25/11/2017 06:55
UN SANTERMANO IN AIUTO DEI PRIGIONIERI DELLA NEVE

UN SANTERMANO IN AIUTO DEI PRIGIONIERI DELLA NEVE

Si continua a spalare la neve nelle zone messe in ginocchio dal maltempo e dal terremoto. I militari sono ancora in prima linea.

Da una settimana, fra le mani che spalano la neve cercando di dare sollievo alle vittime del maltempo e del terremoto che ha trasformato il paradiso abruzzese in un inferno bianco, c’è anche il santermano Domenico Stasolla, un alpino del “Reparto comando e supporti tattici Tridentina”.

La sua squadra di soccorso di militari partita da Bolzano è arrivata nel centro Italia dove continua a regnare il caos. Sotto la coltre bianca che pian piano si sta sciogliendo, ci sono ancora case isolate. Ci sono famiglie tagliate fuori dal mondo che hanno bisogno di medicine, di acqua, di viveri.  Questi abitanti vedono gli alpini arrivati come salvatori. È un’emergenza che noi santermani abbiamo vissuto, ma in scala ridotta rispetto ai nostri amici abruzzesi. Lì la terra continua a tremare e allo stato d’animo d’inquietudine e disagio dovuti alla copiosa nevicata, si aggiunge la paura con cui convivono gli abruzzesi ormai da tempo.

In questi giorni l’Italia è unita da un filo che passa dalle braccia, dal cuore, dal coraggio degli uomini che con il loro incessante lavoro stanno ancora dando una mano ai sommersi dalla neve. Vigili del Fuoco, soldati, carabinieri, poliziotti, finanzieri, soccorso alpino, croce rossa, protezione civile. Tutti sono stati in prima linea a operare e cooperare per portare in salvo quante più persone rimaste intrappolate sotto le macerie di neve e detriti.

Sono stati giorni duri per i nostri soccorritori, ora la situazione sembra essere sotto controllo. Con il caschetto, armati di pale, continuano a sfidare il gelo,  pronti a dare assistenza a quella povera gente. Alla fine di ogni missione di lavoro sfiancante, ritornano al palazzetto, appendono le giacche fradice,  sistemano gli sci e gli stivali da montagna e cercano un momento di riposo su materassi e sacchi a pelo per recuperare forze e ripartire. Il palazzetto dello sport in questi tristi giorni è passato da campo da gioco a campo della speranza e del soccorso.

È commovente, da applausi, l’abnegazione e la forza dei soccorritori. Grazie!

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