18/05/2026 04:44

COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO “GILET ARANCIONI”

L’8 aprile 2026 sarà ricordato come il giorno della fine di un regime politico che da troppi anni sta devastando in Italia la democrazia, la libertà e il rispetto delle massime Istituzioni della Repubblica.

La Corte di Appello di Roma ha assolto il Generale Antonio Pappalardo dal reato di vilipendio nei confronti di Sergio Matterella, confermando la sentenza di primo grado.

Il Generale Antonio Pappalardo, nelle sue dichiarazioni spontanee, ha riferito che una delegazione di 11 persone del Movimento Liberazione Italia il 21 dicembre 2017 si è presentata a Palazzo Quirinale e ha proceduto all’arresto di Sergio Mattarella per usurpazione del potere politico, delitto che prevede la reclusione sino a 15 anni, essendo stato eletto il 31 gennaio 2015 da Deputati che non si erano ancora convalidati e che nemmeno si potevano convalidare perchè la legge elettorale, cosiddetta “Porcellum”, era stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta nel 2014. Il Generale Pappalardo ha esibito il verbale di arresto compilato presso la Stazione Carabinieri di Roma/Quirinale, che attesta l’avvenuto arresto,

Il Generale Pappalardo ha segnalato l’inammissibile ignavia della Procura della Repubblica di Roma, che ha omesso di svolgere i dovuti accertamenti per verificare il grave vulnus istituzionale e la complicità di una polizia politica, che si annida nella Polizia di Stato e nell’Arma dei Carabinieri, e della stampa, quotidiani nazionali e regionali, agenzie di stampa, tranne ADN Kronos, e TV, quali, Rai, Mediaset, La7, vari conduttori televisivi, come Vespa, Gruber, Giletti, Del Debbio, Giordano ed altri che, sebbene invitati, non hanno inteso partecipare al processo in un clima di dittatura mediatica che è del tutto evidente, che è stata segnalata al Collegio della Corte di Appello.

Il Generale Antonio Pappalardo ringrazia la folta delegazione presente dei Gilet Arancioni che, in 10 anni di patimenti e sofferenze gli sono stati vicini, e segnala le condotte riprovevoli di personaggi, come Parenzo, Calenda, Telese, Giletti e altri che lo hanno nel tempo deriso, offeso, per le quali condotte è stato conferito mandato ai legali di procedere nei loro confronti sul piano penale e civile.

Il Generale Antonio Pappalardo ringrazia soprattutto i suoi due legali, Avvocati Chiesi Guendalina e  Corrado Viazzo, perche hanno brillantemente confutato le tesi del Sostituto Procuratore Generale che aveva chiesto la sua condanna ad un anno di reclusione, rilevando, fra l’altro, l’incostituzionalità del vilipendio, odioso retaggio del regime fascista, che recenti sentenze della CEDU hanno rilevato inammissibile in un sistema democratico, che viene spesso usato per tacitare la libera critica politica.

L’avv. Chiesi Guendalina, al termine del suo intervento ha chiesto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Roma per il reato di usurpazione di potere politico.

Il Generale Antonio Pappalardo, al termine delle sue dichiarazioni, ha fatto presente al Collegio giudicante che il novellato art. 111 della Costituzione gli consentiva, per provare il reato di usurpazione di potere politico, di chiedere l’interrogatorio del Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, del senatore Roberto Calderoli, del Capo del Governo Giorgia Meloni, di Beppe Grillo, di autorevoli costituzionalisti, che nel tempo hanno dichiarato che Presidente della Repubblica, governanti e parlamentari erano tutti illegittimi, e lo stesso Sergio Mattarella per porgli alcune domande, soprattutto una: “Lei sapeva che i 630 Deputati, che l’hanno votata, non erano convalidati e nemmeno si potevano convalidare? Come mai ha accettato i loro voti e per 10 anni è rimasto a svolgere le mansioni di Presidente della Repubblica, massimo garante dei principi e delle norme costituzionali?”

Ma Pappalardo, uomo della Istituzioni, non ha fatto la sua richiesta per rispetto del Collegio, certo che gli avrebbe reso giustizia, premiando il suo attaccamento ai valori della Repubblica democratica, nel momento in cui ha deciso di essere rinviato a giudizio, unico caso nella storia giudiziaria del nostro Paese, per il risanamento del nostro ordinamento democratico.

Al termine del suo mandato come Presidente dell’ANM, Cesare Parodi, ha detto che con il NO degli Italiani alla riforma di alcune norme costituzionali da parte del governo Meloni, “si è fatta luce, ma che adesso occorre pulire la casa”.

I Gilet Arancioni, che già nel 2020 hanno per primi svolto manifestazioni in tutta Italia contro la falsa pandemia del COVID, sono pronti, con il concorso degli Italiani che non votano più questo regime politico, a pulire “CASA ITALIA”, cominciando da talune istituzioni dello Stato e da talune Procure della Repubblica.

“L’ILLEGALITA’ NON PREMIA MAI”, DICEVA GIOVANNI FALCONE!

Roma, 9 aprile 2026

 Il Consiglio Direttivo Nazionale

Movimento “Gilet Arancioni”

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