24/11/2017 19:32
VIA IACOVIELLO E LE FERMATE DEI BUS: TUTTO TACE

VIA IACOVIELLO E LE FERMATE DEI BUS: TUTTO TACE

La questione ancora irrisolta e le considerazioni di un nostro concittadino che propone la nascita di un nuovo comitato.

Molto si è detto sull’inversione del senso di marcia di via Jacoviello, gli argomenti contro tale scelta sono infiniti, ma, con la revoca dell’ordinanza, tutto è superato. I commercianti della zona (ma solo di via Jacoviello? Ne siamo così sicuri?) hanno pagato pesantemente con un calo dei guadagni; i cittadini hanno pagato con un peggioramento della qualità della vita nelle strade intasate dal traffico e così via. Tutto era stato previsto, da tutti. Ma non era stato previsto da chi è deputato a farsi carico, in modo possibilmente equilibrato, dei bisogni della città.

 Resta in ballo la questione delle fermate (non “della” fermata, si badi bene) degli autobus.

Paradossalmente lo spostamento delle fermate è più importante della “questione commercianti”. Provo a spiegarne le ragioni.

 I commercianti tutelano un interesse di categoria, legittimo, ma di categoria. Hanno dimostrato di saper affrontare i problemi inserendoli nel contesto più ampio della vita complessiva della città. Hanno dimostrato tutti i limiti e le criticità dell’inversione del senso di marcia di via Jacoviello portando buona parte dei cittadini (probabilmente la stragrande maggioranza) dalla propria parte, hanno perseguito un obiettivo di categoria in modo non egoistico. Inoltre il coordinamento dei commercianti aveva un altro vantaggio: essendo individuabili i soggetti penalizzati è risultato facile riunirsi, organizzarsi, coordinarsi, individuare gli interlocutori, decidere le azioni di “lotta”. I commercianti hanno saputo spiegare le proprie ragioni, hanno saputo coinvolgere la città e hanno vinto. In un certo senso sono stati capaci di essere autorevoli.

 Più complicata invece una azione per il ritorno delle fermate autobus in via Jacoviello e via Stazione. I soggetti penalizzati possiamo difficilmente definirli in una categoria omogenea. Ci sono gli studenti delle scuole superiori, gli studenti universitari, gli impiegati degli enti pubblici o privati, i lavoratori che fanno i turni, anche notturni o festivi, gli utenti occasionali.

Da sottolineare: gli utenti occasionali degli autobus sono, in larghissima parte, anziani che hanno bisogno di raggiungere, per esempio, luoghi di cura. Tali utenti sono occasionali, ma sono numerosissimi. Inoltre la loro presenza non è solo frequente, è assolutamente costante.

Creare un coordinamento di tali utenti è piuttosto complicato, complicato organizzarsi, verificare le diverse esigenze, trovare un luogo dove riunirsi.

 La viltà (uso tale termine non nel senso di una caratteristica della persona, ma secondo il proverbio che recita: “La più grande viltà è quella di non far bene quando si può”) della scelta del sindaco di portare in periferia le fermate sta proprio in questo: colpire dei soggetti che non riusciranno mai ad organizzarsi per contestarlo. Inoltre si colpiscono dei soggetti virtuosi: tutto si poteva fare per ridurre l’inquinamento nelle zone centrali della città (le zone a vocazione “pedonale”, secondo il sindaco), tranne penalizzare il trasporto pubblico. In nessuna parte d’Italia si può riscontare una scelta simile. Il trasporto pubblico extraurbano rimane in periferia solo nelle grandi città dotate di stazioni di scambio e con un efficiente e capillare sistema di trasporto pubblico urbano.

A Santeramo perfino il tram cittadino non percorre le vie del centro! Tutto questo ha dell’incredibile!

 Inoltre, prendiamo il caso degli autobus della SITA in partenza da Santeramo. Cartina della città alla mano, proviamo a esaminare il percorso dei mezzi: la parte di città che resta lontana dalle attuali fermate è enorme, le fermate sono molto decentrate, in zone assolutamente non servite. Bisogna considerare che le fermate vengono utilizzate in tutti i giorni dell’anno, con qualsiasi tipo di condizione atmosferica, nell’arco delle ventiquattro ore, da utenti con le più diverse esigenze.

Per ovviare a queste situazioni l’amministrazione, accogliendo le richieste di un inesistente “comitato fermate sita” (inesistente in quanto rispondeva solo agli egoismi di qualche singolo utente SITA), provava a chiedere alla SITA di effettuare un lungo e tortuoso percorso cittadino pur di ripristinare la fermata di piazza Tienanmen. E tutto questo con aumento di inquinamento (ma l’inquinamento è grave solo se riguarda il centro della città?) e aumento dei tempi di percorrenza.

 Infine la questione dei tempi di percorrenza degli autobus. Tale situazione condiziona il modo che ha la città di inserirsi in un più ampio sistema di trasporti. I ritardi degli autobus in uscita da Santeramo si ripercuotono sugli utenti (nel caso della SITA) di Cassano, Sannicandro, Bitritto.

