21/11/2017 14:55
TRC SALVA…MA SOSTIENE LA LOTTA ALLA SOPRAVVIVENZA DELLE ALTRE TV

TRC SALVA…MA SOSTIENE LA LOTTA ALLA SOPRAVVIVENZA DELLE ALTRE TV

Grido d’allarme per 34 emittenti pugliesi costrette a spegnere il 31 Dicembre. TRC sostiene le loro iniziative.

Il 31 Dicembre è dietro l’angolo e per decine e decine di emittenti televisive pugliesi si sta per abbattere una scure. A preoccupare gli editori e i dipendenti delle televisioni locali pugliesi è la delibera 480 dell’Agcom che impone entro il prossimo 31 dicembre lo spegnimento dei canali. Altrimenti – si legge nel testo- si procederà senza ulteriore preavviso “alla disattivazione coattiva degli impianti, avvalendosi degli organi della polizia postale e delle comunicazioni”.
I canali in questione secondo la comunità europea farebbero interferenza con quelli delle televisioni dei Paesi confinanti, Croazia e Slovenia che pretendono quello che secondo l’Europa è di loro diritto. Il problema non riguarda esclusivamente la Puglia, ma nella nostra regione è particolarmente sentito, visto l’importante numero di emittenti che trasmettono sul digitale.

SPEGNERANNO: Perdono le frequenze Telenorba 7 e Telenorba 8, Radionorba tv, Telebari, Telerama,Telefoggia, Teleradio Padre Pio, Canale 2 Tv, Teletrullo, Delta Tv, Telemax, Antenna Sud, Blustar Tv, Teleradio Città Bianca, Teleonda, Teleblu, Telepuglia Italia, Teleradioerre, Telesud, Studio 100, Canale 7, Amica, Teledauna, Tele A, Napoli Ch, Tv Capital, Puglia Tv, Telepunto 5, Telebasilicata Matera, Super 7, Teleregione, Teledehon, Teleradio San Severo, Tele Acli San Marco.

SI SALVANO:  Non avranno problemi TRC, Tg Norba 24, Canale Italia 84, Canale Italia 83, Telepuglia, Telelocorotondo, Video Italia Puglia, Teleradio Buon Consiglio, Telemaig, Telecattolica, Telesveva, Canaleotto, RTM, Settegold, Antenna 10, Telecapri.

Intanto le TV pugliesi dopo aver messo in piedi un programma trasmesso a reti unificate e che ha visto il coinvolgimento di parlamentari e rappresentanti delle istituzioni, stanno organizzando altre occasioni di mobilitazione per allertare l’opinione pubblica pugliese a difesa di uno dei capisaldi della certezza democratica regionale.

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