23/11/2017 14:00
LE PROPOSTE USB ALLA NATUZZI E ALLE ISTITUZIONI

LE PROPOSTE USB ALLA NATUZZI E ALLE ISTITUZIONI

Ieri il Consiglio congiunto sulla crisi del mobile imbottito e sulle sorti di 350 lavoratori della Natuzzi.

 

Nel pomeriggio di eri si è svolta a Santeramo la seduta congiunta dei Consigli Comunali di Santeramo, Altamura, Gravina, Matera, Laterza e Ginosa per esaminare la situazione complessiva della crisi del mobile imbottito, con particolare riferimento alla situazione di oltre 300 lavoratori, provenienti dal dismesso stabilimento di Ginosa, sull’orlo del licenziamento. La seduta si è conclusa con l’approvazione unanime di un documento che sarà ratificato nei prossimi giorni dai rispettivi consigli dei Comuni partecipanti. Nell’attesa che qualche persona di buona volontà ci faccia tenere copia di questo documento per poterlo pubblicare, diamo ben volentieri spazio e attenzione all’intervento del sig. Felice Dileo, dirigente provinciale di USB.

Dopo una lunga premessa con le tappe più significative della “vertenza Natuzzi” degli ultimi anni, il sig, Dileo, molto opportunamente, ricorda che “le Istituzioni sono sempre state molto generose nei riguardi della Natuzzi Spa, lo provano i ripetuti finanziamenti pubblici indirizzati all’industria santermana. L’ultimo di questi risale allo scorso settembre, quando sono stati stanziati 37,2 milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Puglia e la Regione Basilicata. Tuttavia, questi Enti statali non sembra abbiano perseguito al meglio il loro dovere, ossia tutelare ed operare nell’interesse generale, in quanto l’ingente contributo pubblico viene concesso alla Natuzzi senza pretendere molte contropartite, neanche quella dell’impegno a non procedere a licenziamenti collettivi e non volontari nei prossimi mesi”.

A seguire le proposte che diffondiamo integralmente:

  • La Natuzzi reintegri in produzione tutti i dipendenti trasferiti presso il sito di Ginosa e ponga fine a questo uso distorto e intollerabile di applicare lo strumento del Contratto di Solidarietà. Se poi vuole offrire incentivi economici per favorire l’esodo è libera di farlo, ma questo deve avvenire dando pari opportunità a tutti i suoi dipendenti e non rivolgendosi soltanto a chi ha indicato come esuberi e posto sotto la spada di Damocle, per cui o si accetta l’uscita incentivata oppure si rischia il licenziamento, senza neanche il misero contributo economico dell’azienda;
  • Le Istituzioni preposte assumano la richiesta sopra esposta come propria e ritornino a perseguire la loro ragion d’essere, ovvero, l’interesse generale. Quest’ultimo vorrebbe che non possano assolutamente essere stanziati ingenti finanziamenti pubblici a chi si impegna soltanto a fare oggi ciò che avrebbe dovuto fare già anni addietro. Dopo aver scaricato i costi delle politiche industriali adottate sulle spalle dei contribuenti, ricorrendo alla Cig dal lontano 2004 e che non prevede di ampliare la forza lavoro in loco ma di ridimensionarla. Pertanto, le Istituzioni devono, perlomeno, pretendere che la Natuzzi Spa si impegni a non licenziare nel prossimo futuro, pena il blocco o la restituzione dei 37,2 milioni di euro stanziati in suo favore:
  • L’atteggiamento accomodante da parte delle Istituzioni verso la ricollocazione esterna dei dipendenti indesiderati dalla Natuzzi, non è soltanto sbagliato in quanto appiattito sui diktat aziendali e ostile verso i lavoratori che, viceversa, rivendicano a ragion veduta il loro posto di lavoro alla Natuzzi Spa, ma è anche irrispettoso nei confronti dei disoccupati di lunga data. Quindi, chiediamo alle Istituzioni di assumere una posizione di semplice buon senso, ossia, se nuove società dovessero effettivamente insediarsi nel territorio, ad avere la priorità delle assunzioni devono essere i disoccupati, a partire da quelli che non percepiscono nessun indennizzo di sostegno al reddito e che vivono in una situazione a dir poco disperata. Mentre, i cassintegrati della Natuzzi un datore di lavoro già ce l’hanno ed è suo dovere reintegrarli in produzione i tempi rapidi.

Infine, chiediamo che il presente documento sia messo agli atti di questo Consiglio intercomunale in seduta pubblica, sessione straordinaria. Chiediamo, altresì, che i Sindaci si adoperino affinché una delegazione di lavoratori dell’Usb sia ascoltata durante la prossima Cabina di regia, che si terrà a breve presso il MiSE o, nell’impossibilità di accogliere tale richiesta, che una copia dello stesso documento sia resa nota agli organismi costituenti la Cabina di regia e, di conseguenza, posto agli atti anche di quest’altra assise”.

P.S.

I consiglieri comunali di Santeramo erano tutti presenti?

 

 

 

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