23/11/2017 02:55
SIMILI AGLI OROLOGI A CUCU’

SIMILI AGLI OROLOGI A CUCU’

L’uscita dell’uccellino dalla cassa dell’orologio dove ritorna, è simile ai consiglieri comunali di maggioranza che, con estrema facilità, sono usciti dai gruppi di appartenenza per poi farvi ritorno. Un uccellino anche tra gli oppositori.

 

Mettiamola sul faceto piuttosto che sul serio. Di cose serie, cioè ridicole, ne abbiamo viste tante. Ci è venuta in mente l’orologio a cucù di cui ci siamo sbarazzati per far posto ai tablet e ai telefonini di ultima generazione. Da Wikipedia riprendiamo: “L’orologio a cucù è un dispositivo per la misura del trascorrere del tempo che segnala il passaggio delle ore con l’uscita di un uccellino dalla cassa dell’orologio stesso, accompagnata da un suono che imita il caratteristico verso del cuculo. Dal punto di vista del funzionamento meccanico tradizionalmente gli orologi a cucù sono orologi a pendolo, ma esistono modelli moderni al quarzo”. Mi chiederete: dove vuoi arrivare? Quell’uscita dell’uccellino dalla cassa dell’orologio dove ritorna, è simile ai consiglieri comunali di maggioranza che, con estrema facilità, sono usciti dai gruppi di appartenenza per poi farvi ritorno un istante prima della vittoria contro la sfiducia al Sindaco presentata dai loro oppositori ai quali non serve un orologio a cucù per la sveglia ma potenti cannonate. Tra gli oppositori vi è un consigliere comunale che è simile a questo orologio perché entra ed esce quando vuole. Si è assentato nella seduta consiliare per l’approvazione del bilancio di previsione 2014, quindi in quel momento è uscito dall’orbita dell’opposizione; sottoscrive la sfiducia al Sindaco, quindi ritorna in gioco; non c’è traccia di lui nella discussione sulla sfiducia. E’ un uccellino libero, senza cassa, che svolazza sulla testa della cittadinanza. Gli intenditori di politica farneticano su di lui. Alcuni di loro sono arrivati anche a pensare che stia nidificando per combinare un incrocio con gli uccellini di maggioranza. Boh…? Roba da non crederci! E’ chiaro, quindi, che con queste entrate e con queste uscite, l’orologio della vita amministrativa non è in sincronia con quello della Cittadinanza, non regge la cadenza e, inevitabilmente, segna un orario sbagliato. “Per favore – mi sembra di ascoltare dal nostro uccellino – non datemi fretta, non sono un atleta, sono vecchiotto e certe emozioni non me le posso più permettere. Ora che tutto è passato e che la tentata sfiducia è svanita come una bolla di sapone perché così era stata concepita, datevi una mossa, riprendete il ritmo dell’ora esatta affinché la cittadinanza prenda il treno della svolta dopo i tanti treni persi per i vostri capricci”.

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