili della comunità. Dal mese di agosto 1988 le viene affidata la gestione della Casa di Riposo “Simone-Calabrese”.

Nel corso degli anni, le diverse amministrazioni comunali hanno progressivamente modificato la tipologia di assistenza offerta dalla struttura, adattandola ai nuovi bisogni degli anziani e alle normative via via introdotte.

Per offrire un quadro chiaro e trasparente alla cittadinanza riepiloghiamo le principali tappe di questa evoluzione:

  • 1988 – La struttura è autorizzata come Casa di Riposo, con 78 posti letto destinati ad anziani autosufficienti.
  • 1992 – Il Comune ottiene l’autorizzazione per 26 posti di Casa Protetta (attualmente denominata Rsa) per persone non autosufficienti, mantenendo 52 posti per anziani autosufficienti.
  • 1999 – I 26 posti di Casa Protetta entrano in convenzione con la ASL: la retta viene divisa tra ospiti e servizio sanitario.
  • 2000 – Vengono convertiti altri 34 posti di Casa di Riposo in Casa Protetta: si arriva così a 60 posti per non autosufficienti e 18 per autosufficienti.
  • 2016 – Dopo un intervento di ristrutturazione, si aggiungono 10 nuovi posti di Casa Protetta, per un totale di 70 posti, di cui 60 convenzionati con la ASL. Restano 18 posti di Casa di Riposo.
  • 2020 – La ASL amplia la convenzione a 66 posti complessivi. La struttura diventa quindi una RSA con 70 posti totali (66 in convenzione e 4 privati), mantenendo i 18 posti per anziani autosufficienti in regime di Casa di Riposo.

Oggi la struttura si trova davanti a una nuova fase di cambiamento. Le normative regionali e le attività ispettive della ASL stanno infatti portando il Comune di Santeramo in Colle — proprietario dell’immobile e titolare del servizio — a rivedere l’organizzazione complessiva della struttura.

Dunque, come già avvenuto in passato, quando i posti di Casa di Riposo sono stati progressivamente ridimensionati fino agli attuali 18 posti, oggi si prospetta una nuova riorganizzazione: orientare la struttura verso un’unica tipologia di utenza, in base ai reali bisogni assistenziali della popolazione.

Questo orientamento è confermato anche dai dati: per la RSA di Santeramo esiste già una lista d’attesa di circa 25 anziani, registrata presso la ASL Bari, oltre a ulteriori richieste da parte di anziani non autosufficienti che non hanno ancora presentato domanda per il riconoscimento del diritto di beneficio economico di parte della retta a carico ASL. È proprio sulla base di dati come questi che l’Ente Regione Puglia (con l’Art. 3 del Regolamento Regionale 27 Novembre 2025 n. 11) ha incrementato notevolmente i posti di Rsa, a seguito di un monitoraggio dei bisogni dei cittadini anziani non autosufficienti.

Per comprendere meglio la situazione, è utile chiarire cosa prevede la normativa regionale. Quest’ultima (Regolamento n. 4 del 18 gennaio 2007, attuativo della Legge Regionale n. 19/2006) disciplina in modo chiaro le diverse tipologie di strutture.

In particolare, secondo l’art. 65, la Casa di Riposo è definita come una “struttura sociale residenziale a prevalente accoglienza alberghiera destinata ad ospitare, temporaneamente o permanentemente, anziani autosufficienti che, per loro scelta, preferiscono avere servizi collettivi anziché gestire in maniera autonoma la propria vita e che hanno dei limitati condizionamenti di natura economica o sociale nel condurre una vita autonoma, ovvero privi di altro supporto familiare”.

Diversamente, la RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) è destinata ad anziani ultra 64enni non autosufficienti, con gravi deficit psico-fisici o patologie come le demenze, che necessitano di assistenza sanitaria, socio-assistenziale e riabilitativa ad alta integrazione, e che non possono essere assistiti a domicilio.

Alla luce delle norme attuali, non è più possibile mantenere all’interno della stessa struttura una convivenza tra utenti autosufficienti e non autosufficienti senza una chiara separazione, sia funzionale che strutturale.

Già nel 2022, a seguito di ispezione della ASL Bari (verbale n. 25), effettuata per la conferma dell’autorizzazione e dell’accreditamento della struttura, era stata evidenziata questa criticità. Tra le prescrizioni indicate vi era l’obbligo per il Comune di procedere alla separazione funzionale e strutturale tra Casa di Riposo e RSA, ribadendo che la Casa di Riposo deve configurarsi come entità autonoma, articolata in più moduli” (ex art. 65).

Nel frattempo, il Comune ha già avviato una serie di interventi per adeguarsi alle richieste della ASL, tra cui:

  • lavori per il miglioramento della raccolta delle acque meteoriche
  • realizzazione di una rampa per persone con disabilità, con rifacimento del manto stradale dei viali di accesso
  • riorganizzazione dei percorsi interni sui piani (tracciato sporco/pulito)
  • adeguamento delle porte (apribili verso l’esterno)
  • ampliamento della palestra

Con questo comunicato, la Cooperativa ritiene doveroso informare la cittadinanza sulle attività che porta avanti dal 1985, nel segno della trasparenza.

Si tratta di un intervento privo di qualsiasi finalità politica, ma motivato esclusivamente dalla volontà di contribuire alla costruzione di servizi sociali sempre più adeguati ai bisogni reali delle persone, in particolare di quelle più fragili.

Alla luce dell’esperienza maturata e del confronto con professionisti del settore, riteniamo che oggi sia necessario ripensare anche le soluzioni dedicate agli anziani autosufficienti.

In questa direzione, una possibile risposta è rappresentata dalle cosiddette “case insieme”: modelli abitativi più moderni, pensati per anziani soli ma ancora autonomi, che favoriscono socialità, supporto leggero e qualità della vita.

Si tratta di soluzioni in linea con i nuovi bisogni della popolazione anziana e che potrebbero essere sviluppate anche attraverso una programmazione attenta delle risorse, comprese quelle derivanti dalle attività di una RSA convenzionata, come quella di Santeramo in Colle.

È quindi fondamentale chiarire un punto: la “Simone-Calabrese” non chiude. Sta invece attraversando un percorso di adeguamento necessario, già previsto dalle normative e richiesto dai reali bisogni della popolazione. Più che una chiusura, si tratta di un’evoluzione. Un cambiamento che può generare preoccupazione, ma che ha un obiettivo preciso: garantire servizi più adeguati, più sicuri e più coerenti con le esigenze degli anziani di oggi.

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