28/10/2020 23:46
REGIONALI: SULLE FORZE POLITICHE

REGIONALI: SULLE FORZE POLITICHE

A Santeramo primo partito Puglia Solidale Verde con il 17,20%. Diverse liste allo 0,02%.

Sul fronte squisitamente politico, le forze politiche santermane ovvero le forze politiche che hanno una sede o una presenza rilevante, hanno portato a casa il sotto indicato bottino elettorale (in parentesi i voti e la percentuale delle elezioni del 2015). Specifico che l’ordine dato all’elencazione è del tutto casuale.

Puglia Solidale Verde

 “Puglia Solidale Verde”, con 2081 voti, pari al 17,20%, ha conquistato il primato. Non è possibile fare il raffronto con i risultati del 2015. Almeno due delle quattro formazioni politiche di cui è composta la P.S.V., hanno preso parte alla competizione regionale del 2015 con percentuali inferiori all’uno per cento. Tanto a significare che questo baldanzoso 17,20% lo si deve esclusivamente al candidato Michele Cardascia e alla sua modesta e capillare campagna elettorale svolta prevalentemente nel territorio santermano, che vediamo al centro della foto circondato da un pugno di amici.

Partito Democratico

Partito Democratico: 1204 voti, 9,95% (2153 voti, 19,35). Nonostante la perdita secca di circa dieci punti che corrispondono alla fuoriuscita di oltre 900 voti, il risultato del PD è un “dono del cielo”. Sono solo i voti dello zoccolo duro del partito di Nicola Zingaretti. Inamovibili, a prescindere. Da evidenziare che la sede in Via Roma è disabitata da mesi. A suo carico solo il canone fisso dell’energia elettrica. Non ha consumi. E’ rimasta chiusa anche nei giorni delle elezioni. Mai successo prima. Solo alcuni giorni prima del voto, è apparso in bacheca il simbolo del PD barrato con un segno di croce e senza nessun invito al voto. Sul referendum costituzionale, neanche una parola.

Movimento 5 Stelle

Movimento 5 Stelle: 941 voti, 7,78% (2236, 20,10%). Che dolor! Circa 1330 stelle sono precipitate come si legge della caduta stellare nell’Apocalisse di San Giovani Apostolo. Nel 2015 risultò il primo partito a Santeramo, posto che ora lascia a “Puglia Solidale Verde. E’ più di sconfitta. Si tratta di tracollo come è avvenuto un po’ in tutta Italia. La “notte di San Lorenzo” è poca cosa rispetto alle stelle cadute nel cielo di Santeramo il 20 e 21 settembre. Nelle farmacie santermane, non si trovano più confezioni di Maalox. Qualcuno è stato costretto a farne incetta. Conoscendo il fanatismo di alcune persone pentastellate, ovvero di gente politicamente ignorante e arrogante, forse le pasticche non basteranno. Spero non ci sia bisogno di riempire cisterne di tranquillanti che consiglio di provvedere per le prossime competizioni elettorali. Per gli scaramantici, questa lista aveva il numero 17.

Lega Salvini Puglia

Lega Salvini Puglia: 812 voti, 6,71% (797 voti, 7,16%). Perdita lieve in percentuale, aumento insignificante di voti. Nel 2015 aveva un candidato locale nelle persona dell’Avv. Fabio Bagnulo. Forse il mancato exploit della Lega a Santeramo come in Puglia, che ha fatto tanto bene alla dignità del popolo santermano in particolare e a quello meridionale in generale, mette in ridicolo i servi sciocchi che, per ambizione personale che non hanno potuto affermare nei partiti di provenienza perché politicamente scadenti, si sono messi a servizio del leghista Salvini. Comunque sono certo che la ragione vera di questa salutare, mancata affermazione, sia un’altra. E’ sicuramente dovuta alla insufficienza di palloncini e di frisby che sono stati regalati ai bambini la sera di domenica 20 settembre e giorni precedenti. Dovevano pensarci prima a fare il pieno di questi gadget perché tanti bambini, non avendoli ricevuti, hanno pianto. I genitori si sono indispettiti e non hanno votato Lega. Come a dire: se la sono legata al dito.

Forza Italia

Foza Italia: 1368 voti, 11.31% (1112 voti, 9.99). Crescita impercettibile nonostante fosse in campo una candidata nella persona dell’Avv. Doriana Giove. Un risultato senza gloria e senza infamia. Unica consolazione è aver superato la percentuale regionale fissata all’8.9%. D’altronde cosa si può ricavare di più e di meglio se non si fa politica e la sezione altro non è che un rifugio di pensionati che passano il tempo a giocare a carte o che occupano il marciapiede antistante la sede con le loro sedie?

Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia: 2014 voti, 16.65% (175 voti, 1,57%). Balzo notevole che porta il Partito della Meloni ad occupare a Santeramo il secondo gradino del podio. In apparenza sembra che una dignitosa affermazione dovuta alla candidatura di Giuseppe Silletti, ex Generale dei Carabinieri. Non è proprio così. In questa lista sono confluiti anche i voti di Direzione Italia che nella stessa lista sponsorizzava Ignazio Zullo. Se Silletti ha ottenuto 960 preferenze e Zullo 720 (110 in meno rispetto al 2015), significa che Fratelli d’Italia, quello “originale”, ha ottenuto il 57% e Direzione Italia il 43% di quel 16,65%. Da ricordare che nel 2018, Maria Nocco, candidata al Senato di Fratelli d’Italia, ottenne da sola a Santeramo oltre il 14% dei consensi. Non esclusa in questa debacle la mancata sintonia tra il candidato e il gruppo storico di questa formazione politica che, forse, non ha gradito dall’inizio la scelta che sarebbe stata calata dall’alto. In tal senso, un dettaglio tutt’latro che insignificante: all’inizio della campagna elettorale non c’è stata nessuna presentazione ufficiale di Silletti se non quella personale nel proprio comitato elettorale.

Delle altre 23 liste in competizione, molte delle quali sotto l’uno per cento, finanche a sfiorare lo zero (0,02, ad esempio), non è possibile fare nessun raffronto anche perché nessuna ha una sede di riferimento sul territorio santermano. Infine, in questo giro, nessuna lista delle 29 in competizione ha raggiunto il 20%. Non è un segnale incoraggiante né positivo perché non ci sono aggregazioni politiche di sostanza intorno alle quali in futuro si possono costruire a livello comunale alleanze solide. Nel pollaio, quando vi sono troppi galli, non fa mai giorno.

Buona la partecipazione al voto: nel 2020, il 60,07%; nel 2015, il 53,04%. Pare che il contagio non abbia spaventato più di tanto i santermani.

 

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