21/11/2017 08:52
SANTERAMO PERDE ANCHE MEZZO PRONTO SOCCORSO

SANTERAMO PERDE ANCHE MEZZO PRONTO SOCCORSO

L’ associazione politico culturale InnoViamo ed il suo consigliere comunale di riferimento Paolo Silletti, con stupore, apprendono del “regalo di Natale anticipato” ricevuto da parte della Ausl.

 

direttivo_di_innoviamoDal 7 dicembre pv. (tra soli 3 giorni!!!), il Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Santeramo,  piuttosto che 24 ore su 24, sarà attivo solamente 12 ore, ovvero dalla mattina alle 8 alla sera alle 20.

Praticamente, qualora qualcuno di noi santermani dovesse avere un malore prima o dopo di questi orari, deve sperare di essere soccorso fuori dal nostro comune.

Facciamo un esempio: se stasera alle 20,30, un nostro concittadino, verrà sorpreso da una crisi allergica, si recherà in ospedale a Santeramo dove, al Punto di Primo Intervento, riceverà immediati soccorsi con antistaminici e terapia cortisonica. Dopo un’oretta di adeguate cure, tornerà a casa sano e salvo. Se lo stesso episodio invece, dovesse verificarsi , lunedì 7 p.v., lo stesso concittadino non potrà ricevere cure a Santeramo ma, dovrà chiamare il 118, sperare che l’ambulanza ci sia (perchè ne abbiamo solo una e su quasi 30.000 abitanti, c’è il rischio  che sia occupata!) oppure recarsi presso un’altra struttura ospedaliera! Tutto ciò con un aumento considerevole dei tempi di attesa che potrebbero essere fatali.

Ed allora ci domandiamo: oltre ai proclami del 5 marzo 2015 per odontoiatria ed odontoiatria per protesi, dove, ad oggi 4 dicembre, ancora nulla è pronto, il sindaco che fa? Nulla, solo inutile chiacchiericcio su internet.

Noi di InnoViamo, insieme al nostro consigliere Paolo Silletti, chiediamo a voce alta, che tutte le istituzioni coinvolte intervengano, al fine di evitare che il nostro Punto di Primo Intervento venga chiuso nelle ore notturne. Piuttosto chiediamo, altresì, il potenziamento del servizio di trasporto, con l’acquisizione di un’ulteriore ambulanza.

 

Un commento

  1. Si può aprire un pronto soccorso comunale, alla faccia della ASL, pagando medico ed infermiere “esperti” a parte. Ricavando i capitali dalle trattenute sull’assicurazione auto, magari presso la struttura della casa di riposo.

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