23/11/2017 02:40
LE BANCARELLE DEI POVERI

LE BANCARELLE DEI POVERI

Con un euro si può portare a casa un paio di pantaloni, una maglietta, una gonna. Con qualche altro euro in più, anche capi di abbigliamento che nuovi costano centinaia di euro.

Non ci vuole tanto per comprendere che la difficile e persistente situazione economica continua a farsi sentire nelle famiglie come nelle imprese nonostante i proclami governativi della ripresa. Non è così, lo sappiamo tutti. Per chi fa finta di non saperlo, ci sono le statistiche. I consumi non crescono, la pressione fiscale non cessa e l’arrivo a fine mese è sempre più arduo. In questa situazione complessa e delicata, c’è a livello locale un altro indicatore economico che invita alla riflessione. E’ sufficiente affacciarsi al mercato settimanale del giovedì per rendersene conto. La gente passeggia tra le bancarelle senza che i commercianti facciano affari. Quelle della frutta sono le più affollate per la provvista della settimana. Ma vi è qualcosa di più sottile che merita la nostra attenzione. Sono le bancarelle degli abiti usati che sin dal mattino sono prese d’assalto non soltanto da persone extracomunitarie ma anche da donne e uomini santermani. Vi si trova di tutto. Con un euro si può portare a casa un paio di pantaloni, una maglietta, una gonna. Nel periodo natalizio, erano in vendita anche giocattoli al costo “proibitivo” di un euro a pezzo. Con qualche altro euro in più, si possono acquistare anche capi di abbigliamento che nuovi costano centinaia di euro. Queste bancarelle erano fiorenti negli anni del boom economico. Si vendevano i cosiddetti “stracci americani” che venivano acquistati da poche persone veramente indigenti. Il boom adesso non c’è più. Se c’è, si chiama boom fiscale per le esose tasse che si è costretti a pagare. Pur di vestirsi in qualche modo perché negli esercizi commerciali è proibitivo andarci, gli indigenti non sono pochi ma molto numerosi. E’ il mercato dei poveri quello più fiorente a dimostrazione che il morso della crisi ci sta pian piano soffocando nella speranza che, come manna dal cielo, la ripresa economica acceleri il passo.

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