18/01/2018 23:02
UNA SU MILLE FINALMENTE CE L’HA FATTA

UNA SU MILLE FINALMENTE CE L’HA FATTA

Due o tre operai si stanno adoperando a chiudere qua e là le buche di maggiori dimensioni sulla sede stradale di maggior traffico, quelle che abbiamo definito “vasche da bagno”. Per un’altra buca 21.300 euro.

 

“Uno su mille ce l’ha fa”, il noto brano musicale cantato da Gianni Morandi, ci ha ispirato a parafrasare il titolo di questa news: “Una su mille ce l’ha fatta”. Riguarda le tante buche presenti sulla sede stradale di Santeramo. Negli ultimi due giorni, infatti, un modesto camioncino carico di bitume si aggira tra le strade maggiormente trafficate. Due o tre operai si stanno adoperando a chiudere qua e là le buche di maggiori dimensioni, quelle che abbiamo definito “vasche da bagno”. Tanti cittadini stanno tirando un sospiro di sollievo sperando che nei prossimi giorni il ripristino riguarderà anche le strade interne, ovvero quelle strade dei quartieri che sono interessate da minore intensità veicolare. Per il momento possiamo dire che finalmente una buca su mille ce l’ha fatta. Staremo a vedere se, come e quando saranno considerate le altre “999” buche e le altre “dieci mila” delle strade vicinali. Se c’è una perplessità, riguarda l’utilizzo del bitume a freddo che, pare, non abbia la stessa compattezza e tenuta di quello a caldo. Si teme che le prossime piogge le riaprirebbero. Rimanendo nel tema, il Comune di Santeramo si appresta a scucire dalle proprie casse oltre 21 mila euro per risarcire una signora che nel lontano aprile del 2006 denunciava di essere incappata in una buca su Via Japigia, angolo Via Nunzio Lillo. Dopo tanti anni, precisamente il 20 ottobre 2014, il Tribunale di Bari ha riconosciuto le ragioni della signora ed ha condannato il Comune a pagare 15.170 euro, oltre interessi, per i soli danni. In aggiunta, circa mille euro per spese mediche documentate e oltre 5.000 euro per spese legali. Bene. Anche questa è fatta. Sotto la prossima e chissà cosa riserverà alle casse comunali il futuro per i danni causati dalle buche datate 2014, 2015 e precedenti. Le nostre buche non hanno scadenza come i prodotti alimentari.

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