23/11/2017 14:12
UNA NOMINA CHE TARDA A VENIRE

UNA NOMINA CHE TARDA A VENIRE

“… per ragioni strettamente personali rassegno le mie dimissioni da segretario del PD santermano. Firmato: dr. Giuseppe Porfido” ( g. 04/04/16);

e più tardi:

“…ringrazio Peppino Porfido per aver svolto con competenza, passione e costante dedizione la funzione di segretario del partito democratico a Santeramo. Firmato: Michele D’Ambrosio” (g. 06/04/16)”.

Se del tutto insoddisfacente, perché oltremodo lacunosa, è stata la dichiarata motivazione che avrebbe portato alle dimissioni l’ormai ex segretario, non va certamente oltre il canonico e trito rito di circostanza quanto espresso da D’Ambrosio. Per non dire della “ competenza”, “passione” e “costante dedizione”, ai più non pervenute.
Da quei primi giorni dello scorso aprile sono trascorse più settimane e la nomina del nuovo segretario Pd a Santeramo tarda a venire.
Una delle nostre testate giornalistiche, spintasi nei giorni scorsi ad annunciare quale unico successore di Peppino Porfido l’inoccupato Marcello Putignano, nel giro di una trentina di minuti dalla pubblicazione ha provveduto a rimuovere il tutto, ripiegando su riproposizione di notizie della settimana precedente (Tari e Nuova Sede Conservatori e Riformisti; g. 29/04/16).
Dalle segrete stanze del Pd di Via Roma non pervengono spifferi. Non è difficile tuttavia immaginare il poter essere in corso una sorta di serrato consuntivo su questi anni di gestione D’Ambrosio, così tanto caratterizzati da più di un capriccio e conseguenti obbligati ripensamenti.
Nel giudizio collettivo non naviga in buone acque l’insegnante di religione oggi a Palazzo di Città. Se abbiamo ben capito di che pasta è fatto, non lo immaginiamo tuttavia desistere dalla caparbia determinazione di farla sempre da padrone. Nell’elezione del nuovo segretario riuscirà ad imporre solo persona di esclusiva sua fiducia?
Una sola certezza: Pd da rianimare, coordinamento da ricomporre, pazienza certosina nel raccattare e ricomporre  cocci sparsi un po’ ovunque, in famiglia e fuori.
Con l’avvenuto divorzio fra padre-padrone D’Ambrosio e Peppino Porfido sino a ieri suo personale servitore sempre obbediente e prono, molte cose potrebbero prendere diversa direzione.
Suscita attesa quanto e se iniziativa sarà assunta dalla vecchia guardia dei Bellisario, Santino Zeverino e compagnia varia, tutti nella storia del PD. Impensabile rimangano inoperosi; loro che al partito, nel tempo, hanno dedicato impegno e passione.
Quale segretario pertanto attendersi? Innanzi tutto uno che sappia rifiutarsi di essere zerbino di chicchesia. Uno capace di riaccendere passione ed entusiasmo ove queste fossero  a rischio, che creda in un sindaco sempre dalla buona educazione e che non calpesti verità, accettando il confronto nella convinzione che “comandare significa servire” .
L’augurio già in recente occasione rivolto a sindaco ed ex segretario non può che essere oggi ripetuto con la stessa sincerità di ieri: quando e se l’ambizioso D’Ambrosio  avvertisse lo sfilarsi dell’ambita fascia tricolore dalle proprie spalle, che la depressione non conosca il suo recapito; al dr. Porfido il tornare a gustare le soddisfazioni di una vita nuova, anziché continuare a viverne una vecchia, insipida e servile come quella appena abbandonata.
L’accoppiata D’Ambrosio sindaco – Peppino Porfido segretario è storia ormai agli archivi.
Oggi l’attenzione è tutta per l’arrivo del nuovo segretario Pd a Santeramo.

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