“La riorganizzazione della sanità territoriale in Puglia richiede oggi scelte rapide che valorizzino tutte le professionalità già presenti nel sistema sanitario regionale. – aggiunge Anelli – Il servizio di emergenza territoriale 118 rappresenta un presidio essenziale per garantire la tutela della salute dei cittadini pugliesi, soprattutto nella stagione estiva, quando il sistema sanitario regionale è chiamato a fronteggiare una domanda assistenziale inevitabilmente più elevata a causa della presenza di migliaia di turisti sul territorio”.
“Occorre però guardare oltre la funzione tradizionale del 118 legata esclusivamente alla gestione delle emergenze-urgenze sul territorio. – precisa Anelli – I medici dell’emergenza territoriale costituiscono oggi una risorsa strategica fondamentale nella costruzione dei nuovi modelli organizzativi previsti dalla riforma dell’assistenza territoriale. Le competenze maturate da questi professionisti nella gestione delle patologie tempo-correlate – come infarto, ictus, insufficienze respiratorie acute e altre condizioni cliniche ad elevata criticità – così come nella collaborazione con i medici di famiglia per le riacutizzazioni di patologie croniche, rappresentano un patrimonio professionale di straordinario valore che può essere messo al servizio di una più efficiente organizzazione della rete assistenziale regionale”.
“La presenza capillare delle postazioni del 118 e l’integrazione operativa dei medici dell’emergenza all’interno delle future Case di Comunità possono contribuire in maniera determinante alla costruzione di percorsi assistenziali innovativi, capaci di intercettare precocemente i bisogni di salute e, soprattutto, di ridurre significativamente gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. È arrivato il momento di completare questo percorso. La firma dell’accordo regionale non può più attendere”. – conclude Anelli.