 La battaglia degli utenti del trasporto pubblico è ancora da cominciare. Bisogna ottenere il ripristino delle fermate di via Jacoviello e di via Stazione (angolo via San Vincenzo de Paoli).

Propongo a tutti coloro che condividono il mio scritto di utilizzare tutti i mezzi disponibili (articoli o commenti sulle pagine web dei siti di informazione locale on-line, email a Sindaco e Assessore competente, interventi sui social network) per far conoscere la propria opinione.

Raccontiamo le nostre storie.

Invito tutte le persone interessate a coordinarsi per avviare un percorso per costituire un vero e proprio comitato.

 Raffaele Paradiso

14 commenti

  1. ASSURDO,SE PER FAVORIRE QUALCUNO CHE NON VUOLE LA FERMATA A LARGO STAZIONE, SI RIPRISTINA IL VECCHIO PERCORSO E SI TORNA AD INQUINARE IL CENTRO.

    PER QUANTO RIGUARDA I VIAGGIATORI, PENSO CHE TUTTI VOGLIAMO LA FERMATA SOTTO CASA, E CHI RAGGIUNGE LA FERMATA DA VIA IAZZITIELLO CHE FACCIAMO GLI MANDIAMO UNA MACCHINA CON L’AUTISTA PER ACOMPAGNARLO ALLA FERMATA?

  2. PARADISO, ci tengo a precisare che a noi pendolari Santeramo-Bari, non ci interessa minimamente dell’inversione di marcia via Iacoviello, anche se personalmente ritengo che almeno i pullman dovrebbero continuare il percorso attuale, al fine DI INQUINARE MENO IL CENTRO ABITATO, anche perchè in passato abbiamo manifestato per avere una strada che deviasse i mezzi pesanti (spero che gli amministratori TUTTI di destra o di sinistra ne tengano conto), a noi interessa invece che venga ripristinata la fermata al Largo Stazione, al fine di poterci riparare dal freddo e dalla pioggia, visto che l’attuale fermata è priva di illuminazione e di riparo dalle intemperie.
    PARADISO, NOI NON STRUMENTALIZZIAMO! VOGLIAMO I NOSTRI DIRITTI, COME CITTADINI E VIAGGIATORI. SPERO CHE GLI AMMINISTRATORI NE PRENDANO ATTO!

    • raffaele paradiso

      Gentile vito, il mio intervento era assolutamente a titolo personale. Del resto inquadravo le questioni alla luce di una serie di fatti e atti amministrativi che hanno causato anche un peggioramento delle condizioni di fruibilità dei servizi di trasporto pubblico extraurbano. Vedo, invece, che lei riesce a parlare a nome dei “pendolari Santeramo-Bari”. Escludere gli autobus dal centro urbano è un fatto che mi sembra grave, l’ho scritto, proprio perché si tratta di un servizio PUBBLICO. Sui mezzi pesanti fuori dal centro urbano sono d’accordo con lei. Ma dovrebbe spiegarmi cosa c’entrano gli autobus con i mezzi pesanti! Non sono annoverati fra i mezzi pesanti. Inoltre apprendo che nella fermata di largo Stazione ci si può riparare dal freddo e dalla pioggia. Magari potrà riuscire a ripararsi dal sole in estate, ma solo da quello. A voi interessa una cosa sola, di quello che può interessare al resto degli utenti non vi importa. Bene. Lei sa che per riuscire a farsi ascoltare dagli amministratori bisogna, perlomeno, riuscire a fare massa. Massa critica. Altrimenti può dire arrivederci ai suoi diritti. Naturalmente io non strumentalizzo, davo solo il mio, inutile, contributo. Cordialità, raffaele paradiso.

      • SIG. PARADISO, forse a lei e agli ammistratori (DI QUALSIASI MOVIMENTO) vi sfugge che un AUTOBUS INQUINA COME 300 AUTO, moltiplicando per circa 200 pulman SITA ed STP, sono circa 6.000 auto al giorno che attraversano il centro abitato. SAREBBE INVECE ORA CHE SI SPOSTI AL NUOVO CAMPO SPORTIVO IL CAPOLINEA!

  3. Egregio Signore Paradiso,

    Sei un “LADRO” DI RISULTATI !!!!

    Complimenti per il “Suo” VERO COMITATO, però un sbagliare INDIRIZZO !!!!

    • Egregio signore Anonimo, anche se so benissimo chi sei, ero curioso di sapere di quali risultati sarebbe ladro il signore Paradiso visto che non è stato raggiunto alcun risultato.
      Mi permetto di farti notare solo una cosa. La lettera di Paradiso potrà risultare non condivisibile, contenere opinioni discutibili, ma è ben argomentata; il tuo intervento è pura aria fritta fatta di nulla assoluto. Cosa volevi dire con le due righe che hai scritto? Cosa significa “però un sbagliare INDIRIZZO !!!!”?

