23/11/2017 02:43
VOGLIAMO LAVORARE…VOGLIAMO LAVORARE…VOGLIAMO…

VOGLIAMO LAVORARE…VOGLIAMO LAVORARE…VOGLIAMO…

Diciotto donne santermane della mensa scolastica in protesta. Sindaco latitante. Deplorevole il comportamento del Vice Sindaco Tina Cacciapaglia.

Civilissima ma energica protesta questa mattina sulla scale del palazzo municipale. Incatenate alla ringhiera, diciotto donne santermane che a squarciagola hanno gridato in continuazione “Vogliamo lavorare…vogliamo lavorare…”. Sono le diciotto donne che, ben organizzate in cooperativa sociale, per oltre 30 anni hanno gestito la mensa scolastica, dando da magiare a migliaia e migliaia di bambini delle scuole materne e delle poche classi a tempo pieno della scuola primaria senza mai subire contestazioni di alcune genere e con sommi apprezzamenti dei loro genitori e del personale scolastico. Si può ben dire che una egregia scuola alberghiera non avrebbe fatto meglio. A motivo della protesta, sicuramente destinata a continuare anche nei prossimi giorni, la nuova aggiudicazione della mensa scolastica ad una impresa di Milano, la Dussmann Service srl, dopo la rinuncia della Cascina Global Service di Roma. Il capitolato di gara prevedeva che la ditta aggiudicataria dell’appalto doveva assumere alle proprie dipendenze le diciotto donne santermane per garantire loro, nella continuità, il posto di lavoro. Tra queste donne, vi sono alcune portatrici di handicap, vedove, nullatenenti ed altre con gravi problemi familiari. Una dignitosa cooperativa di povere donne, quindi, che con tenacia si sono conquistate il pane con il loro lavoro e con la loro onestà. Ora rischiano di essere utilizzate a part time. La ditta neo aggiudicataria assicura loro solo due ore di lavoro al giorno per uno “stipendio mensile” di circa duecento euro. Una elemosina, ma soprattutto, una dignità umana e professionale che viene messa sotto i piedi.

“Vogliamo lavorare…vogliamo lavorare”. Ad ascoltarle soltanto dalle scale i dipendenti comunali, diversi cittadini che hanno portato loro la solidarietà, il caro amico Pasquale che, ancorché in condizioni economiche precarie, le ha ristorate con un caffè e nessuno amministratore.

Il sindaco? Latitante. Stando alle affermazioni delle donne in protesta, il sindaco avrebbe assicurato la nuova ditta che le donne “hanno accettato le due ore di lavoro al giorno e che quindi tutto è pronto per iniziare la mensa il prossimo 17 ottobre”. La rabbia era ancor più incontenibile perché affermazione menzognera. Il Sindaco, inoltre, avrebbe detto alle donne che la nuova ditta non fa beneficenza. Roba da matti!

A seguire a distanza da Piazza Municipio la protesta, l’avv. Tina Cacciapaglia. Deplorevole il suo comportamento da Vice Sindaco. Non ha avuto il coraggio di presentarsi dinanzi alle donne incatenate almeno per portare la sua solidarietà di donna e per dare qualche seria assicurazione sul loro prossimo futuro lavorativo. A questo proposito ha detto limpidamente al alcuni che le stavano intorno di non saper nulla a tale riguardo. Gravissime parole per una persone che è vicaria del sindaco e che, quindi, come tale deve sapere tutto del Comune.

In Via Palombaio, invece, abbiamo salutato in contemporanea alla protesta il consigliere comunale Sel Fabio Sampaolo. Forse avrà preferito passare dal retro del palazzo municipale. Di tutti gli altri amministratori, zero. Non hanno capito, ma meglio dire, non sono dotati per affrontare e risolvere i problemi. Per loro, risolvere le cose sta nel dribbarle. Ma ancora per pochissimi mesi.

Alle donne in protesta, tutta la nostra sincera solidarietà.

 

 

Un commento

  1. Appena si presenta un piccolo problema, nel nostro comune regna il caos. Nella notizia si legge di amministratori latitanti!
    Perchè Santeramo ha amministratori?
    Chi ha il coraggio di rispondermi, lo facesse: Santeramo è guidata da gente responsabile o da pupazzi?
    Quale curriculum e quale esperienza di vita o professionale ha chi occupo le poltrone del palazzo?
    Pensate, io neanche li conosco i miei amministratori, so solo che sono lì come degli affamati, ad elemosinare la paga mensile che noi tutti paghiamo loro. E strisciano come vermi per paura di perdere il gettone, perchè se ciò accadesse tornerebbero a chiedere un tozzo di pane per sopravvivere…
    Eppure nessuno cittadino ha diritto di lamentarsi, nessuno, almeno tra chi li ha votati… Questa gente non è lì per caso, è stata votata dai poveri stupidi santermani… E sarà ancora così !

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