08/08/2026 06:38

IL CIMITERO DELLA NATURA: UN PROBLEMA TUTTO NOSTRO!

Ci guardiamo intorno e, improvvisamente, ci rendiamo conto di essere gli unici con un degrado così scandaloso.

Quel rettangolo di terra, una volta chiamato “parco”, non è più un luogo di rigenerazione, ma un monumento al degrado urbano. Non un solo rettangolo ma tanti rettangoli, tutti uguali, tutti lasciati ardere come fossero di nessuno!

Siamo circondati da una retorica stucchevole circa il buon governo del comune di Santeramo. Solo proclami! Eppure, varcando la soglia di tutte le aree verdi cittadine, la realtà ci schiaffeggia con una violenza inaudita. Non stiamo parlando di parchi poco curati, ma di pezzi di territorio abbandonati a se stessi, dove l’incuria non è un incidente, ma una scelta politica sistematica o, se vogliamo essere più buoni, una grave incompetenza di chi li gestisce e dei nostri amministratori. Cos’altro?

L’anatomia di un abbandono

Entrare in questi spazi significa compiere un viaggio archeologico nel fallimento dell’amministrazione comunale e nel silenzio dell’incuria. L’assenza di manutenzione ordinaria trasforma questi spazi in zone franche, luoghi dove il degrado attira altro degrado, allontanando le famiglie, i cittadini onesti e la stessa idea di “comunità”.

Siamo gli unici a vedere la contraddizione stridente tra i rendering patinati dei nuovi progetti di riqualificazione e la desolazione dei parchi esistenti? È una strategia deliberata, lasciare che l’esistente si sgretoli per giustificare operazioni di “restyling” (spesso speculazioni mascherate) invece di investire sulla cura quotidiana e silenziosa del territorio?

La resa del civismo

L’abbandono di un parco è la rottura di un patto sociale. Quando il comune si ritira dalla gestione del verde, o non è in grado di gestirla, comunica implicitamente che quel bene comune non ha valore. E quando un bene comune perde valore, perde anche il rispetto da parte di chi lo abita.

Ci ritroviamo così a camminare tra i viali desolati di quella che avrebbe dovuto essere la nostra oasi urbana, sentendoci degli alieni in una città che ha preferito ignorare piuttosto che preservare. Il degrado è il segno tangibile di una classe dirigente che ha smesso di guardare verso il basso, verso la terra, verso le radici. Distratti da cosa?

Siamo gli unici a denunciare questo cimitero a cielo aperto, ma finché l’indifferenza resterà la politica dominante, questi parchi continueranno a essere specchi del nostro progressivo declino civico. Non ricordo che in passato ci sia stata una situazione peggiore.

A quanto già trattato nelle scorse settimane, riguardo Piazza Berlinguer, il parco della Pietà e il nuovissimo fiore all’occhiello (Parco Mele) si aggiungono altre vergognose testimonianze di uno stato di abbandono unico più che raro.

Il parco di Via Lecce e il parco intitolato al caro Don Nicola. Siamo sempre a Santeramo in Colle. Eccoli di seguito, anche questi senza più un solo germoglio di prato verde.

PARCO DON NICOLA

 

PARCO DI VIA LECCE

E adesso tanto per consolarci vi presentiamo uno dei tantissimi parchi in buona salute esistenti in puglia, in italia e nel mondo.

Siamo a Castellaneta, a pochi chilometri da noi. Non è un montaggio o una magia. Potete visitarlo quando volete: si chiama Giardino Speziale, inaugurato rispettosamente e senza inutili vanti e prosopopee lo scorso ottobre dall’amministrazione comunale. È stato pensato in ogni dettaglio, è stato progettato da umani e non da alieni. Viene curato ogni giorno dell’anno. La gente lo sente proprio, è felice, lo rispetta, non c’è bisogno di vigilanza. Complimenti al sindaco Gianni Di Pippa e a tutta l’amministrazione comunale.

GIARDINO SPEZIALE – CASTELLANETA (TA)
UN’ALTRA VEDUTA DEL GIARDINO SPEZIALE

 

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