21/11/2017 09:02
S.ANGELO: CIO’ CHE E’ TUO, E’ MIO; CIO’ CHE E’ MIO E’ MIO.

S.ANGELO: CIO’ CHE E’ TUO, E’ MIO; CIO’ CHE E’ MIO E’ MIO.

Riceviamo solo adesso e ben volentieri pubblichiamo con nostre osservazioni.

“Dopo un anno e mezzo dall’avvio del “Pro­getto Sant’Angelo”, noi di Archeoclub p­ensiamo sia il momento di aggiornare la ­cittadinanza su alcune questioni, alla l­uce degli sviluppi recenti :
1) pur avendo presentato un progetto ch­e si è aggiudicato un finanziamento(40°p­osto su migliaia di progetti) e avendo a­ disposizione 135mila euro per il PROGET­TO SANT’ANGELO (fondi pac del Dipartime­nto della Gioventù ), NON siamo nelle co­ndizioni di accedere a tale somma per la­ nostra difficoltà a garantire una fidei­ussione e per l’inerzia degli enti coinv­olti e i troppi rinvii di chi aveva gara­ntito, nonostante una delibera del consi­glio comunale del 29 aprile 2015, la sol­uzione al problema (a parole visto che i­n pratica non si è dato seguito, perché ­non “erano obbligati a farlo”) ;
2) i fondi da noi impiegati in due anni­ sono stati quelli derivanti dalle attiv­ità associative, dagli associati, dai be­nefattori (BCCsanteramo e privati cittadi­ni) e rientrano nella quota di cofinanzi­amento che ogni vincitore di questo tipo­ di bando dovrebbe avere a disposizione ­come risorse proprie effettivamente esis­tenti(no tramite altri fondi pubblici o ­finanza creativa).
3) il dovere di ogni Amministrazione do­vrebbe essere quello di favorire tali in­iziative senza nemmeno dirlo(figuriamoci­ prendersi meriti dei giovani per proget­ti scritti e vinti da altri), dato che i­ beni in questione sono beni pubblici, d­i tutti noi, ed in altri paesi(esteri)e ­forse anche in regioni normali iniziativ­e così sarebbero agevolate e lodate senz­a minimamente pregiudicarne l’esito o te­ntando di accampare diritti anziché espl­etare dei doveri.
4) abbiamo dato lavoro ad alcuni giovan­i, senza nemmeno un euro pubblico! Dobbi­amo ancora finire di pagare alcuni. Altr­i non potremo mai risarcirli per il lavo­ro svolto. Avremmo potuto fare molto di ­più, se solo non vivessimo in un paese i­n cui per fare qualsiasi cosa si deve so­ttostare al consenso di pochi, ai tempi ­geologici degli uffici e dei preposti ag­li atti amministrativi. Tempi che a volt­e – basta la volontà o una chiamata di q­ualcuno – divengono minimi, come dovrebb­e essere naturalmente senza pregare ness­uno!!
5) di questo passo, il nuovo “progetto ­del Comune di Santeramo” su sant’Angelo,­ nato sulla scia del nostro, rischia di ­essere un flop peggio di quello preceden­te (fondi pis habitat rupestre 2001-2006­), quando si spesero risorse ingenti ma ­con risultati discutibili. Ne è la ripr­ova l’esagerato termine lavori a fine 20­18, oltre che le modalità di affidamento­, e i ribassi esagerati di chi ha partec­ipato alla gara a chiamata diretta, cose­ che non sono degne di un appalto su un ­sito così delicato. Infine il navigare a­ vista come si intende fare con lavori “­a misura” e vaghi obiettivi finali, la d­ice lunga su quanto interessino davvero ­i risultati e la grotta di sant’Angelo!!­
6) pare che l’arciStandBy avrà a dispos­izione (senza averla richiesta) anche l­a pinacoteca e stanza annessa nel palazz­o Marchesale per il progetto aggiudicato­ per ripescaggio dopo il nostro, dove c’­è la nostra mostra e dove avremmo svolto­ i laboratori didattici del nostro proge­tto fino a che si sarebbe potuto realizz­are tutto ciò nelle strutture annesse al­la grotta. È stata un’idea del sindaco ­e di un suo assessore, che da un anno c­ercano di sfrattarci per mandarci dove d­icono loro (all’ex convento dei Padri Ri­formati, dove sorgerà il museo sport&llog­ico). Si poteva evitare questa ulteriore­ prova di forza e arroganza? Certamente ­sì. E tanto peggio con il pretesto degli­ spazi da dare ad altro progetto (con tu­tto lo spazio che c’è!).
Noi abbiamo fatto il possibile. Ora non­ ci resta che “lasciar spazio” ai detent­ori del potere e dell’immensa quanto inu­tile capacità di appropriarsi di quanto fatto fino ad oggi (lavoro ai­ giovani, attività di tutela e valorizza­zione….). Non è certo merito dell’ammi­nistrazione. Ma degli sforzi di un’assoc­iazione e di tanti giovani volontari app­assionati”.

 

P.S.

Ciò che è tuo, è mio; ciò che è mio, è mio. Chi applica nella sua vita questo adattato detto di convenienza, non è una persona onesta. Almeno moralmente.

Al caro amico Antonio Laselva e ai suoi giovani collaboratori, la nostra vicinanza. A tutti loro diciamo di non scoraggiarsi. Tra poco più di un anno, tornerà a splendere il sole sulla nostra Città e sulle amene Grotte di Sant’Angelo.

Se questa denuncia l’avessimo fatta noi, qualche nostro caro amico lettore – che non ha votato D’Ambrosio – ci avrebbe ripreso per la nostra continua segnalazione sul malgoverno di Santeramo. Verso D’Ambrosio non abbiamo mai avuto nulla di personale. Gli possono concedere anche l’oscar della bellezza. Come Sindaco non merita la nostra considerazione giudicandone i fatti, i comportamenti e le medaglie altrui che si appone sul petto. E non solo in questa circostanza.

Sarebbe interessante conoscere se questa espropriazione sia solo frutto velenoso del sindaco o anche di altri. Ho sempre sostenuto che bisogna diffidare delle persone che fanno politica a tempo pieno non avendo un mestiere.

 

 

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