    • raffaele paradiso

      Gentile Anonimo, non ho potuto verificare alcun risultato raggiunto dal suo comitato. Pertanto non mi sento un ladro. Ma forse mi sfugge qualcosa. Il mio non è il VERO COMITATO. Non è neanche un comitato. Io proponevo di provare a coordinarsi per ottenere il ripristino di tutte le vecchie fermate. Mi sembra l’unica richiesta sensata. Per ora l’unico risultato raggiunto è quello delle 2.570 firme raccolte dal coordinamento dei commercianti di via Jacoviello (più altri) con cui si chiedeva, fra l’altro, proprio il ripristino delle vecchie fermate. Forse sarebbe opportuno condividere le “battaglie”. Per quanto possibile. Cordialità, raffaele paradiso.

  4. Chi scrive in questo momento è una dei componenti del comitato che lei dice che è inesistente.
    Lei stà parlando tanto per dare fiato alle corde vocali.
    Voglio precisare che noi non abbiamo chiesto di ripristinare la fermata di piazza Tiennamen ma di ripristinare quella della stazione.
    Non certamente per soddisfare gli egoismi di nessuno la invito a venire in quella fermata soprattutto quando piove e c’è vento e intemperie varie quella è una fermata non idonea per nessuno non solo e decentrata e soprattutto non a norma per tutti e pienadi barriere architettoniche per farle capiire meglio è priva di pensilina e messa in mezzo alla campagnia.
    Non mi voglio dilungare di più

    • Gentile signora Maria Lucia, Lei vuole precisare che non avete chiesto di ripristinare la fermata di piazza Tienammen ma di ripristinare la fermata di largo stazione. Però prima vada a rileggere quanto è stato scritto a nome e sostegno di questo comitato fermata sita largo stazione su questa stessa testata nei giorni 22-23-26-27 Ottobre c.a. Poi faccia sapere.

    • raffaele paradiso

      Gentile Maria Lucia Pedditzi, ho scritto anch’io della inadeguatezza e della mancanza di sicurezza complessive delle fermate in periferia. Perché come comitato non vi siete preoccupati di considerare i disagi di tutti, in tutte le attuali fermate. I problemi si risolvono ripristinando la fermata di largo stazione? E tutto il resto? Forse lei pensa, secondo il detto “ognuno per sé”? Inoltre, leggo su santeramo.it del 22 ottobre “il neo comitato si era prodigato, con documentate e circostanziate evidenze a far ripristinare la fermata di largo stazione. In corso d’opera, da un banale approfondimento potrebbe essere emersa la semplicità con cui era possibile ripristinare sia la fermata di piazza Tienanmen che quella storica di via Cassano”. Io non credo che sia stato una invenzione del giornalista, piuttosto penso che l’articolo sia frutto di una comunicazione del comitato stesso. Semplicemente tutto ciò mi sembra impraticabile in quanto si chiederebbe alla SITA di sostituirsi al servizio di trasporto urbano. Basta leggere le giustissime conclusioni (e i vari commenti all’articolo) del Sig. Mario Digregorio in “La commedia infinita delle fermate Sita” del 1° novembre. Forse il comitato avrebbe dovuto scegliere una strategia che avesse, alla base, una valutazione più complessiva delle questioni. Nel mio scritto ho proposto un ragionamento un po’ più ampio. Cordialità, raffaele paradiso.

  5. Egregio SIGNORE
    ho letto il Suo articolo e sono dispiaciuta per le evidenti inesattezze…..mi sembra disinformato “sull inesattezze comitato”.
    Tengo a precisare che lo stesso ha raccolto oltre 150 adesioni e, quindi, non risponde “solo agli egoismi di qualche singolo utente sita”.
    La invito ad informarsi meglio e Le preciso che non abbiamo chiesto nessun “nuovo percorso” ma solo il ripristino della fermata largo stazione.
    Aggiungo che in qualsiasi comune le fermate degli autobus, di norma, coincidono con la stazione FS
    Le auguro che il suo. .”vero comitato” possa ottenere risultati a favore dei cittadini utenti
    Isabella De Girolamo.componente comitato fermata Largo Stazione

    • Gentile signora Isabella, Lei vuole precisare che non avete chiesto nessun “nuovo percorso”
      ma di ripristinare la fermata di largo stazione. Però prima vada a rileggere quanto è stato scritto a nome e sostegno di questo comitato fermata sita largo stazione su questa stessa testata nei giorni 22-23-26-27 Ottobre c.a. Poi faccia sapere.

    • raffaele paradiso

      Gentile Isabella De Girolamo, le mie inesattezze potrebbero essere causate dal fatto che del comitato fermata sita largo stazione non si trova notizia in nessun sito web, non si ha notizia di alcun atto ufficiale se si esclude ciò che, con molta puntualità e meritoriamente, ha reso noto la testata santeramo.it. Avete chiesto solo il ripristino della fermata di largo stazione, è vero, inizialmente. Quello che vi contesto è di non avere fatto una richiesta organica che andasse incontro alle esigenza della comunità intera. In questo senso parlavo di egoismo. Cordialità, raffaele paradiso.

  6. Complimenti per l’articolo , per fortuna la richiesta fatta alla sita di ripristinare la fermata in piazza tienanmen in quel modo a dir poco discutibile pare sia stata rimandata al mittente , dico per fortuna perché far rientrare i pulman nell’abitato avrebbe creato disagi enormi e pericoli ai pedoni .

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