23/11/2017 04:54
RANDAGISMO VARALLO: PUNTO E A CAPO

RANDAGISMO VARALLO: PUNTO E A CAPO

Revocata l’ordinanza n. 13 che impegnava l’Anpa al trasferimento dei cani.

 

Per il randagismo in località Colonna – Varallo, a Santeramo in Via Matera, si è ritornati al punto di partenza. Come si ricorderà il 10 settembre scorso, il Sindaco emise l’ordinanza n. 13 con la quale incaricava la dott.ssa Mariella Digirolamo, responsabile dell’Anpa, a trasferire presso il proprio rifugio in località D’Addosio gli oltre cinquanta cani, ingabbiati da molti mesi in un recinto posto in Contrada Varallo in una situazione igienico – sanitaria a dir poco deplorevole. Apparve a molti che la predetta ordinanza sindacale non era sufficientemente adeguata a risolvere il problema. Infatti, il rifugio Anpa, per il quale il Comune di Santeramo paga circa 19 mila euro al mese, è oltre il limite di capienza consentito di due cento cani per cui, già per questo dato semplicemente numerico, l’ordinanza del Sindaco era un palliativo per tranquillizzare soltanto la propria coscienza. Di contro, la dott.ssa Digirolamo obiettò il contenuto dell’atto monocratico per una serie di altre ragioni. In dicembre scorso, il Sindaco di Santeramo è stato costretto a revocare in autotuela l’ordinanza n. 13 (un numero che in questa circostanza non ha portato fortuna) perché la Prefettura di Bari ha fatto notare che in tale atto è stato richiamato un articolo improprio del Decreto Legislativo 267/2000, un po’ come i cavoli a merenda. Per questo errore di applicazione del predetto Testo Unico, che nella ordinanza di revoca è stato definito “refuso”, si è ritornati al punto di partenza. Se nel merito dell’ordinanza n. 13, il Sindaco era abilmente convinto del suo contenuto, nella forma non si può non rilevare che il Dirigente comunale preposto alla stesura materiale dell’atto monocratico ha preso un abbaglio. Per questa ragione, siamo punto e a capo. I cani continueranno a dimorare in quel sito abusivo, i cittadini invece a ribellarsi e il Sindaco ritornerà ad escogitare qualche altro atto. Vedremo quale. E’ il più calzante esempio quando si dice “il cane si morde la coda”.

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