Luci, concerti e selfie per la festa patronale. Intanto, nel silenzio delle istituzioni locali, il Gruppo Natuzzi chiude tre stabilimenti, incluso Santeramo. Perdiamo il nostro polo industriale più importante mentre la politica guarda altrove.
Vedere i nostri amministratori concentrati sulla visibilità “social” mentre il territorio perde il suo motore economico fa male. Le famiglie chiedono tutele e lavoro, non distrazioni di massa. È ora che la politica locale si svegli.
Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori del Gruppo Natuzzi e dell’indotto del Distretto del Salotto della Murgia. Dietro cassa integrazione, licenziamenti ed esuberi ci sono famiglie, competenze storiche e l’identità di un territorio che per decenni è stato motore manifatturiero della Puglia.
Ma la solidarietà non basta. Occorre chiarire le responsabilità politiche ed economiche di una crisi che viene da lontano e che vent’anni di amministrazione regionale di sinistra non hanno saputo – o voluto – prevenire e gestire.
Il declino del Distretto della Murgia non è frutto del destino o della sola concorrenza internazionale: è il fallimento delle politiche industriali dirigiste, assistenzialiste e centraliste che hanno ingessato la Puglia negli ultimi vent’anni.
Per vent’anni i governi regionali di sinistra hanno ridotto la politica industriale a sussidi a pioggia e bandi iper-burocratici, invece di creare condizioni strutturali per la competitività. La Regione ha tentato di pianificare l’economia dall’alto, ignorando le reali dinamiche del mercato.
I Distretti Industriali, nati sulla carta come motori dello sviluppo locale, sono diventati contenitori burocratici privi di flessibilità. Così le risorse pubbliche, compresi i fondi europei (FESR), sono state disperse in mille rivoli assistenziali anziché concentrate su pochi nodi strategici per la crescita di lungo periodo.
Oggi ci rivolgiamo al Governo nazionale affinché attivi tutti gli strumenti necessari per garantire la continuità del lavoro attraverso un nuovo piano industriale del Gruppo Natuzzi SpA.
La Regione Puglia si attivi:
– per trasformare le aree in crisi del Distretto in zone a burocrazia zero e a fiscalità dí vantaggio per favorire nuovi investimenti da parte delle a imprese e attrarre investitori internazionali capaci di assorbire i lavoratori in esubero;
– utilizzo vincolato dei fondi di coesione per ammodernare la viabilità (le nostre strade sembrano “mulattiere”) e i collegamenti stradali e ferroviari per ridurre i costi di trasporto;
– sostituire i corsi di formazione regionali “di facciata” con voucher formativi gestiti direttamente dalle Imprese o da enti bilaterali, per riqualificare i lavoratori della filiera del mobile imbottito verso le reali necessità tecnologiche attuali.
Michele Digregorio
già Sindaco di Santeramo