12/12/2017 22:45
PIAZZA GRANDE E D’INTORNI

PIAZZA GRANDE E D’INTORNI

Con consigli comunali non mandati né in diretta, né in differita, per chi è lontano da Santeramo è giocoforza rifarsi ai resoconti emessi dalle testate giornalistiche locali o agli interventi, quando esistono, degli stessi protagonisti.

Questo per capirci qualcosa, ben preoccupandosi di individuare da parte di quale vento provengono. E’strada obbligata. Non ne vengono offerte altre. Operazione  non sempre facile perché tanto stridenti e opposte appaiono spesso le prese di posizione che dividono minoranza  e maggioranza  chiamate entrambe al buon governo della comunità.

Ci è dato così leggere ( Redazione TRC, 29 novembre scorso) “…numerosi utenti di Piazza Grande e dell’Associazione A.T.S.M. “Speranza” si sono recati presso la sala del Consiglio Comunale perché all’o.d.g. era inserito l’argomento “ Progetto sperimentale “Piazza Grande”… al momento d’essere discusso, il colpo di scena: accampando pretestuose argomentazioni, il Presidente del Consiglio ha ritirato di propria iniziativa il punto, generando la giustificata protesta dei consiglieri proponenti e suscitando delusione e sconcerto tra coloro che con molta pazienza continuavano ad attendere la discussione sulle sorti di Piazza Grande sul quale pende la scadenza del 31 dicembre prossimo”.

E, con mano pesante, Sinistra Italiana offre la sua: “…nel Consiglio Comunale del 29 novembre si è oltrepassato il segno: legittime proposte presentate da Consiglieri Comunali sono state sottratte dal loro sacrosanto diritto di essere dibattute nelle istituzioni: semplicemente inaudito!… come se non bastasse il prof. Baldassarre imperterrito nel suo intento di non condividere un momento di dialettica politica, difronte alle legittime rimostranze dei Consiglieri ha chiamato i Carabinieri!… Nemmeno nella Cambogia di Pol Pot e nel Cile di Pinochet succedevano queste cose”.

 

Secca, immediata, e dettagliatissima è giunta la replica di Baldassarre sindaco, intervenuto, a suo dire, a doverosa precisazione:

 “…il punto n.9 dell’o.d.g. è stato ritirato dal Presidente del Consiglio dietro insistente invito del Segretario Generale che ha la funzione ( ex art.97 del Testo Unico degli Enti Locali) di assistenza giuridica-amministrativa nei confronti degli organi dell’Ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti;…forma di presentazione errata e punto in questione non rientrante tra le attribuzioni del Consiglio Comunale perché in aperto contrasto con l’art.42 del Testo Unico degli Enti Localisiamo stati costretti, nostro malgrado, a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per richiedere l’allontanamento dei consiglieri Caponio e Digregorio per aver urlato e inveito contro il Presidente del Consiglio… nessuna intenzione di allontanare rappresentanti e utenti di Piazza Grande…”.

 

Continuare ad offrire sintesi di quanto Baldassarre sindaco ha esplicitato equivarrebbe a fargli torto. Di qui l’invito a leggere ogni riga della sua replica. E’ l’unico modo per giungere a formarsi una qualche convinzione sull’intera questione. Pro o contro che sia.

Leggendo non si andrà delusi perché quello del sindaco è un excursus ad ampio raggio.

Si va dalla nascita del Centro (anno 2006, padrino Michele D’Ambrosio all’epoca assessore ai servizi sociali) ai protocolli d’intesa; dalle deliberazioni dei Consigli Comunali succedutisi nel tempo alle varie specificazioni che mai il Centro sarebbe diventato autonomo ma sempre “ centro funzione” del centro diurno socio-sanitario di Acquaviva; dai compiti della cooperativa “Auxilium” ai volontari dell’Associazione “A.T.S.M.” SPERANZA; dall’impegno a favorire la realizzazione del progetto “Dopo di Noi” alla trasformazione in centro sperimentale e non più centro socio-sanitario e riabilitativo ma di socializzazione, con ASL la cui programmazione sanitaria veniva a sparire; dall’errato riferimento dell’opposizione all’art.105 che disciplina pazienti non stabilizzati alla considerazione che gli utenti di Piazza Grande sono invece pazienti stabilizzati e quindi fuori dall’articolo in questione.

Vi è di tutto. C’è posto anche (poteva mai mancare?) per la chiamata in causa di D’Ambrosio “ che nel marzo 2017, ancora sindaco a Palazzo di Città, proponeva di chiedere forzatura alla Regione onde allargare l’applicazione dell’art.105 R.R.4/2007, senza che di detta richiesta vi sia agli atti traccia  alcuna”.

Baldassarre sindaco chiude il suo argomentare  con invito a fornire risposta ai quesiti:

-) che fine  ha fatto il precedente protocollo d’intesa del 2006 dove l’attore principale era l’ASL e      quindi senza aggravio di costi per la comunità?;

-) chi ha receduto dal protocollo e perché?;

-) perché si è passati da una situazione di programmazione sanitaria coperta dall’ASL ad una sperimentazione non istituzionalizzata a carico dei P.S. di zona di Altamura?.

Interrogativi in attesa di risposta.

Su quanto accaduto alcune semplicissime considerazioni:

–  in Sindaco e maggioranza c’è proprio certezza di aver saputo offrire la miglior regia di conduzione in questo Consiglio Comunale così tempestoso?

– se l’iniziativa del ritiro del punto 9, pur debitamente messo all’o.d.g. , era di provenienza amministrativa- impositiva del Segretario Generale perché, con mozione d’ordine, ciò non è stato fatto subito presente in apertura di seduta?

– quale comportamento il Presidente  del Consiglio Comunale e l’intera maggioranza potevano  aspettarsi da utenti e interessati al miglior funzionamento di Piazza Grande lasciati per lunghissime ore in infruttuosa attesa e relativo botto finale a sorpresa?

– a cosa far risalire l’insolito silenzio del sempre arrembante e “saputissimo” D’Ambrosio rimasto silenzioso e muto su nascita, vita e destino di una sua creatura quale Piazza Grande?

– è mai possibile che l’esperto e ben navigato Digregorio sia incorso in “ punto in questione non rientrante tra le attribuzioni del Consiglio Comunale perché in contrasto con l’art.42 del Testo Unico degli Enti Locali?

– continuerà la querelle che ha portato all’invero inusuale intervento delle forze dell’ordine in questo tormentosissimo Consiglio Comunale?

Porto attenzione alla lettura, su facebook, di un telegrafico scritto di lettore che, pure in piena rotta di collisione con il corretto uso della lingua italiana, si pone la domanda che tutti ci poniamo: “ scusate, ma quando finirà questa tarantella?”.

Dalle persone semplici spesso l’invito più saggio.

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