23/11/2017 23:15
UN INSEGNAMENTO DALLA NEVE
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UN INSEGNAMENTO DALLA NEVE

Assoluta mancanza di collaborazione tra i vari interventi, è la lamentela del sig. Labarile

Prima di esaminare con obiettiva critica i fatti salienti dell’emergenza neve dei giorni scorsi, è opportuno rivolgere un vivo e apprezzato ringraziamento a tutti coloro che si sono prodigati con grande sacrificio ed impegno civico: le protezioni civili, l’esercito, il Signor Sindaco D’ambrosio e la sua Giunta, il Presidente Emiliano la Regione e i tanti cittadini volontari. Tutti dovremmo convenire che di fronte ad una quantità di neve così immensa, nessuna prevenzione era possibile contemplare. E’ opportuno, tuttavia, evidenziare alcuni aspetti organizzativi che, come in passato, non sono stati mai pensati e ancora meno attivati, e che, ci auguriamo, siano presi per il futuro. Ebbene rammentare che anche quando, negli anni passati, abbiamo avuto pochi centimetri di neve, la nostra Santeramo, sia pure per qualche giorno, è stata paralizzata con conseguenze negative per i suoi abitanti.

Riteniamo che una zona così vasta come la Murgia, in cui sono ubicati molti Comuni devono fare sempre i conti con cospicue nevicate e altre emergenze come piogge torrenziali, allagamenti ed incendi; e il Parco Nazionale dell’alta Murgia che li rappresenta e ha i mezzi, il compito e l’autorevolezza necessaria, dovrebbe dare un apporto più consistente ai territori nei momenti di difficoltà. Inoltre, sarebbe opportuno che i Sindaci di Gravina, Altamura, Santeramo e Poggiorsini firmatari sin dal 2009 di un protocollo d’intesa per il piano strategico “La Città Murgiana”, che si prefiggeva di creare diffondere un maggior benessere e migliorare la qualità della vita delle società del territorio, elaborassero almeno un piano concreto ed omogeneo per le emergenze, considerato che, fino ad oggi, non hanno saputo comporre nessun tipo di progetto concreto. La maggior parte dei cittadini, molte volte, si chiede a cosa servono un’infinità di organismi come quelli succitati, se poi, nel momento di una calamità, esclusi singoli e approssimativi interventi, tutto viene affidato al caso, poiché viene a mancare un minimo di sinergia comune?

Per dovere di cronaca, e lungi da noi la pur minima polemica, è necessario ribadire l’assoluta mancanza di collaborazione tra i vari interventi, pur molto apprezzati singolarmente. Questo fenomeno, ahinoi! ha interessato un poco tutti i Paesi, anche dove la neve non ha raggiunto i dieci centimetri. A fronte di questo tormentato periodo, in cui tutti abbiamo avuto dei grandi disagi, l’impegno di tanti volontari, pur modesto in rapporto alla situazione, ebbene rammentarlo ancora! ha certamente alleviato tante sofferenze. C’e’ stata una partecipazione notevole volontaria, ma è stata assente l’organizzazione e, in particolare, il senso di fare squadra. Ci auguriamo, qualora dovessimo avere altra neve (speriamo di no) che l’esperienza recente serva a mitigare i disagi dei cittadini. Terminato l’inverno, tutti gli attori responsabili dovrebbero promuovere un tavolo tecnico ed elaborare un progetto utile a tutti i Comuni dell’alta Murgia, magari sotto la regia del Presidente del Parco Nazionale, ed organizzarsi in modo professionale per combattere le future calamità. Pertanto, sarà necessario reperire le risorse (qualora non ci fossero) per dotarsi dei mezzi idonei, da aggiungere magari a quelli già in possesso dei vari organismi, e pianificare le strategie per affrontare le future emergenze. Pensare, per esempio, di dotare ogni Comune di un spargisale   acquisire una quantità sufficiente di tale materia in modo da poter intervenire tempestivamente ed evitare, da subito, le difficoltà per la circolazione e le persone. Mentre sarebbe sufficiente che le quattro città della “Città della Murgia” si dotassero di uno spazzaneve che potrebbe liberare da subito, in caso di abbondanti nevicate, le principali strade locali e provinciali, oltre ai mezzi specifici per emergenze come inondazioni ed incendi. Però, se è opportuno che gli organismi istituzionali facciano con impegno il proprio dovere, è altrettanto utile e necessario che tutti i cittadini diano il loro fattivo contributo. E’ stato semplicemente umiliante osservare, a distanza di cinque o sei giorni dalla grande nevicata, non soltanto davanti a tante case del centro, ma anche nei pressi delle porte di diversi esercizi commerciali, lastre di ghiaccio. E’ auspicabile che il cittadino, per una questione di buon senso civico, dovrebbe occuparsi della manutenzione dello spazio davanti a casa su: in questa circostanza spalando la neve, durante l’arco dell’anno spazzando con cura. Gli esercenti commerciali, anche per favorire un maggior afflusso della clientela, dovrebbero essere ancora più diligenti nel curare sempre le entrate dei loro negozi, particolarmente nei periodi come la recente abbondante nevicata.

Auspichiamo che quanto prima, e non soltanto per le emergenze, nasca una sana e leale collaborazione tra i vari Organismi Istituzionali e i cittadini. Dobbiamo tutti evitare di criticare e lamentarci, ma impiegare tali energie per dialogare e produrre.

Fabrizio Labarile

 

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